Da non perdere

Orari delle Celebrazioni

Messe Festive

Periodo Estivo (Giugno - Settembre)

  • Sabato: ore 18.00 e ore 21.00*
  • Domenica: ore 10.00

Periodo Invernale (Ottobre - Maggio)

  • Sabato: ore 18.00 e ore 21.00*
  • Domenica: ore 11.00

* La Santa Messa delle ore 21.00 viene sospesa una volta al mese. Si consiglia di verificare sempre gli avvisi pubblicati sulla pagina Facebook della Parrocchia.

Messe Feriali

  • Da martedì a venerdì: ore 18.00.
  • Prima settimana del mese: la Santa Messa viene celebrata anche il lunedì alle ore 18.00.
  • Il Rosario viene recitato 30 minuti prima di ogni Santa Messa.

In caso di funerale la Santa Messa feriale può essere sospesa e celebrata in un altro orario, comunicato attraverso la pagina Facebook della Parrocchia.

Adorazioni e Prima Settimana del Mese

Durante l'anno

  • Martedì: Adorazione Eucaristica ore 17.30.
  • Venerdì: Adorazione della Croce ore 17.30.
  • Mercoledì: Liturgia della Parola per giovani e adulti ore 21.00.

Prima settimana del mese

  • Dal primo lunedì al primo mercoledì: Rosario ore 17.00, Adorazione ore 17.30, Santa Messa ore 18.00.
  • Primo giovedì: Rosario ore 16.30, Adorazione ore 17.00, Santa Messa ore 18.00.
  • Primo venerdì: Rosario ore 17.30, Santa Messa ore 18.00, Adorazione ore 18.45 con Confessioni
  • Primo sabato: Santa Messa ore 9.00, Adorazione ore 9.40.
  • Confessioni: Primo Mercoledì e Primo Giovedì del Mese dalle ore 17.00

Nei mesi di luglio e agosto tutte le adorazioni sono sospese, ad eccezione di quelle previste per il Primo Venerdì e il Primo Sabato del mese.

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Madonna dei Fiori Bordighera
Madonna dei Fiori Bordighera14 hours ago
❤️‍🔥 NOVENA A SAN MICHELE ARCANGELO - NONO e ultimo GIORNO (dal 20 Settembre a 28 Settembre)

🎧 in audio su YouTube
https://youtu.be/hIwUREhCQgs?is=iBNBpfW1u0r07Fde

Fratelli e sorelle, iniziamo il nostro cammino di preghiera e di combattimento spirituale. Invociamo la protezione del principe delle milizie celesti per le nostre vite, per la Chiesa e per il mondo intero. Questo è il nono giorno della nostra novena a San Michele Arcangelo.
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🙏🏻 INIZIO NOVENA

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre …
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📌 INNO ALLO SPIRITO SANTO

Vieni, Santo Spirito, manda a noi dal cielo un raggio della tua luce. Vieni, Padre dei poveri, vieni, datore dei doni, vieni, luce dei cuori, Consolatore perfetto, ospite dolce dell’anima, dolcissimo sollievo.

Nella fatica, riposo; nella calura, riparo; nel pianto, conforto. O luce beatissima, invadi nell’intimo il cuore dei tuoi fedeli. Senza la tua forza nulla è nell’uomo, nulla senza colpa.

Lava ciò che è sordido, bagna ciò che è arido, sana ciò che sanguina, piega ciò che è rigido, scalda ciò che è gerido, raddrizza ciò che è sviato.

Dona ai tuoi fedeli, che solo in te confidano, i tuoi santi doni, dona virtù e premio, dona morte santa, dona gioia eterna. Amen.
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📌 CREDO

Io credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra, e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto.

Discese agli inferi, il terzo giorno risuscitò da morte, salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente, di là verrà a giudicare i vivi e i morti.

