Giorno 18
LA PERFETTA CONSACRAZIONE A GESU’ CRISTO (parte sesta)
Ecco il testo della consacrazione di ODILONE, abate di Cluny: “O piissima Vergine e Madre del Salvatore di tutti i secoli, a partire da questo giorno e per sempre prendimi al tuo servizio e sii mia avvocata misericordiosa in tutte le vicende della mia vita. Dopo Dio io non ho nulla di più caro di te, e volentieri io mi consegno per sempre al tuo servizio come tuo schiavo”. 160. Il padre Simon de Rojas, dell’Ordine della Trinità, detto anche della redenzione degli schiavi, predicatore del re Filippo III, divulgò questa devozione in tutta la Spagna e la Germania e ottenne da Gregorio XV su istanza di Filippo III, grandi indulgenze per coloro che l’avessero praticata. Il padre de los Rios, dell’Ordine di santg’oAstino, si applicò con la parola e con gli scritti, insieme al suo intimo amico padre de Rojas, a diffondere questa devozione in Spagna e Germania; compose un grosso volume dal titolo Hierarchia Mariana, dove espone con grande pietà ed erudizione, l’antihcità, l’eccellenza e la sodliità di questa devozione. I Padri Teatini, nel secolo scorso, diffusero questa devozione in Italia, Sicilia e Savoia. 161. Il padre Stanislao Phalacius, della Compagnia di Gesù, promosse meravigliosamente questa devozione in Polonia. Il padre de los Rios, nel suo libro citato sopra, riporta i nomi di principi, principesse, vescovi e cardinali di diversi regni, che hanno abbracciato questa devozione. Il padre Cornelio a Lapide, così raccomandabile per la sua pietà come per la sua profonda scienza, essendo stato incaricato da diversi vescovi e teologi di esaminare questa devozione, dopo averla analizzata in modo approfondito, la lodò in modo degno della sua pietà e diversi altri grandi personaggi seguirono il suo esempio. I Padri Gesuiti, sempre zelanti nel servizio della Santa Vergine, presentarono a nome dei congregazionisti di Colonia un piccolo trattato su questa devozione al duca Ferdinando di Baviera, in quel momento arcivescovo di Colonia, il quale diede la sua approvazione e l’autorizzazione per la stampa, esortando tutti i parroci e i religiosi della sua diocesi a promuovere il più pos- sibile questa solida devozione. 162. Il cardinale de Bérulle, la cui memoria è in benedizione per tutta la Francia, fu uno dei più zelanti nel diffondere in Francia questa devozione, malgrado tutte le calunnie e persecuzioni che gli provocarono i critici e i libertini. Lo accusarono di novità e di superstizione; scrissero e pubblicarono contro di lui un libello diffamatorio e si servirono, o piuttosto il demonio per mezzo loro, di mille astuzie per impedirgli di diffondere questa devozione in Francia. Ma questo grande e santo uomo non rispose alla loro calunnia se non con la sopportazione, e alle obiezioni contenute nel loro libello rispose con un piccolo scritto, dove li confuta con efficacia, mostrando come questa devozione sia fondata sull’esempio di Gesù Cristo, sui dovrei che abbiamo verso di lui e sui voti da noi fatti nel santo battesimo; ed è soprattutto con questa ultima motivazione che egli chiude la bocca ai suoi avversari, mostrando loro come questa consacrazione alla Santa Vergine e a Gesù Cristo per le mani di lei, non sia altro che una perfetta rinnovazione dei voti, o promesse del battesimo. Molte belle cose circa questa pratica di devozione si possono leggere nelle sue opere. 163. Nel libro del Boudon si possono leggere i diversi papi che hanno approvato questa devozione, i teologi che l’hanno esaminata e le opposizioni che ha incontrato e superato, le migliaia di persone che l’hanno abbracciata, senza che mai nessun papa l’abbia condannata, né potrebbe esserlo senza sovvertire i fondamenti del cristianesimo. E’ dunque certo che questa devozione non è nuova, e che se non è molto diffusa è perché è troppo preziosa per essere gustata e praticata da tutti. 164. 