Giorno 13
DEVOZIONI VERE O FALSE (parte quarta)
115. Vi sono diverse pratiche interiori di vera devozione alla Santa Vergine. Ecco una sintesi delle principali.
- Onorarla come la degna Madre di Dio con il culto di iperdulia, cioè stimarla e onorarla più che tutti gli altri santi, come il capolavoro della grazia e la prima dopo Gesù Cristo, vero Dio e vero Uomo.
- Meditare sulle sue virtù, sui suoi privilegi e sul suo agire.
- Contemplare le sue grandezze.
- Esprimerle atti di amore, di lode e di ringraziamento.
- Invocarla di cuore.
- Offrirsi e unirsi a lei.
- Compiere le proprie azioni per essere a lei gradito
- .Iniziare, continuare e terminare ogni nostra azione per mezzo di lei, in lei, con lei e per lei, allo scopo di compierle per mezzo di Gesù Cristo, in Gesù Cristo, con Gesù Cristo e per Gesù Cristo, nostro ultimo fine. Spiegheremo poi questa ultima pratica.
116. La vera devozione alla Santa Vergine comprende anche diverse pratiche esteriori, di cui ecco le principali.
- 1°.Iscriversi alle sue confraternite ed entrare nelle sue associazioni.
- 2°.Entrare negli ordini e istituti religiosi fondati in suo onore.
- 3°.Proclamare le sue lodi.
- 4°.Fare elemosine, digiuni, e mortificazioni del corpo e dello spirito, in suo onore.
- 5°. Portare su di se le sue insegne, come la corona del Rosario, lo scapolare, una catenella.
- 6°. Recitare con attenzione, devozione e semplicità il santo Rosario di quindici decine di Ave Maria, in onore dei quindici principali misteri di Gesù Cristo, o la corona di cinque decine, che è un terzo del Rosario, in onore dei cinque misteri della gioia, che sono: l’Annunciazione, la Visitazione, la Nascita di Gesù Cristo, la Purificazione e il Ritrovamento di Gesù al tempio; o in onore dei cinque misteri del dolore, che sono: l’Agonia di Gesù Cristo nel giardino degli ulivi, la Flagellazione, l’Incoronazione di spine, il Viaggio al Calvario, la Crocifissione; o in onore dei cinque misteri della gloria, che sono: la Risurrezione di Gesù Cristo, la sua Ascensione, la Discesa dello Spirito Santo, o Pentecoste, l’Assunzione della Vergine Santa in corpo e anima in cielo e la sua Incoronazione da parte delle tre Persone della santissima Trinità. Si può anche recitare una corona di sei o sette decine, in onore degli anni che si crede abbia vissuto la Santa Vergine sulla terra; o la piccola corona della Santa Vergine, composta da tre Pater e dodici Ave, in onore della sua corona di dodici stelle o privilegi; oppure l’ufcfiio della Santa Vergine, così universalmente accolto e recitato nella Chiesa; o il piccolo salterio della Santa Vergine, che san Bonaventura ha composto in suo onore e che è così affettuoso e pio che non si può recitare senza sentirsi inteneriti; oppure quattordici Pater e Ave in onore delle quattordici allegrezze; o qualche altra preghiera, inno o cantico della Chiesa, come la Salve Regina, O madre del Redentore, Ave Regina dei cieli, Regina del cielo, secondo i diversi tempi liturgici, o Ave stella del mare, O gloriosa Signora, il Magnificat, o altre devote preghiere di cui i libri sono pieni.
- 7°.Cantare e far cantare dei cantici spirituali in suo onore.
- 8°.Farle un certo numero di riverenze o genuflessioni, dicendo per esempio, ogni mattina, sessanta o cento volte: Ave Maria, Vergine fedele, per ottenere da Dio, per suo mezzo, la fedeltà alle grazie di Dio durante la giornata; e alla sera: Ave Maria, madre di misericordia, per chiedere perdono a Dio, per mezzo di lei, per i peccati commessi durante il giorno.
- 9°. Avere cura delle sue confraternite, decorare i suoi altari, coronare e abbellire le sue immagini.