Credo nello Spirito Santo, la Santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.
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🙏🏻 PETIZIONE

Presentiamo ora al Signore, per l’intercessione di San Michele, la grazia che desideriamo chiedere in questa novena.
(chiedere la grazia …) In particolare, o arcangelo San Michele, invoca per me questa grazia che tanto desidero, purché sia conforme alla santa volontà di Dio, porti frutti di amore, di carità, di pace, mi liberi dall’egoismo, mi renda collaboratore per la diffusione del regno di Dio nel mondo. Amen.
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Un Padre nostro , una Ave e un Gloria
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🙏🏻 PETIZIONE

Ed ora uniamo le nostre voci a quelle della Chiesa trionfante. Con le parole di un antico e potente inno eleviamo la nostra lode a Cristo, Re degli Angeli, e celebriamo la vittoria del suo fedele servitore, l’arcangelo Michele.
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📌 INNO

O Gesù, splendore e potenza del Padre, o Gesù, vita dei nostri cuori, noi ti lodiamo in unione con gli angeli, i quali, attenti agli ordini delle tue labbra, si velano con le loro ali.

Migliaia e migliaia di principi celesti circondano il tuo trono, combattono per te. Ma San Michele, inalberato il vessillo della salvezza, spiega vincitore lo stendardo della croce.

È lui che precipita nel fondo dell’inferno l’orgogliosa testa del dragone e fulmina, cacciandoli dal cielo, i ribelli e i loro capi.

Seguiamo questo principe invincibile contro il capo dell’orgoglio, affinché l’Agnello ricompensi la vittoria del popolo fedele con la corona della gloria eterna.

Al Padre, al Figlio che ci ha redenti e a te, o Spirito Santo, come era in principio, sia una stessa gloria ed una stessa lode per tutti i secoli dei secoli. Amen.
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🙏🏻 PETIZIONE per il NONO GIORNO

Siamo giunti al nono e ultimo giorno del nostro cammino. Oggi la nostra preghiera si eleva oltre i confini del tempo e dello spazio per raggiungere i nostri fratelli e sorelle che attendono, nella purificazione, di contemplare il volto di Dio. Affidiamo a San Michele, principe celeste e accompagnatore delle anime, le anime sante del purgatorio, perché il nostro suffragio, unito alla sua potente intercessione, possa affrettare il loro ingresso nella gioia eterna del paradiso.

SAN MICHELE ARCANGELO, principe delle milizie celesti, scelto da Dio per sconfiggere il nemico di Dio e del genere umano, chiamato a cooperare al suo disegno di salvezza, per la sua unica potenza infinita libera le anime sante del purgatorio da ogni sofferenza fisica e spirituale, dal totale abbandono nel quale sono lasciate dai loro cari, dalle manie delle devozioni esteriori praticate dai loro cari e che non giovano a nulla se non sono accompagnate dalla preghiera, spreco di fiori, di marmi, di tombe, di manifesti, di lusso. Invoca per tutti preghiere di suffragio nelle famiglie, nei gruppi, nella comunità parrocchiale, applicazioni di sante messe e iscrizioni alle pie opere del suffragio, partecipazione ai sacramenti della confessione e comunione, applicazioni delle sante indulgenze, ricordo dei cari defunti con opere di carità, di beneficenza, di solidarietà, la preghiera quotidiana. L'eterno riposo dona loro, o Signore, e splenda ad essi la luce perpetua. Riposino in pace. Amen.

Un Padre nostro, un’ Ave e un Gloria

San Michele arcangelo, difendici dal maligno.
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📌 ATTO DI AFFIDAMENTO all’arcangelo Michele.

Principe Nobilissimo
delle gerarchie angeliche
valoroso guerriero dell'Altissimo,
amante zelante della gloria del Signore,
terrore degli angeli ribelli,
amore e delizia di tutti gli angeli giusti,
Arcangelo San Michele,
desiderando io di essere
nel numero dei tuoi devoti,
a te oggi mi offro e mi consacro.

Pongo me stesso, il mio lavoro,
la mia famiglia, gli amici
e quanto mi appartiene
sotto la tua vigile protezione.

E' piccola la mia offerta
essendo un misero peccatore,
ma tu gradisci l'affetto del mio cuore.

Confido che tu assisterai
per tutta la vita me, che da quest'oggi
sono sotto la tua protezione.

Procurami il perdono
dei miei molti e gravi peccati,
la grazia di amare di cuore il mio Dio,
il mio caro salvatore Gesù,
la mia dolce madre Maria,
e tutti gli uomini, miei fratelli,
amati dal Padre e redenti dal Figlio.

Ottienimi gli aiuti necessari
per arrivare alla corona della gloria.

Difendimi sempre dai nemici dell'anima mia
specialmente nell'ultimo istante della mia vita.

