Giorno 21

 

LA PERFETTA CONSACRAZIONE A GESU’ CRISTO (parte nona)

 

180. Se qualche critico, leggendo queste cose, pensa che qui parlo per esagerazione e spinto da una devozione eccessiva, ahimè! egli non mi capisce, sia perché è un uomo carnale, che non gusta le cose dello spirito, sia perché è del mondo, che non può ricevere lo Spirito, sia perché è orgoglioso e critico, che condanna e disprezza tutto ciò che non comprende. Ma le anime che non sono nate dal sangue, né da volontà della carne, né da volontà dell’uomo, ma da Dio e da Maria, mi sapranno comprendere e gustare; ed è anche per queste che scrivo qui.
181. Tuttavia, riprendendo il discorso interrotto, dico agli uni e agli altri che la divina Maria, essendo la più disponibile e generosa di tutte le semplici creature, non si lascia mai vincere in amore e generosità; «Per un uovo dò un bove», dice un sant’uomo, cioè per il poco che le si dà, ella dona molto di ciò che ha ricevuto da Dio; pertanto, se un’anima si dona a lei senza riserva, ella si dona a quest’anima senza riserva; se si ripone in lei tutta la propria fiducia senza presunzione, impegnandosi per propria parte ad acquistare le virtù e a domare le proprie passioni.
182.I fedeli servitori della Santa Vergine dicano dunque arditamente con san Giovanni di Damasco: «Avendo fiducia in te, o Madre di Dio, sarò salvato; con la tua protezione non avrò nulla da temere; con il tuo aiuto combatterò e metterò in fuga i miei nemici infatti la devozione per te é un ‘arma di savlezza che Dio dà a coloro che vuole salvare».
LA FIGURA BIBLICA DI REBECCA E GIACOBBE
183. Di tutte le verità che ho esposte riguardo alla Santa Vergine e ai suoi figli e servitori, lo Spirito Santo nella Sacra Scrittura ci offre una figura mirabile nella storia di Giacobbe, che ricevette la benedizione dal padre suo Isacco, tramite le cure e le risorse di Rebecca sua madre. Eccola come lo Spirito Santo la riferisce. Vi aggiungerò poi la mia spiegazione.
184. Esaù aveva venduto a Giacobbe il suo diritto di primogenitura. Rebecca, madre dei due fratelli, che amava teneramente Giacobbe, riuscì diversi anni dopo a fargli avere questo privilegio, con una scaltrezza tutta santa e piena di misteri. Isacco si sentiva molto invecchiato e voleva lasciare le benedizioni ai suoi figli prima di morire; chiamò allora suo figlio Esaù, che amava, e gli ordinò di andare a caccia per procurarsi qualcosa da mangiare, dopo di che, lo avrebbe benedetto. Rebecca però avvertì subito Giacobbe di quello che stava succedendo e gli disse di andare a prendere due capretti dal gregge. Quando egli li ebbe portati alla madre, ella li preparò per Isacco, come sapeva che egli desiderava. Poi rivestì Giacobbe degli abiti di Esaù che ella aveva con se, coprì le sue mani e il collo con la pelle dei capretti, cosicché suo padre, ormai privo della vista, ascoltando la voce di Giacobbe e toccando il pelo delle sue mani, potesse credere che fosse suo fratello Esaù. In effetti Isacco fu sorpreso della sua voce, che credeva essere la voce di Giacobbe, e lo fece avvicinare, toccando il pelo delle pelli di cui si era coperte le mani e disse che effettivamente la voce era quella di Giacobbe, ma le mani erano quelle di Esaù. Dopo aver mangiato, baciò Giacobbe, sentendo l’odore dei suoi vestiti profumati e lo benedì, augurandogli la rugiada del cielo e la fecondità della terra; lo costituì capo di tutti i suoi fratelli e terminò la benedizione con queste parole: «Chi ti maledice sia maledetto e chi ti benedice sia benedetto». Isacco aveva appena detto queste parole, che Esaù entrò, portando da mangiare ciò che aveva preso alla caccia, perché suo padre potesse poi benedirlo. Il santo patriarca fu sorpreso da uno stupore incredibile quando si accorse di ciò che era successo, ma invece di ritrattare ciò che aveva fatto, lo confermò, perché in questo fatto vedeva fin troppo chiaramente il dito di Dio. Esaù allora scoppiò in grida e lamenti, come annota la Sacra Scrittura, accusando a gran voce suo fratello di aver imbrogliato e chiedendo a suo padre se non avesse per lui almeno una benedizione. I santi Padri osservano a questo punto come egli sia la figura di coloro che trovano comodo conciliare Dio con il mondo, volendo godere insieme delle consolazioni del cielo e di quelle della terra. Isacco fu toccato dalle grida di Esaù e alla fine lo benedì, ma con una benedi- zione terrena e assoggettandolo a suo fratello. Ciò provocò in lui un odio così velenoso contro Giacobbe, che aspettava solo la morte del padre per ucciderlo. E Giacobbe non avrebbe potuto evitare questa morte se sua madre Rebecca non lo avesse protetto con i suoi accorgimenti e con i buoni consigli che gli diede, e che egli seguì.
