Giorno 30
- la viva fede, per mezzo della quale ha creduto, senza esitare, la parola dell’angelo; ha creduto fedelmente e costantemente fino al piede della croce sul Calvario;
- l’umiltà profonda, che l’ha condotta a rimanere nascosta, a tacere, ad accettare tutto e a mettersi all’ultimo posto;
- la purezza tutta divina, che non ha mai avuto, né mai avrà l’uguale sotto il cielo; e infine tutte le altre sue virtù. Lo ripeto un’altra volta: si ricordi che Maria è il grande e unico stampo di Dio, adatto a produrre delle immagini viventi di Dio con poca spesa e in poco tempo; l’anima che ha trovato questo stampo e vi si perde dentro, viene presto mutata in Gesù Cristo, che questo stampo riproduce così com’è.
IN MARIA
261. 3°.Bisogna compiere le proprie azioni in Maria. Per ben comprendere questa pratica, bisogna sapere che: 1°.La Santa Vergine è il vero paradiso terrestre del nuovo Adamo, di cui il vecchio paradiso terrestre non era che la figura. In questo paradiso terrestre vi sono dunque ricchezze, bellezze, rarità e dolcezze inspiegabili, che il nuovo Adamo, Gesù Cristo, vi ha lasciato. E’ in questo paradiso che egli ha posto le sue compiacenze durante nove mesi, che ha operato le sue meraviglie e mostrato le sue ricchezze con la magnifi- cenza di un Dio. Questo luogo santissimo è composto unicamente da una terra vergine e immacolata, dalla quale è stato formato e nutrito il nuovo Adamo, senza alcuna macchia ne bruttura, per l’opera dello Spirito Santo che vi abita. In questo paradiso terrestre che si trova veramente l’albero di vita, che ha portato Gesù Cristo, il frutto di vita; l’albero della scienza del bene e del male, che ha dato la luce al mondo. In questo luogo divino vi sono alberi piantati dalla mano di Dio e innaffiati dalla sua divina unzione, che hanno portato e portano ogni giorno frutti di un gusto divino; vi sono aiuole smaltate di fiori di virtù belli e variopinti, emananti un odore che profuma anche gli angeli. Vi sono in questo luogo dei prati verdi di speranza, torri inespugnabili di fortezza, costruzioni incantevoli di fiducia, ecc. Solo lo Spirito Santo può far conoscere la verità nascosta sotto queste figure di cose materiali. C’è in questo luogo un’aria pulita, senza inquinamento, di purezza; vi è il giorno luminoso, senza notte, dell’umanità santa; il sole splendente, senza ombre, della Divinità; una fornace ardente e perenne di carità, dove tutto il ferro che viene immerso è arroventato e trasformato in oro; vi è un fiume di umiltà che sgorga dalla terra, si divide in quattro rami e irriga tutto questo luogo incantato; sono le quattro virtù cardinali.
262. 2°. Lo Spirito Santo, per bocca dei santi Padri, chiama ancora la Santa Vergine: la porta orientale, attraverso cui il sommo sacerdote Gesù Cristo entra ed esce nel mondo; vi è entrato la prima volta per mezzo di lei e vi ritornerà la seconda; il santuario della Divinità, il riposo della santissima Trinità, il trono di Dio, la città di Dio, l’altare di Dio, il tempio di Dio, il mondo di Dio. Tutti questi diversi titoli e lodi sono molto veri, in riferimento alle tante meraviglie e grazie che l’Altissimo ha compiuto in Maria. Oh! quali ricchezze! Oh! quale gloria! Oh! quale piacere! Oh! quale gioia poter entrare e dimorare in Maria, dove l’Altissimo ha posto il trono della sua gloria suprema.
263. Ma quanto è difficile, per dei peccatori come noi siamo, avere il permesso, la capacità e la luce per entrare in questo luogo così alto e così santo, custodito non da un cherubino come l’antico paradiso terrestre, ma dallo Spirito Santo stesso, che ne è divenuto padrone assoluto; egli dice di lei: «Giardino chiuso tu sei, sorella mia, sposa, giardino chiuso, fontana sigillata». Maria è chiusa; Maria è sigillata; i miseri figli di Adamo e di Eva, cacciati dal paradiso terrestre, non possono entrare in esso, se non per una grazia speciale dello Spirito Santo, che essi devono meritare.