Vieni in quell'ora, o glorioso Arcangelo,
assistimi nella lotta e respingi lontano da me,
negli abissi dell'inferno,
quell'angelo prevaricatore e superbo
che hai prostrato nel combattimento in cielo.

Presentami, in quell'ora, al trono di Dio
per cantare con te, Arcangelo San Michele,
e con tutti gli angeli: lode, onore e gloria
a Colui che regna nei secoli eterni. Amen.
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📌 SAN MICHELE

🎧 in audio su YouTube
https://youtu.be/36Fy07reEv8?is=9KhGA4fPHkAQw_cX

San Michele Arcangelo, difendici nella lotta:
sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del demonio.

Supplichevoli preghiamo che Dio lo domini e Tu, Principe della Milizia Celeste, con il potere che ti viene da Dio, incatena nell’inferno satana e gli spiriti maligni,
che si aggirano per il mondo per far perdere le anime. Amen.
Madonna dei Fiori Bordighera
Madonna dei Fiori Bordighera15 hours ago
🟢 LUNEDI' della XXVI SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO - 28 SETTEMBRE 2026

🎧 in audio su YouTube
https://youtu.be/jLOKCMnjSbU?is=EjqIivbB8sw5Rb3g

📌 VANGELO DEL GIORNO
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 9,46-50

In quel tempo, nacque una discussione tra i discepoli, chi di loro fosse più grande.
Allora Gesù, conoscendo il pensiero del loro cuore, prese un bambino, se lo mise vicino e disse loro: «Chi accoglierà questo bambino nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato. Chi infatti è il più piccolo fra tutti voi, questi è grande».
Giovanni prese la parola dicendo: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e glielo abbiamo impedito, perché non ti segue insieme con noi». Ma Gesù gli rispose: «Non lo impedite, perché chi non è contro di voi, è per voi».

LE PAROLE DEI PAPI

Gesù (…) dopo aver parlato del primato del servizio, compie un gesto. Abbiamo visto che i gesti di Gesù sono più forti delle parole che usa. E qual è il gesto? Prende un bambino e lo pone in mezzo ai discepoli, al centro, nel luogo più importante. Il bambino, nel Vangelo, non simboleggia tanto l’innocenza, quanto la piccolezza. Perché i piccoli, come i bambini, dipendono dagli altri, dai grandi, hanno bisogno di ricevere. Gesù abbraccia quel bambino e dice che chi accoglie un piccolo, un bambino, accoglie Lui. Ecco anzitutto chi servire: quanti hanno bisogno di ricevere e non hanno da restituire. (…) Accogliendo chi è ai margini, trascurato, accogliamo Gesù, perché Egli sta lì. E in un piccolo, in un povero che serviamo riceviamo anche noi l’abbraccio tenero di Dio.

Cari fratelli e sorelle, interpellati dal Vangelo, facciamoci delle domande: io, che seguo Gesù, mi interesso a chi è più trascurato? Oppure, come i discepoli quel giorno, vado in cerca di gratificazioni personali? Intendo la vita come una competizione per farmi spazio a discapito degli altri oppure credo che primeggiare significa servire? E, concretamente: dedico tempo a qualche “piccolo”, a una persona che non ha i mezzi per contraccambiare nè economicamente nè magari affettivamente? Mi occupo di qualcuno che non può restituirmi o solo dei miei parenti e amici? (Papa Francesco, Angelus del 19 settembre 2021).
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📌 RIFLESSIONI
«Ha guardato la nullità della sua Serva». (Luca 1, 48).

Due temi importanti ci sono in questo brano evangelico: l’essere “piccolo” come un bambino, umile, senza pretese davanti al Signore, e poi: l’invito rivolto agli apostoli a non impedire l’azione di chi fa il bene nel suo Nome, tipo l’esorcismo.

Il contrasto che Gesù evidenzia è l’opposizione tra il desiderio dei discepoli che vogliono essere “grandi”, importanti e il suo invito a diventare “piccoli” come bambini, a cui basta l’amore dei loro genitori; «Chi infatti è il più piccolo fra tutti voi, questi è grande». Gesù non dice che non devono essere “grandi”, ma non grandi come pensano loro, bensì grandi nell’amore, grandi perché umili. Poiché esiste una sola vera grandezza al mondo: “l’umiltà”! Al di fuori dell’umiltà tutto è menzogna, falsità, boria, orgoglio, presunzione, idolatria.