185. Prima di spiegare questa storia così bella, bisogna ricordare che – secondo tutti i santi Padri e gli interpreti della Sacra Scrittura – Giacobbe è la figura di Gesù Cristo e dei veri credenti, mentre Esaù è figura dei non credenti. Per farsene un’idea, basta esaminare le azioni e il comportamento dell’uno e dell’altro.
1°.Esaù, il primogenito, era forte e vigoroso nel corpo, accorto e abile nel tirare con l’arco e nel prendere molta selvaggina a caccia.
2°. Egli non stava quasi mai in casa; lavorava fuori e aveva fiducia solo nella propria forza e capacità.
3°. Non si preoccupava molto di piacere a sua madre Rebecca e non faceva nulla per questo.
4°. Era così ingordo e schiavo della gola, che vendette il diritto di primogenitura per un piatto di lenticchie.
5°.Come Caino, era preso da invidia per suo fratello Giacobbe e gli era sempre contro.
186. Ed è questo il comportamento che ogni giorno tengono i cattivi credenti. 1°. Hanno fiducia nella propria forza e nelle loro capacità per gli affari temporali; sono molto forti, abili e avveduti per le cose della terra, ma molto deboli e ignoranti nelle cose del cielo.
187. 2°.Non dimorano mai, o quasi mai, nella loro propria casa, cioè nel loro interiore, che è la casa intima e fondamentale che Dio ha dato a ciascuno, per dimorarvi sul suo esempio, poiché Dio dimora sempre in se stesso. I cattivi credenti non amano affatto il ritiro, né la spiritualità, e neppure la devozione interiore; piuttosto essi trattano da bigotti, piccini e rustici, coloro che vivono l’interiorità e il ritiro dal mondo, dedicandosi più all’interiore che all’esteriore.
188. 3°. I cattivi credenti non si interessano per nulla della devozione alla Santa Vergine, Madre dei veri credenti. E’ vero: non la odiano espressamente, qualche volta le tributano lodi, dicono di amarla e praticano pure qualche devozione in suo onore, ma per il resto non sopportano che la si ami teneramente, poiché essi non nutrono per lei le tenerezze di Giacobbe; trovano a ridire sulle pratiche di devozione alle quali i suoi figli e servitori si attengono fedelmente per guadagnarne l’affetto; non credono infatti che questa devozione sia loro necessaria per salvarsi e pensano che sia sufficiente non odiare formalmente la Santa Vergine e non disprezzare apertamente questa devozione; credono di aver meritato le buone grazie della Santa Vergine e di essere suoi servitori, perché recitano e bor- bottano qualche preghiera in suo onore, senza alcuna tenerezza per lei e senza emendare se stessi.
189. 4°. I cattivi credenti vendono il loro diritto di primogenitura, cioè le gioie del paradiso, per un piatto di lenticchie, cioè per i piaceri della terra. Essi ridono, bevono, mangiano, si divertono, giocano e danzano, senza preoccuparsi – come Esaù – di rendersi degni della benedizione del Padre celeste. In due parole, non pensano che alla terra, non amano che la terra, non parlano e non agiscono che per la terra e per i propri piaceri; per un – breve momento di piacere, per un illusorio fumo di onore e per un pezzo di dura terra, gialla o bianca, vendono la grazia battesimale, la loro veste di innocenza e l’eredità celeste.
190. 5°. Infine, i cattivi credenti odiano e perseguitano ogni giorno i veri credenti, apertamente o subdolamente; non li possono sopportare, li disprezzano, li criticano, li burlano, li offendono, li derubano, li ingannano, li sfruttano, li scacciano, li annientano; mentre essi fanno fortuna, si tolgono ogni piacere, se la passano bene, si arricchiscono, si espandono e vivono a loro agio.
Versione audio

