Giorno 17
LA PERFETTA CONSACRAZIONE A GESU’ CRISTO (parte quinta)
151. QUARTO MOTIVO. Questa devozione, praticata con fedeltà, è un mezzo eccellente per fare in modo che il valore di tutte le nostre buone opere sia impegnato per la maggior gloria di Dio. Quasi nessuno agisce pensando a questo nobile fine, benché ne abbia l’obbligo, o perché non si conosce dove stia la maggior gloria di Dio, oppure perché non la si cerca. Ma poiché la Santa Vergine, alla quale si cede il valore e il merito delle proprie buone opere, conosce molto behne dove sta la maggior gloria di Dio e non fa nulla se non per la maggior gloria di Dio, un perfetto servitore di questa buona Sovrana, che si è consacrato a lei interamente, come abbiamo detto, può affermare con audacia che il valore di tutte le proprie azioni, pensieri e parole è utilizzato per la maggior gloria di Dio, a meno che non revochi espressamente la sua offerta. Si può forse trovare qualcosa di più consolante per un’anima che ama Dio di un amore puro e senza interesse e che stima la gloria e gli interessi di Dio più dei propri?
152. QUINTO MOTIVO. Questa forma di devozione è una via facile, breve, perfetta e sicura per giungere all’unione con Geùs Cristo Signore, nella quale consiste la perfezione cristiana. 1°. E’ una via facile: è una via che Gesù Cristo ha aperto venendo a noi e sulla quale non c’è alcun ostacolo per giungere a lui. Veramente si può arrivare all’unione divina per altre strade, ma sarà attraverso maggiori croci, strane morti e con più difficoltà, faticose da vincere. Bisognerà passare attraverso notti oscure, lotte, strane agonie, per aspre montagne, su pungentissime spine e in paurosi deserti. Invece sulla strada di Maria si cammina più dolcemente e con maggior tranquillità. Certo, anche qui si incontrano grandi lotte da sostenere e forti difficoltà da vincere, ma questa buona Madre e Sovrana sta così vicina e presente ai suoi fedeli servitori, per illuminarli nelle tenebre, rischiararli nei dubbi, rassicurarli nei timori, sostenerli nelle lotte e difficoltà, che veramente questo cammino verginale per trovare Gesù Cristo è un cammino di rose e di miele nei confronti degli altri. Ci sono stati alcuni santi, ma in piccolo numero, come sant’Efrem, san Giovanni di Damasco, san Bernardo, san Bernardino, san Bonaventura, san Francesco di Sales, ecc., che hanno camminato per questa dolce strada per giungere a Gesù Cristo, poiché lo Spirito Santo, fedele Sposo di Maria, l’avevaolro mostrata per una speciale grazia; ma gli altri santi, che sono un più gran numero, pur avendo avuto tutti una devozione alla Santa Vergine, non hanno tuttavia percorso questa via, o ben poco. E’ per questo che sono passati attraverso prove più dure e pericolose.
153. Qualche fedele servitore di Maria mi domanderà allora come si spiega che i fedeli servitori di questa buona Madre hanno tante occasioni per soffrire, più di quelli che non le sono così devoti. Vengono contraddetti, perseguitati, calunniati, mal sopportati, oppure camminano nelle tenebre interiori o per deserti, dove non c’è una minima goccia di rugiada del cielo. Se questa devozione alla Santa Vergine rende più facile il cammino per trovare Gesù Cristo, come mai sono proprio loro i più crocifissi?