Se non si è umili infatti si tende inevitabilmente a mettersi al posto di Dio, a fare di sé stessi un idolo, salvo poi a idolatrare le creature e a sottomettersi a loro, in una servitù che è solamente interesse, senza amore, con falsa stima degli altri, per usarli, per fare carriera, per arricchirsi, per sfruttare tutte le opportunità, anche quelle illecite…

Proprio come fanno i demòni: «Fingete di amare gli uomini per rovinarli». “Diceva Lucifero: «E voi, voi, o demòni, che con me siete ingiustamente oppressi, seguitemi ed ubbiditemi in questa vendetta, come lo faceste nella disubbidienza! Fingete di amare gli uomini per rovinarli, serviteli per ingannarli e distruggerli, assisteteli per pervertirli e trascinarli in questi miei inferi!»…

Là si coniarono tutti i vizi e i peccati del mondo, di là sbucarono la menzogna, le sette e gli errori, e ogni specie d’iniquità trasse origine dal caos di quella abominevole congrega, al cui principe servono tutti quelli che operano la malvagità” (Venerabile Suor Maria d’Agreda, “Mistica Città di Dio”, 1, 10, 124).

MARIA! Ma Dio aveva già pensato al “rimedio” salutare, al “modello” perfetto, alla Madre degli uomini e Regina degli Angeli, per salvarli dando al mondo il Salvatore, per confermarli nella Salvezza attraverso l’Umiltà, la sua stessa Umiltà, che L’ha resa grande, che L’ha resa Madre di Dio, Regina del Cielo e della terra.

Persino gli Angeli buoni che si sono salvati, che sono rimasti fedeli a Dio non unendosi ai ribelli, che si erano disgraziatamente ammutinati, devono questo a Maria e alla sua Umiltà!

Il “pianto” degli Angeli fedeli. «Sbigottiti, come si può esserlo in Cielo, noi, i fedeli al Signore, piangemmo per il dolore di Dio e per il corruccio suo. Piangemmo sulla manomessa pace del Paradiso, sull’ordine violato, sulla fragilità degli spiriti. Non ci sentimmo più sicuri di essere impeccabili, perché fatti di puro spirito. Lucifero e i suoi uguali ci avevano provato che anche l’Angelo può peccare e divenire demònio. Sentimmo che la superbia – era latente – e poteva svilupparsi in noi.

Tememmo che nessuno, fuorché Dio potesse resistere a essa se Lucifero aveva a essa ceduto. Tremammo per queste forze oscure che non pensavamo potessero invaderci, che potrei dire: ignoravamo che esistessero, e che brutalmente ci si disvelavano. Abbattuti ci chiedevamo, con palpiti di luce: “Ma dunque l’esser così puri non serve? Chi mai darà allora a Dio l’amore che Egli esige e merita, se anche noi siamo soggetti a peccare?”» (Maria Valtorta, “Libro di Azaria”, 337).

La “Soluzione” di Dio, il “Rimedio” efficace. «Ecco allora che, alzando il nostro contemplare dall’abisso e dalla desolazione alla Divinità e fissando il suo Splendore, con un timore fino allora ignorato, contemplammo la seconda Rivelazione del Pensiero Eterno. E se per la conoscenza della prima venne il Disordine creato dai superbi che non vollero adorare la Parola Divina, per la conoscenza della seconda tornò in noi la pace che si era turbata.

Vedemmo Maria nel Pensiero eterno. Vederla e possedere quella Sapienza che è conforto, sicurezza e pace, fu una sola cosa. Salutammo la nostra futura Regina con il canto della nostra Luce e La contemplammo nelle sue perfezioni gratuite e volontarie. Oh! Bellezza di quell’attimo in cui a conforto dei suoi Angeli l’Eterno presentò a essi la Gemma del suo Amore e della sua Potenza! E La vedemmo Umile tanto da riparare da sé sola ogni superbia di creatura» (Maria Valtorta, “Libro di Azaria”, 337).

«Da ogni pensiero di superbia fummo preservati». «Ci fu Maestra da allora nel non fare dei Doni uno strumento di rovina. Non la sua corporea Effige, ma la sua spiritualità ci parlò senza parola, e da ogni pensiero di superbia fummo preservati per averla contemplata per un attimo, nel Pensiero di Dio, l’Umilissima. Per secoli e secoli operammo nella soavità di quella fulgida Rivelazione. Per secoli e secoli, per l’Eternità gioimmo e gioiamo e gioiremo del possedere Colei che avevamo spiritualmente contemplata. La Gioia di Dio è la nostra gioia e noi ci teniamo nella sua Luce per essere da essa compenetrati e per dare gioia e Gloria a Colui che ci ha creati» (Maria Valtorta, “Libro di Azaria”, 337).