2°. Questa devozione è un mezzo sicuro per andare a Gesù Cristo perché la specifica caratteristica della Santa Vergine è di condurci con sicurezza a Gesù Cristo, come quella di Gesù Cristo è di condurci con sicurezza all’eterno Padre. E non credano le anime spirituali che Maria possa essere loro di impedimento per arrivare all’unione divina. Infatti, come è possibile che colei che ha trovato grazia davanti a Dio per tutti in generale e per ciascuno in particolare, possa diventare un impedimento a un’anima nel trovare la grande grazia dell’unione con lui? Sarebbe possibile che colei che è stata tutta piena e sovrabbondante di grazie, così unita e trasformata in Dio, che giunse a incarnarsi in lei, possa impedire a un’anima di essere perfettamente unita a Dio? E’ vero che la vista delle altre creature, anche se sante, potrebbe forse, per qualche momento, ritardare l’unione divina; ma non Maria, come ho detto e dirò sempre senza stancarmi. Una ragione per cui così poche anime arrivano alla pienezza dell’età di Gesù Cristo, è che Maria, più che mai madre di Gesù Cristo e Sposa feconda dello Spirito Santo, non è abbastanza formata nei loro cuori. Chi desidera avere il frutto ben maturo e ben formato, deve avere l’albero che lo produce; chi desidera avere il frutto di vita, Gesù Cristo, deve avere l’albero di vita che è Maria. Chi desidera possedere in se l’opreazione dello Spirito Santo, deve avere la sua Sposa fedele e indissolubile, la divina Maria, che lo rende fertile e fecondo, come abbiamo detto altrove. 165. Sii dunque convinto che più guarderai Maria nelle tue orazioni, contemplazioni, azioni e sofferenze, se non con sguardo diretto ed esplicito, almeno in modo generale e impercettibile, e più perfettamente troverai Gesù Cristo, che è sempre con Maria, grande, potente, operante e inafferrabile, e lo è più che in cielo o in altre creature dell’universo. Così, la divina Maria, tutta immersa in Dio, è ben lontana dal divenire un ostacolo per coloro che cercano la perfezione nell’unione con Dio; non c’è stata finora, né ci sarà mai creatura che ci aiuti più efficacemente in questa grande impresa, sia per mezzo delle grazie che ti comunicherà a questo scopo, come dice un santo: «Nessuno colmo del pensiero di Dio se non per mezzo tuo», sia per le illusioni e gli inganni dello spirito maligno da cui ella ti proteggerà. 166. Là dove c’è Maria, non ci può essere lo spirito maligno; e uno dei segni più infallibili che si è guidati dallo spirito buono, sta nel fatto di essere molto devoti di Maria, di pensare spesso a lei e di parlarne sovente. È il pensiero di un santo, il quale aggiunge che, come il respiro è un segno certo che il corpo non è morto, così il pensiero frequente e l’invocazione amorosa di Maria sono un segno sicuro che l’anima non è morta a causa del peccato.
167. Come dice la Chiesa, e lo Spirito Santo che la guida, soltanto Maria ha distrutto tutte le eresie; anche se i critici borbottano, un fedele devoto di Maria non cadrà mai nell’eresia o nell’errore, almeno formalmente; potrà sbagliare materialmente, o scambiare una menzogna per verità, o lo spirito maligno per quello buono, anche se succederà più difficilmente che ad altri; ma presto o tardi si accorgerà del proprio errore e sbaglio materiale, e quando lo saprà, non si ostinerà affatto a credere e a sostenere ciò che gli era sembrato verità.
168. Chi dunque, senza cadere nell’liul sione – che è facile nelle persone di orazione – vuole progredire nella via della perfezione e trovare con sicurezza e in modo perfetto Gesù Cristo, abbracci di gran cuore, «con cuore generoso e animo pronto»1, questa devozione alla Santa Vergine, che forse non aveva ancora conosciuto. Entri in questo cammino sublime a lui sconosciuto e che io gli sto indicando: «Io vi mostro una via migliore di tutte» E’ una via tracciata da Gesù Cristo, la Sapienza incarnata, nostro unico capo; pasando per essa, i membri non possono sbagliarsi. E’ una via facile, per la pienezza di grazia e di dolcezza dello Spirito Santo che la pervade; camminandovi, non ci si stanca affatto, né si indietreggia. E’ una viabreve, che ci conduce a Gesù Cristo in poco tempo. È una via perfetta, dove non c’è sorta di fango, né di polvere, né la minima sozzura di pecctao. E’ infine una via sicura, che ci conduce a Gesù Cristo e alla vita eterna in modo diritto e sicuro, senza piegare né a destra né a sinistra. Entriamo quindi in questa strada e in essa camminiamo giorno e notte, fino alla pienezza dell’età di Gesù Cristo