154. Rispondo che è ben vero che i più fedeli servitori della Santa Vergine, essendo i suoi più grandi favoriti, ricevono da lei le più grandi grazie e favori del cielo, che sono le croci; ma dico pure che sono questi servitori di Maria che portano tali croci con più facilità, merito e gloria; ciò che sarebbe capace di fermare un altro mille volte, o di farlo cadere, non ferma costoro una sola volta e li fa andare avanti, perché questa buona Madre, tutta piena di grazia e di dolcezza dello Spirito Santo, addolcisce tutte queste croci che prepara nello zucchero della sua materna dolcezza e nella soavità del puro amore, cosicché essi le ingeriscono gioiosamente come delle noci candite, benché siano per se stesse amarissime. E io credo che una persona che vuole essere devota e vivere in Gesù Cristo con profonda fede, e che perciò deve soffrire persecuzione e portare ogni giorno la propria croce, non riuscirà mai a portare delle grandi croci, oppure non le porterà con gioia, né con perseveranza, senza una tenera devozione alla Santa Vergine, che rende dolci le croci; così come una persona, senza farsi una grande violenza, in cui non potrà resistere a lungo, non potrà mangiare delle noci acerbe, non candite nello zucchero.
155. 2°. Questa forma di devozione alla Santa Vergine è una via breve per trovare Gesù Cristo, sia perché non ci si smarrisce, sia perché – come ho appena detto – vi si cammina con più gioia e facilità e quindi più speditamente. Si progredisce di più in poco tempo di sottomissione e dipendenza da Maria, che in anni interi di volontà propria e di appoggio su se stessi; infatti un uomo obbediente e sottomesso alla divina Maria canterà vittorie importanti su tutti i suoi nemici. E’ vero, questi vorrebbero impedirgli il camino, o farlo indietreggiare, o cadere, ma con il sostegno, l’aiuto e la guida di Maria, senza cadere, senza indietreggiare e perfino senza rallentare, egli avanzerà a passo da gigante verso Gesù Cristo, per la stessa strada per la quale – come è scritto – Gesù è venuto a noi, a passo da gigante e in poco tempo.
156. Per qual motivo pensi che Gesù Cristo abbia vissuto così poco sulla terra, e che i 30 pochi anni che ha vissuto li abbia trascorsi quasi tutti nella sottomissione e nell’obbedienza a sua Madre? Ah! è che, giunto in breve alla perfezione, ha vissuto a lungo, più a lungo di Adamo, del quale era venuto a riparare i danni, anche se quegli era vissuto più di novecento anni; Gesù Cristo ha vissuto molto, perché è vissuto molto sottomesso e molto unito alla sua santa Madre, per obbedire a Dio suo Padre. Infatti: 1°. Chi onora la propria madre è come colui che raccoglie un tesoro, dice lo Spirito Santo; cioè chi onora Maria sua Madre fino a sottomettersi a lei e obbedirle in tutto, diventerà presto molto ricco, perché accumula tesori ogni giorno, per mezzo del segreto di questa pietra filosofale: «Chi riverisce la madre, e come chi accumula tesori»; 2°. seguendo una interpretazione spirituale di questa parola dello Spirito Santo: «La mia vecchiaia si trova nella misericordia del grembo», è nel grembo di Maria, che ha cinto e generato un uomo perfetto e ha potuto contenere colui che l’universo intero non abbraccia né contiene, è nel grembo di Maria, dico, che i giovani diventano vecchi, per illuminazione, santità, esperienza e sapienza, e che si giunge in pochi anni fino alla pienezza dell’età di Gesù Cristo.