«L’umiltà produce nell’anima una veste di sicurezza». «L’umiltà più perfetta, più sublime, è quella di perdere ogni ragione e di non discorrere sul perché e come, ma di disfarsi nel proprio nulla, e mentre sta ciò facendo, senza avvedersi, si trova dispersa in Dio, e con ciò produce nell’anima l’unione più intima, l’amore più perfetto verso il sommo Bene.

Però con sommo vantaggio dell’anima, perché perdendo la propria ragione, acquista la ragione divina, e perdendo ogni discorso sul conto proprio, cioè, se freddo o caldo, se favorevoli o avverse le cose che le succedono, s’interesserà e acquisterà un linguaggio tutto celeste e divino. Oltre di ciò, l’umiltà produce nell’anima una veste di sicurezza, onde, involta in questa veste di sicurezza, l’anima se ne sta nella calma più profonda, tutta abbellendosi per piacere al suo diletto ed amato Gesù» (Luisa Piccarreta, “Libro di Cielo”, 20 giugno 1900, volume 3°).
Madonna dei Fiori Bordighera
Madonna dei Fiori Bordighera15 hours ago
🟢 SANTI E BEATI DEL GIORNO - 28 SETTEMBRE 2026

Oggi veneriamo Santi Lorenzo da Manila Ruiz e quindici compagni, martiri; Santi fratelli Alfeo, Alessandro e Zosimo, martiri; San Caritone, abate; San Zama, vescovo; Sant’Esuperio, vescovo; Santa Eustochio, vergine; San Salonio, vescovo; San Fausto, vescovo; Sant’Annemondo, vescovo e martire.
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📌 SAN VENCESLAO, MARTIRE

907 circa, Stochow (Praga, Repubblica Ceca) - 936, Stará Boleslav (Repubblica Ceca)

🎧 in audio su YouTube
https://youtu.be/aIcixXeZ0fI?is=qDOb5SW1-oXIha5i

S. Venceslao, re di Boemia, era figlio di Uratislao e di Drahomira e nipote di Boivoro, primo duca cristiano di Boemia e della beata Ludmilla. Suo padre Uratislao era un principe virtuoso, valoroso e benigno; ma la madre Drahomira, atea e pagana, univa ad una alterigia diabolica una grande crudeltà e perfidia. Venceslao ebbe anche un fratello più giovane, di nome Boleslao, perfido come la madre.

Ludmilla, nonna di questi due principi, volle Venceslao presso di sé, premendole educare l'erede secondo le massime del Cristianesimo. Venceslao ebbe per maestro un prete di santità e prudenza non comune, alle cui cure corrispose lodevolmente, mostrando già in tenera età il suo amore per lo studio e la virtù. Fu messo in seguito a compire gli studi in un collegio di Praga.

Era ancor giovane, quando gli morì il padre. La madre Drahomira allora prese le redini del regno. Questa pessima donna sfogò il suo odio contro il Cristianesimo, facendo atterrare le chiese, proibendo il culto pubblico e persino l'insegnamento della religione cristiana ai fanciulli. Revocò tutte le leggi emanate dal marito Uratislao in favore dei cristiani e scacciò i magistrati che non si professavano pagani. Gran numero di fedeli furono vittime di questo suo odio.

Non è a dire quanto grande fosse il dolore di Ludmilla per queste cose e quanto raddoppiasse i suoi sforzi e le sue preghiere perché Venceslao, erede al trono, un giorno ponesse termine a questi mali. E appena fu possibile, incitò Venceslao a prendere in mano le redini del governo, assicurando da parte sua protezione, preghiera e consiglio. Ma bisognava fare i conti col fratello Boleslao, educato e sostenuto dalla perfida Drahomira. Si decise di dividere il regno: la parte preponderante toccò a Boleslao e la Boemia propriamente detta rimase a Venceslao. Non contenta Drahomira volle sopprimere anche la pia Ludmilla, rea di aver educato cristianamente Venceslao. La fece infatti strangolare nel suo oratorio mentre stava in orazione. Ludmilla è venerata come martire di Boemia e la Chiesa ne celebra la solennità il 16 di settembre. Intanto scoppiò la guerra: Radislao, principe di Gurima, si portò con una potente armata negli stati del nostro santo; Venceslao. per difendersi prese anch'egli le armi. Quando i due eserciti si trovarono di fronte, Venceslao, divinamente ispirato, propose a Radislao di affidare l'esito della contesa a un duello, per impedire in tal modo spargimento di sangue innocente. Il principe di Gurima accettò, certo di vincere. Ma ecco che mentre combattevano, due Angeli si posero ai fianchi di Venceslao, dandogli la vittoria.