264. Dopo aver ottenuto questa grazia insigne, con la propria fedeltà, bisogna dimorare con piacere nello splendido interiore di Maria, riposarvisi in pace, appoggiarvisi con fiducia, nascondervisi in sicurezza e perdervisi senza riserva, affinché in questo grembo verginale: 1. l’anima venga nutrita del latte della sua grazia e misericordia materna;2. vi venga liberata da ansie, paure e scrupoli; 3. vi si ritrovi in sicurezza contro tutti i propri nemici, il demonio, il mondo e il peccato, i quali non hanno mai avuto accesso: per questo ella dice: «Chi compie le mie opere non peccherà», cioè: chi in spirito dimora nella Santa Vergine, non commetterà peccati di rilievo; 4. perché sia formata in Gesù Cristo e Gesù Cristo in lei: infatti il suo grembo – come dicono i Padri – è la sala dei divini misteri, dove è stato formato Gesù Cristo e tutti gli eletti: «L’uno e l’altro é nato in essa»
PER MARIA
265. 4°. Infine, bisogna compiere tutte le proprie azioni per Maria. Poiché infatti ci si è dedicati completamente al suo servizio, è giusto che si faccia tutto per lei, come un paggio, un servitore e uno schiavo; non che la si prenda per fine ultimo dei propri servizi, che è solo Gesù Cristo, ma come fine prossimo e come ambiente misterioso, come mezzo facile per andare a lui. Come un buon servitore e schiavo, non bisogna rimanere oziosi; bisogna invece, con il sostegno della sua protezione, intraprendere e realizzare grandi cose per questa augusta Sovrana. Bisogna difendere i suoi privilegi quando vengono messi in discussione; bisogna sostenere la sua gloria quando viene attaccata; bisogna attirare tutti, potendolo, al suo servizio e a questa devozione vera e solida; bisogna parlare e gridare contro coloro che abusano della sua devozione per offendere il Figlio suo, e nello stesso tempo occorre promuovere questa devozione autentica; non bisogna pretendere altro da lei, come ricompensa dei propri piccoli servizi, che l’onore di appartenerea una Principessa così amabile, e la gioia di essere, per mezzo di lei, unito a Gesù, suo Figlio, con un legame indissolubile nel tempo e nell’eternità. Gloria a Gesù in Maria! Gloria a Maria in Gesù! Gloria a Dio solo!
MODO DI PRATICARE QUESTA DEVOZIONE NELLA SANTA COMUNIONE
266. PRIMA DELLA COMUNIONE 1°. Ti umilierai profondamente davanti a Dio. 2°. Rinuncerai al tuo fondo corrotto e alle tue disposizioni, per quanto buone te le faccia apparire il tuo amor proprio. 3°. Rinnoverai la consacrazione, dicendo: «Io sono tutto tuo, mia cara Sovrana, con tutto ciò che mi appartiene». 4°. Pregherai questa buona Madre di prestarti il suo cuore, per accogliervi il Figlio suo con le sue stesse disposizioni. Le dirai che ne va della gloria del Figlio suo, se verrà accolto in un cuore come il tuo, così macchiato e incostante, capace di sminuire la sua gloria o di allontanarsi da lui; ma che se ella vuol venire ad abitare da te per ricevere il Figlio suo, lo potrà fare per il potere che ha sui cuori; e che il Figlio suo sarà, per mezzo di lei, ben accolto, senza macchia e senza pericolo di essere offeso, o respinto: «Dio sta in essa, non potrà vacillare». Le dirai in confidenza che tutto ciò che le hai dato, dei tuoi beni, è poca cosa per onorarla, ma che – con la santa Comunione – tu vuoi farle il medesimo dono che l’eterno Padre ha fatto a lei, e che questo le renderà più onore che non il donarle tutti i beni della terra; e che infine Gesù, che la ama in modo unico, desidera ancora prendere in lei la sua compiacenza e il suo riposo, sebbene sia nella tua anima, più sporca e più povera della stalla in cui Gesù non ha avuto difficoltà a venire perché vi era presente lei. Le chiederai il suo cuore con queste tenere parole: «Ti prendo per mio tutto. Dammi il tuo cuore, o Maria!».
267. DURANTE LA COMUNIONE 2°. Pronto a ricevere Gesù Cristo, dopo il Padre nostro, dirai tre volte: «O Signore, non sono degno…», come se dicessi una prima volta all’eterno Padre che tu non sei degno di ricevere il Suo Figlio unico, a acusa dei tuoi cattivi pensieri e ingratitudini nei confronti di un così buon Padre, ma che ecco Maria, la sua serva: «Ecco la serva del Signore!», che fa al posto tuo e ti dà fiducia e speranza singolare verso la sua Maestà: «Tu solo, o Signore, mi fai riposare al sicuro!»