157. 3°.Questa pratica di devozione alla Santa Vergine è una via perfetta per incontrarsi e unirsi a Gesù Cristo, poiché la divina Maria è la più perfetta e la più santa delle semplici creature e Gesù Cristo, che ha scelto una maniera perfetta per venire a noi, non ha preso altra strada per il suo grande e meraviglioso viaggio. L’Altissimo, l’Incomprensibile, l’Inaccessibile,Colui che è, ha voluto venire a noi, piccoli vermi di terra, che nulla siamo. Come è successo? L’Altissimo è disceso fino a noi in modo perfetto e divino per mezzo dell’umile Maria senza nulla perdere della sua divinità e santità, ed è per mezzo di Maria che questi piccolissimi devono salire verso l’Altissimo in modo perfetto e divino, senza nulla temere. L’Incomprensibile si è lasciato comprendere e contenere in modo perfetto dalla piccola Maria, senza nulla perdere della sua immensità; ed è ancora per mezzo della piccola Maria che noi dobbiamo lasciarci contenere e condurre in modo perfetto, senza alcuna riserva. L’Inaccessibile si è avvicinato, si è unito strettamente, in modo perfetto e anche di persona alla nostra umanità per mezzo di Maria, senza nulla perdere della sua Maestà; ed è ancora per mezzo di Maria che noi dobbiamo avvicinarci a Dio e unirci alla sua Maestà in modo perfetto e strettamente, senza temere di essere respinti. Infine, Colui che è, ha voluto venire presso ciò che non è, e fare in modo che ciò che non è, diventi Dio, o Colui che è; lo ha fatto in modo perfetto, donandosi e sottomettendosi interamente alla giovane Vergine Maria, senza cessare di essere nel tempo Colui che è da tutta l’eternità; ancora, benché noi non siamo nulla, è per mezzo di Maria che possiamo divenire simili a Dio, per mezzo della grazia e della gloria, donandoci a lei in modo così perfetto e totale, da non essere nulla in noi stessi, e tutto in lei, senza timore di ingannarci.
158. Mi si mostri una nuova strada per andare a Gesù Cristo, che questa strada sia lastricata da tutti i meriti dei beati, ornata da tutte le loro virtù eroiche, illuminata e abbellita da tutti gli splendori e le bellezze degli angeli e che tutti gli angeli e i santi siano presenti per guidare, proteggere e sostenere quelli e quelle che vi vorranno camminare; in verità, in verità, lo dico con audacia e dico la verità, invece di questa strada, che sarebbe così perfetta, io preferirei la via immacolata di Maria: «E ha reso integro il mio cammino», via, o cammino senza alcuna macchia né sporcizia, senza peccato originale o attuale, senza né ombre né tenebre; e se il mio amabile Gesù, nella sua gloria, viene una seconda volta sulla terra, come è certo, per regnarvi, non sceglierà altra via per il suo viaggio che la divina Maria, per mezzo della quale egli è venuto la prima volta in modo così sicuro e perfetto. La differenza che vi sarà tra la prima e la seconda venuta è che la prima è stata segreta e nascosta, la seconda sarà gloriosa e sfolgorante, ma tutte due perfette, perché tutte due saranno per mezzo di Maria. Ahimè! Ecco un mistero che non si comprende! Qui ogni lingua deve tacere. 159. 4°.Questa devozione alla Santa Vergine è una via sicura per andare a Gesù Cristo e possedere la perfezione unendoci a lui. 1°. Perché questa pratica che io insegno non è nuova; è antica quanto mai, e come dice il Boudon, morto da poco in odore di santità, in un libro che ha scritto su questa devozione, non se ne possono indicare esattamente gli inizi; è però certo che se ne trovano le tracce nella Chiesa da più di settecento anni. Sant’Odilone, abate di Cluny, che visse intorno all’anno 1040, fu uno dei primi a praticarla pubblicamente in Francia. Così si legge nella sua vita. Il cardinale Pier Damiani riferisce che, nell’anno 1076, il beato Marino, suo fratello, in presenza del suo direttore, si fece schiavo della Santa Vergine, con un rito molto edificante: si pose una corda al collo e si flagellò, poi mise sull’altare una somma di denaro, per indicare di essersi consegnato e consacrato alla Santa Vergine, e continuò così fedelmente per tutta la vita, e alla sua morte meritò di essere visitato e consolato dalla sua buona Sovrana e di ricevere dalla bocca di lei la promessa del paradiso come ricompensa dei suoi servizi Cesare Bollando ricorda un illustre cavaliere, Vautier de Birbak, vicino parente dei duchi di Lovanio, il quale, verso l’anno 1300, fece questa consacrazione di se steso alla Santa Vergine. Questa devozione è stata praticata in privato da parecchie persone fino al XVII secolo, quando divenne pubblica.