MEDITAZIONE

 

Dedicheranno la terza settimana a conoscere Gesù Cristo.
Potranno leggere e meditare ciò che ne abbiamo detto e recitare l’ orazione di sant’ Agostino, posta verso l’inizio di queta seconda parte.
🙏🏻 Con lo stesso santo, potranno dire e ripetere cento e cento volte al giorno:
«Signore, che io ti conosca!», oppure: «Signore, che io veda chi sei!».
🙏🏻 ORAZIONE DI SANT’AGOSTINO
Signore Gesù, che io conosca me stesso, che io ti conosca.
Che non desideri altro che Te.
Che rinneghi me stesso e ti ami, e che agisca solo per amor tuo.
Che io diminuisca perché tu cresca e che pensi sempre a Te.
Che io muoia a me stesso per vivere in Te.
Qualunque cosa accada, la riceva da Te. Che rinunci a me stesso per seguirti, e
desideri seguirti sempre.
Che fugga da me stesso per rifugiarmi in Te, per essere da Te difeso.
Che diffidi di me stesso e mi fidi solo di Te, e che non desideri obbedire che a Te.
Che il mio cuore non si attacchi ad altri che a Te.
Guardami, e ti amerò; chiamami perché ti veda e di Te gioisca eternamente. Amen.

LITANIE ALLO SPIRITO SANTO

 

Signore pietà, Signore pietà
Cristo pietà, Cristo pietà,
Signore pietà, Signore pietà

Cristo ascoltaci, Cristo ascoltaci
Cristo esaudiscici, Cristo esaudiscici

Padre del cielo che sei Dio, abbi pietà di noi;
Figlio redentore del mondo che sei Dio, abbi pietà di noi;
Spirito Santo che sei Dio, abbi pietà di noi;
Santissima Trinità unico Dio, abbi pietà di noi;

Padre tutto potenza . perdonaci
Gesù, Figlio eterno del Padre e redentore del mondo . salvaci
Spirito del Padre e del Figlio che infondi le due vie santificaci
Santissima Trinità .ascoltaci

Spirito santo che procedi dal Padre e dal Figlio.vieni nei nostri cuori
Spirito Santo, che sei uguale al Padre e al Figlio vieni nei nostri cuori
Promessa di Dio Padre vieni nei nostri cuori
Sposo celeste della Beata Vergine Maria vieni nei nostri cuori
Raggio di luce del cielo vieni nei nostri cuori
Autore di ogni bene vieni nei nostri cuori
Sorgente di acqua viva vieni nei nostri cuori
Fuoco consumatore vieni nei nostri cuori
Unione spirituale vieni nei nostri cuori
Spirito di amore e di verità vieni nei nostri cuori
Spirito di sapienza e di scienza vieni nei nostri cuori
Spirito di consiglio e di fortezza vieni nei nostri cuori
Spirito di Misericordia e di innocenza vieni nei nostri cuori
Spirito di umiltà e castità vieni nei nostri cuori
Spirito confortatore vieni nei nostri cuori
Spirito di grazia e di preghiera vieni nei nostri cuori
Spirito di pace e di mitezza vieni nei nostri cuori
Spirito santificatore vieni nei nostri cuori
Spirito che governi la Chiesa vieni nei nostri cuori
Dono di Dio Altissimo vieni nei nostri cuori
Spirito che riempi l’universo vieni nei nostri cuori
Spirito di adozione dei figli di Dio vieni nei nostri cuori

Spirito Santo ispira a noi l’orrore dei peccati
Spirito Santo vieni e rinnova la faccia della terra
Spirito Santo irradia con la tua luce le nostre anime
Spirito Santo imprimi la tua legge nei nostri cuori
Spirito Santo infiammaci col fuoco del tuo amore
Spirito Santo riversa in noi il tesoro delle tue grazie
Spirito Santo insegnaci a pregare bene
Spirito Santo illuminaci con le tue ispirazioni divine
Spirito Santo conduci noi nella via della salvezza
Spirito Santo fa’ che conosciamo l’unica cosa necessaria
Spirito Santo ispira a noi la pratica del bene
Spirito Santo concedi a noi il merito di tutte le virtu’
Spirito Santo facci perseveranti nella giustizia
Spirito Santo sii tu la nostra perenne ricompensa

Agnello di Dio che togli i peccati del mondo, manda a noi il tuo Spirito;
Agnello di dio che togli i peccati del mondo, riempi le nostre anime dei doni dello Spirito Santo;
Agnello di Dio che togli i peccati del mondo, donaci lo Spirito di sapienza e di pieta’;

VIENI SPIRITO SANTO, riempi i cuori dei tuoi fedeli e accendi in essi il fuoco del tuo amore.

PREGHIAMO: Concedi, Padre misericordioso, che il tuo Divino Spirito ci illumini, ci infiammi, ci purifichi, così che Egli possa penetrare in noi con la sua celeste rugiada e riempirci di opere buone. Per i meriti di Gesù, Tuo Figlio, che con te, nell’unità dello Spirito Santo, vive e regna nei secoli dei secoli. Amen

AVE STELLA DEL MARE

 

Ave stella del mare, madre gloriosa di Dio,
Vergine sempre, Maria, porta felice del cielo. 

“L’ave” del messo celeste reca l’annunzio di Dio,
muta la sorte di Eva, reca al mondo la pace. 

Spezza i legami agli oppressi, rendi la luce ai ciechi,
scaccia da noi ogni male, chiedi per noi ogni bene.

Mostrati Madre per tutti, porta la nostra preghiera,
Cristo l’accolga benigno, lui che si è fatto tuo Figlio. 

Vergine santa fra tutte, dolce regina del cielo,
rendi innocenti i tuoi figli, umili e puri di cuore. 

Donaci giorni di pace, veglia sul nostro cammino,
fa che vediamo il tuo Figlio, pieni di gioia nel cielo. 

Gloria all’altissimo Padre, Gloria al Cristo Signore,
Gloria allo Spirito Santo, l’inno di fede e di amore.
Amen

SANTO ROSARIO

 

LUNEDI‘ e SABATO: Misteri gaudiosi

MARTEDÌ e VENERDÌ: Misteri dolorosi

MERCOLEDI‘ e DOMENICA: Misteri gloriosi

GIOVEDI‘: Misteri luminosi

In alternativa al rosario tradizionale consigliamo il ROSARIO DELL’IMMACOLATA