Lo zelo di Venceslao nel reprimere i disordini della nobiltà e difendere gli oppressi, gli attirarono molti nemici, e la stessa sua madre si mise a capo della congiura. A tradimento lo invitò nel suo palazzo, ed una notte, mentre Venceslao si recava a pregare, lo fece barbaramente trucidare. Era l'anno 936.
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🙏🏻 PREGHIERA

O Dio, che al martire san Venceslao hai dato il coraggio di anteporre al regno dei cieli al fascino del potere terreno, per sua intercessione concedi anche a noi di vincere ogni forma di egoismo per aderire a te con tutto il cuore. Per Gesù Cristo Signor Nostro. Così Sia.
Madonna dei Fiori Bordighera
Madonna dei Fiori Bordighera1 day ago
🚨 A breve inizia il film su San Carlo Acutis su Canale 5!

https://www.facebook.com/share/v/1CVG5dZ9su/
Madonna dei Fiori Bordighera
Madonna dei Fiori Bordighera
Madonna dei Fiori Bordighera1 day ago
❤️‍🔥 NOVENA A SAN MICHELE ARCANGELO - OTTAVO GIORNO (dal 20 Settembre a 28 Settembre)

🎧 in audio su YouTube
https://youtu.be/QcrsgRyrUz4?is=hUMicdc1fjBBIXTz

Fratelli e sorelle, iniziamo il nostro cammino di preghiera e di combattimento spirituale. Invociamo la protezione del principe delle milizie celesti per le nostre vite, per la Chiesa e per il mondo intero. Questo è l’ottavo giorno della nostra novena a San Michele Arcangelo.
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🙏🏻 INIZIO NOVENA

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre …
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📌 INNO ALLO SPIRITO SANTO

Vieni, Santo Spirito, manda a noi dal cielo un raggio della tua luce. Vieni, Padre dei poveri, vieni, datore dei doni, vieni, luce dei cuori, Consolatore perfetto, ospite dolce dell’anima, dolcissimo sollievo.

Nella fatica, riposo; nella calura, riparo; nel pianto, conforto. O luce beatissima, invadi nell’intimo il cuore dei tuoi fedeli. Senza la tua forza nulla è nell’uomo, nulla senza colpa.

Lava ciò che è sordido, bagna ciò che è arido, sana ciò che sanguina, piega ciò che è rigido, scalda ciò che è gerido, raddrizza ciò che è sviato.

Dona ai tuoi fedeli, che solo in te confidano, i tuoi santi doni, dona virtù e premio, dona morte santa, dona gioia eterna. Amen.
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📌 CREDO

Io credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra, e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto.

Discese agli inferi, il terzo giorno risuscitò da morte, salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente, di là verrà a giudicare i vivi e i morti.

Credo nello Spirito Santo, la Santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.
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🙏🏻 PETIZIONE

Presentiamo ora al Signore, per l’intercessione di San Michele, la grazia che desideriamo chiedere in questa novena.
(chiedere la grazia …) In particolare, o arcangelo San Michele, invoca per me questa grazia che tanto desidero, purché sia conforme alla santa volontà di Dio, porti frutti di amore, di carità, di pace, mi liberi dall’egoismo, mi renda collaboratore per la diffusione del regno di Dio nel mondo. Amen.
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Un Padre nostro , una Ave e un Gloria
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🙏🏻 PETIZIONE

Ed ora uniamo le nostre voci a quelle della Chiesa trionfante. Con le parole di un antico e potente inno eleviamo la nostra lode a Cristo, Re degli Angeli, e celebriamo la vittoria del suo fedele servitore, l’arcangelo Michele.
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📌 INNO

O Gesù, splendore e potenza del Padre, o Gesù, vita dei nostri cuori, noi ti lodiamo in unione con gli angeli, i quali, attenti agli ordini delle tue labbra, si velano con le loro ali.

