Giorno 16
LA PERFETTA CONSACRAZIONE A GESU’ CRISTO (parte quarta)
144. TERZO MOTIVO. La Santa Vergine, che è una madre di dolcezza e di misericordia e che non si lascia mai vincere in amore e generosità, vedendo che ci si dona interamente a lei per renderle onore e servirla, spogliandosi di ciò che si ha di più caro per ornare lei, si dà ella stessa interamente e in modo inarrivabile a colui che le dona tutto. Lo sommerge nell’abisso delle sue grazie, lo adorna dei suoi meriti, lo sostiene con il suo potere, lo illumina con la sua luce, lo infiamma del suo amore, gli comunica le sue virtù: l’umiltà, la fede, la purezza, ecc., diventa suo garante, sua integrazione, suo tutto presso Gesù. Infine, poiché questa persona consacrata è tutta di Maria, anche Maria è tutta di lei, in modo che si può dire di questo perfetto servitore e figlio di Maria ciò che san Giovanni evangelista dice di se stesso, che cioè egli ha preso la Santa Vergine in luogo di tutti i suoi beni: «Il discepolo l’accolse tra i suoi beni».
145. Ciò che si realizza nella sua anima, se resta fedele, è una grande diffidenza, disistima e avversione con se stesso, e una grande fiducia, un grande abbandono alla Santa Vergine, sua sovrana amata. Egli non fa più assegnamento come prima sulle proprie disposizioni, intenzioni, meriti, virtù e buone opere, poiché avendone fatto offerta totale a Gesù Cristo per mezzo di questa buona Madre, non possiede che un tesoro, dove sono tutti i suoi beni e che non ha più con se: questo tesoro è Maria. Si avvicina così a Gesù Cristo Signore senza timore servile o scrupoloso e lo prega con molta fiducia; è questo che lo fa entrare nei sentimenti del devoto e dotto abate Ruperto, il quale parlando della vittoria riportata da Giacobbe sull’angelo, rivogle alla Santa Vergine queste belle parole: «O Maria, mia principessa e Madre immacolata di un Dio-Uomo, Gesù Cristo, io desidero lottare con questo Uomo, cioè il Verbo di Dio, armato non dei miei meriti, ma dei tuoi». Oh! come si è potenti e forti presso Gesù Cristo quando si è armati dei meriti e dell’intercessione di una degna Madre di Dio, la quale, come dice sant’Agostino, ha vinto l’Onnipotente con l’amore!
146. Poiché mediante questa forma di devozione si donano a Gesù Cristo Signore, per le mani della sua santa Madre, tutte le proprie buone opere, questa buona Sovrana le purifica, le abbellisce e le fa accettare dal Figlio suo. 1°.Ella le purifica da tutta la sporcizia dell’amor proprio e dal sottile attaccamento alla creatura che si insinua nelle migliori azioni, senza che ci si accorga. Dal momento in cui sono nelle sue mani purissime e feconde, queste mani che non sono mai state sterili od oziose, che purificano ciò che toccano, liberano il dono che le si fa da tutto ciò che può avere di guasto o imperfetto.
147. 2°. Le abbellisce, ornandole dei suoi meriti e virtù. È come se un contadino, che vuole guadagnare l’amicizia e la benevolenza del re, andasse dalla regina e le presentasse una mela, che è tutto il suo avere, perché ella la presenti al re. La regina, dopo aver accettato il piccolo e povero dono del contadino, metterebbe questa mela al centro di un grande e bel vassoio d’oro e la presenterebbe così al re, da parte del contadino. In questo modo la mela, sebbene indegna per sé di essere presentata al re, diventerebbe degna della sua Maestà a causa del vassoio d’oro sul quale è posta e della persona che la presenta.
148. 3°. Ella presenta queste buone opere a Gesù Cristo. Infatti non trattiene per sé nulla di ciò che le si presenta, come se fosse lei il fine; ma fedelmente rimanda tutto a Gesù. Se si dà a lei, si dà necessariamente a Gesù; se la si loda e le si rende gloria, subito ella loda e rende gloria a Gesù. Ora come un tempo, quando santa Elisabetta ebbe a lodarla, quando la si loda e la si benedice, ella canta: «L’anima mia magnifica il Signore».
149. 4°. Fa’ accettare da Gesù queste buone opere, anche se sono un piccolo e povero dono per questo Santo dei santi e Re dei re. Quando si presenta qualche cosa a Gesù da sé stessi e sostenuti dalla propria capacità e disposizione, Gesù esamina il dono e spesso lo rifiuta a causa dello sporco derivante dall’amor proprio, come un tempo rifiutò i sacrifici degli Ebrei pieni di volontà propria. Ma quando gli si presenta qualche cosa per le mani pure e verginali della sua Amatissima, lo si prende per il lato debole, se posso usare questa espressione: egli allora non considera più tanto il dono che gli si fa, quanto la sua buona Madre che glielo presenta; non guarda più tanto da dove viene quel dono, quanto colei per la quale arriva. Così Maria, che non viene mai rifiutata, ma sempre ben accolta dal suo Figlio, fa ricevere favorevolmente dalla sua Maestà tutto ciò che lei gli presenta, piccolo o grande; basta che Maria lo presenti e Gesù lo accoglie e lo gradisce. È il prezioso consiglio che san Bernardo dava a quelli e quelle che egli guidava verso la perfezione: «Quando vuoi offrire qualcosa a Dio, abbi l’accortezza di presentarglielo per le mani molto degne e gradevoli di Maria, se non vuoi vederti rifiutato».
150. Non è forse questo che la stessa natura ispira ai piccoli nei confronti dei grandi, come abbiamo visto? Perché la grazia non dovrebbe portarci a fare la stessa cosa nei confronti di Dio, che è infinitamente superiore a noi e davanti al quale noi siamo meno degli atomi? Abbiamo d’altra parte un’avvocata così potente, che non viene mai respinta, così capace, che conosce tutti i segreti per conquistare il cuore di Dio, così buona e piena di carità che non respinge mai nessuno, per quanto piccolo e cattivo. Più avanti riferirò la storia di Giacobbe e Rebecca, come figura effettiva delle verità che ho esposto.