268. Dirai al Figlio: «O Signore, non sono degno…». Che non sei degno di riceverlo, a causa delle tue parole inutili e cattive, e della tua infedeltà nel suo servizio; ma che tuttavia lo preghi di avere pietà di te, poiché lo fai entrare nella casa della sua Madre e della tua, e che non lo lascerai andarsene senza che sia venuto ad alloggiare presso di te: «Lo strinsi fortemente e non lo lascerò finché non l’abbia condotto in casa di mia madre, nella stanza della mia genitrice». Lo pregherai di alzarsi e di venire nel luogo del suo riposo e nell’arca della sua santificazione: «Alzati, Signore, verso il luogo del tuo riposo, tu e l’arca della tua potenza». Gli dirai che tu non riponi alcuna fiducia nei tuoi meriti, nella tua forza e nella tua preparazione, come Esaù, ma in quelle di Maria, la tua cara Madre, come il piccolo Giacobbe nelle cure di Rebecca; che, pur essendo tu peccatore e come Esaù, osi avvicinarti alla sua santità, sostenuto e ornato dei meriti e delle virtù della sua santa Madre.
269. Dirai allo Spirito Santo: «O Signore, non sono degno…». Che non sei degno di ricevere il capolavoro della sua carità, a causa della tiepidezza e della cattiveria delle tue azioni e per le tue resistenze alle sue ispirazioni, ma che tutta la tua fiducia è Maria, la sua fedele Sposa; e dirai con san Bernardo: «Questa è la mia più grande fiducia; questa è tutta la ragione della mia speranza». Potrai anche pregarlo di venire ancora in Maria, sua indissolubile Sposa: che il suo grembo è puro come non mai, e il suo cuore sempre ardente; e che senza la sua venuta nella tua anima, né Gesù, né Maria saranno mai formati, né degnamente accolti.
270. DOPO LA SANTA COMUNIONE. Rimanendo interiormente raccolto e con gli occhi chiusi, dopo la santa Comunione farai entrare Gesù Cristo nel cuore di Maria. Lo consegnerai a sua Madre, che lo riceverà con amore, gli darà un posto d’onore, lo adorerà profondamente, lo amerà in modo perfetto, l’abbraccerà strettamente e gli renderà in spirito e verità molte delicatezze che sono sconosciute a noi nelle nostre fitte tenebre.
271. Oppure rimarrai profondamente umiliato nel tuo cuore, alla presenza di Gesù dimorante in Maria. O starai come uno schiavo alla porta del palazzo del Re, dove egli sta parlando con la Regina; e mentre essi parlano tra loro, senza aver bisogno di te, te ne andrai spiritualmente per cielo e per terra, invitando tutte le creature a ringraziare, adorare e amare Gesù e Maria al posto tuo: «Venite, prostrati adoriamo… ».
272. O ancora, chiederai tu stesso a Gesù, in unione a Maria, l’avvento del suo regno sulla terra per mezzo della sua santa Madre. oppure la divina sapienza, o il divino amore o il perdono dei tuoi peccati, o qualche altra grazia, ma sempre per mezzo di Maria e in Maria, dirai, togliendo lo sguardo da te stesso: «Signore, non guardare i miei peccati, ma gli occhi tuoi vedano in me solo i meriti e le virtù di Maria». E ricordando i tuoi peccati, aggiungerai: «Un nemico ha fatto questo…»; sono io stesso il mio peggior nemico che mi sta addosso e che ha commesso questi peccati, oppure: «Liberami dall’uomo iniquo e fallace», oppure: «Tu devi crescere e io invece diminuire».Gesù mio, bisogna che tu cresca nella mia anima e che io diminuisca. O Maria. bisogna che tu cresca presso di me e che io sia meno di quello che sono stato.«Siate fecondi e moltiplicatevi…» Gesù e Maria, crescete dentro di me e moltiplicatevi al di fuori, negli altri.
273.Vi è una quantità di altri pensieri che lo Spirito Santo ti suggerisce e ti ispirerà se davvero sarai raccolto, mortificato e fedele a questa grande e sublime devozione che ti ho ora insegnato. Ma ricordati che più lascerai agire Maria nella tua Comunione, e più Gesù sarà glorificato, più lascerai agire Maria per Gesù e Gesù in Maria, più tu sarai nell’umiltà profonda e li ascolterai con pace e silenzio, senza preoccuparti né di vedere, ne di gustare, né di sentire, poiché ovunque il giusto vive di fede, specialmente nella santa Comunione, che è un atto di fede: «Il mio giusto vivrà mediante la fede».