- 10°.Portare e far portare le sue immagini in processione, portarne una su di sé, come una potente arma contro il demonio.
- 11°. Far eseguire le sue immagini, o il suo nome, e collocarle nelle chiese, o nelle case, o sulle porte e le entrate di città, di chiese, di case.
- 12°.Consacrarsi a lei in maniera speciale e solenne.
117. Vi sono molte altre pratiche di devozione alla Santa Vergine, che lo Spirito Santo ha suggerito a delle sante anime e che sono molto santificanti; le si potrà leggere più in esteso nel libro Il Paradiso aperto a Filagia, scritto dal padre Paul Barry, della Compagnia di Gesù, dove egli ha raccolto un gran numero di pratiche che i santi hanno esercitato in onore della Vergine Santa; queste devozioni possono servire in modo meraviglioso per santificare le anime, a condizione che siano fatte come si deve, cioè: 1°. con buona e retta intenzione di piacere a Dio solo, di unirsi a Gesù Cristo come al nostro fine ultimo e di edificare il prossimo; 2°.con attenzione e senza distrazione volontaria; 3°.con devozione, senza fretta o negligenza; 4°.con umile semplicità e in un atteggiamento del corpo che sia rispettoso ed edificante.
118. Dopo tutto ciò, posso dire ad alta voce che, avendo letto quasi tutti i libri che trattano della devozione alla Santa Vergine, e avendo conversato – familiarmente con tante persone sante e dotte di questi ultimi tempi, non ho conosciuto ne appreso una pratica di devozione verso la Santa Vergine come quella che sto per esporre, che domandi da un’anmi a più dedizione a Dio, che la sappia maggiormente svuotare di se stessa e del suo amor proprio, che la conservi più fedelmente nella grazia e mantenga la grazia in lei, che la unisca più perfettamente e con maggior facilità a Gesù Cristo e che infine produca maggior gloria a Dio, santificazione per l’anima e utilità per il prossimo.
119. Poiché la sostanza di questa devozione consiste nell’interiorità che deve formare, essa non sarà compresa da tutti nella stessa misura: alcuni si fermeranno a quanto essa propone di esteriore e non andranno oltre, e saranno i più; altri, un piccolo numero, arriveranno alla sua interiorità, ma non vi saliranno che un gradino. Chi salirà al secondo? Chi arriverà fino al terzo? E infine chi vi dimorerà in modo stabile? Solo colui al quale lo Spirito di Gesù Cristo rivelerà questo segreto. Sarà lui a guidare l’anima fedele, per farla avanzare di virtù in virtù, di grazia in grazia e di luce in luce, per arrivare fino alla trasformazione di se stessi in Gesù Cristo e alla pienezza della sua età sulla terra e della sua gloria in cielo.
LA PERFETTA CONSACRAZIONE A GESU’ CRISTO
120. Poiché tutta la nostra perfezione consiste nell’essere conformi, uniti e conscarati a Gesù Cristo, la più perfetta di tutte le devozioni è senza dubbio quella che ci conforma, unisce e consacra più perfettamente a Gesù Cristo. Ora, essendo Maria, tra tutte le creature, la più conforme a Gesù Cristo, ne segue che, tra tutte le devozioni, quella che consacra e conforma di più un’anima a Gesù Cristo Signore è la devozione alla Santa Vergine, sua Madre e che più un’anima sarà consacrata a Maria, più lo sarà a Gesù Cristo. E’ per questo che la perfetta consacrazione a Gesù Cristo non è altro che una perfetta e totale consacrazione di se stessi alla Santa Vergine, che è la devozione che io insegno; o, in altre parole, una perfetta rinnovazione dei voti e delle promesse del santo battesimo.
121. Questa devozione consiste dunque nel donarsi totalmente alla Vergine Santa, per essere, per mezzo di lei, totalmente di Gesù Cristo. Bisogna donarle: 1°. il nostro corpo, con tutti i sensi e le membra; 2°.la nostra anima, con tutte le facoltà; 3°.i nostri beni esteriori, che chiamiamo di fortuna, presenti e futuri; 4°.i beni interiori e spirituali, che sono i meriti, le virtù, le buone opere: passate, presenti e future. In una parola, doniamo tutto ciò che abbiamo, nell’ordine della natura e della grazia, e tutto ciò che potremo avere in futuro, nell’ordine deall natura, della grazia e della gloria; e questo senza alcuna riserva, neppure di un soldo, o di un capello, o della più piccola buona azione, e per tutta l’eternità, senza pretendere ne sperare altra ricompensa, per la propria offerta e il proprio servizio, che l’onore di appartenere a Gesù Cristo per mezzo di lei e in lei, quand’anche questa amabile Sovrana non fosse, come invece lo è sempre, la più generosa e riconoscente delle creature.
122. Bisogna qui notare che vi sono due aspetti nelle buone opere che compiamo: la soddisfazione e il merito, cioè: il valore soddisfattorio o impetratorio e il valore meritorio. Il valore soddisfattorio o impetratorio di un’opera buona è la stessa buona azione in quanto ripaga la pena dovuta al peccato, oppure ottiene qualche nuova grazia. Il valore meritorio, o il merito, è la buona azione in quanto capace di meritare la grazia e la gloria eterna. Ora, in questa consacrazione di noi stessi alla Vergine Santa, noi doniamo tutto il valore soddisfattorio, impetratorio e meritorio, cioè la capacità che tutte le nostre buone opere hanno di soddisfare e meritare; doniamo i nostri meriti, le grazie e le virtù, non per comunicarli ad altri, poiché propriamente parlando, i nostri meriti, le grazie e le virtù sono incomunicabili; solo Gesù Cristo ha potuto comunicarci i suoi meriti, facendosi garante per noi presso il Padre suo; questi noi li doniamo perché siano conservati, accresciuti e abbelliti, come diremo più avanti. Le doniamo invece il valore soddisfattorio perché lo comunichi a chi meglio le sembrerà e per la maggior gloria di Dio.
123. Ne consegue che: 1°. Con questa forma di devozione si dona a Gesù Cristo, nella maniera più perfetta perché è per le mani di Maria, tutto ciò che si può donare e molto di più che con le altre forme di devozione, dove si dona o una parte del proprio tempo, o una parte delle proprie buone opere, o una parte del valore soddisfattorio o delle mortificazioni. Qui tutto è donato e consacrato, persino il diritto di disporre dei propri beni interiori e il valore soddisfattorio che si acquista con le proprie opere buone, giorno per giorno. Questo non lo si fa in nessun Istituto religioso; là, si donano a Dio con il voto di povertà i beni di fortuna, con il voto di castità i beni del corpo, con il voto di obbedienza la propria volontà e, in alcuni casi, la libertà del corpo con il voto di clausura; ma non si dona la libertà o il diritto che si ha di disporre del valore delle proprie buone opere e non ci si spoglia fino in fondo di ciò che un cristiano ha di più prezioso e caro, che sono i meriti e il valore soddisfattorio.
124. 2°. Chi si è in questo modo volontariamente consacrato e sacrificato a Gesù Cristo per mezzo di Maria, non può più disporre del valore di nessuna delle proprie buone azioni. Tutto ciò che soffre, ciò che pensa, ciò che fa di bene, appartiene a Maria, perché ella ne disponga secondo la volontà del Figlio suo e per la sua maggior gloria, senza tuttavia che questa dipendenza pregiudichi in alcun modo i doveri del proprio stato, presente o futuro; per esempio, gli obblighi di un sacerdote il quale, a causa del suo ufficio, deve applicare il valore soddisfattorio e impetratorio della santa Messa per una particolare intenzione; si fa questa offerta sempre secondo l’ordine satbilito da Dio e in conformità ai doveri del proprio stato.
125. 3°. Ci si consacra dunque nel medesimo tempo alla Santa Vergine e a Gesù Cristo: alla Santa Vergine come al mezzo perfetto che Gesù Cristo ha scelto per unirsi a noi e per unirci a lui, e a Gesù Cristo Signore come al nostro ultimo fine, al quale noi dobbiamo tutto ciò che siamo, poiché è nostro Redentore e nostro Dio.