Migliaia e migliaia di principi celesti circondano il tuo trono, combattono per te. Ma San Michele, inalberato il vessillo della salvezza, spiega vincitore lo stendardo della croce.

È lui che precipita nel fondo dell’inferno l’orgogliosa testa del dragone e fulmina, cacciandoli dal cielo, i ribelli e i loro capi.

Seguiamo questo principe invincibile contro il capo dell’orgoglio, affinché l’Agnello ricompensi la vittoria del popolo fedele con la corona della gloria eterna.

Al Padre, al Figlio che ci ha redenti e a te, o Spirito Santo, come era in principio, sia una stessa gloria ed una stessa lode per tutti i secoli dei secoli. Amen.
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🙏🏻 PETIZIONE per il OTTAVO GIORNO

Giunti all'ottavo giorno, la nostra preghiera si concentra su di noi, sul popolo dei battezzati, sull'esercito di Cristo qui sulla terra. Spesso siamo stanchi, tiepidi, divisi. Affidiamo a San Michele, principe dei combattenti, la nostra debolezza. Preghiamo perché scuota la nostra pigrizia, ci liberi dall'apatia e riaccenda in noi il fuoco della carità e il coraggio della testimonianza.

SAN MICHELE ARCANGELO , principe delle milizie celesti, scelto da Dio per sconfiggere il nemico di Dio e del genere umano, chiamato a cooperare al suo disegno di salvezza per la sua unica potenza infinita, libera i cristiani dalla pigrizia, dall'individualismo, dalla superbia e dal orgoglio, dalla mania di criticare e condannare, dall'apatia verso la preghiera, la Messa, la parrocchia e verso la vita missionaria, caritativa, comunitaria, ecclesiale. Invoca per tutti la testimonianza aperta, gioiosa, gratificante di realizzare il regno di Dio in famiglia, a scuola, tra vicini di casa, nella parrocchia, nel lavoro, tra amici, il coraggio di essere costruttori di pace in ogni luogo, in ogni ambiente, in ogni realtà, con ogni persona, il servizio, l'amore, la disponibilità verso tutti, specie i poveri.

Un Padre nostro, un’ Ave e un Gloria

San Michele arcangelo, difendici dal maligno.
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📌 ATTO DI AFFIDAMENTO all’arcangelo Michele.

Principe Nobilissimo
delle gerarchie angeliche
valoroso guerriero dell'Altissimo,
amante zelante della gloria del Signore,
terrore degli angeli ribelli,
amore e delizia di tutti gli angeli giusti,
Arcangelo San Michele,
desiderando io di essere
nel numero dei tuoi devoti,
a te oggi mi offro e mi consacro.

Pongo me stesso, il mio lavoro,
la mia famiglia, gli amici
e quanto mi appartiene
sotto la tua vigile protezione.

E' piccola la mia offerta
essendo un misero peccatore,
ma tu gradisci l'affetto del mio cuore.

Confido che tu assisterai
per tutta la vita me, che da quest'oggi
sono sotto la tua protezione.

Procurami il perdono
dei miei molti e gravi peccati,
la grazia di amare di cuore il mio Dio,
il mio caro salvatore Gesù,
la mia dolce madre Maria,
e tutti gli uomini, miei fratelli,
amati dal Padre e redenti dal Figlio.

Ottienimi gli aiuti necessari
per arrivare alla corona della gloria.

Difendimi sempre dai nemici dell'anima mia
specialmente nell'ultimo istante della mia vita.

Vieni in quell'ora, o glorioso Arcangelo,
assistimi nella lotta e respingi lontano da me,
negli abissi dell'inferno,
quell'angelo prevaricatore e superbo
che hai prostrato nel combattimento in cielo.

Presentami, in quell'ora, al trono di Dio
per cantare con te, Arcangelo San Michele,
e con tutti gli angeli: lode, onore e gloria
a Colui che regna nei secoli eterni. Amen.
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📌 SAN MICHELE

🎧 in audio su YouTube
https://youtu.be/36Fy07reEv8?is=9KhGA4fPHkAQw_cX

San Michele Arcangelo, difendici nella lotta:
sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del demonio.

Supplichevoli preghiamo che Dio lo domini e Tu, Principe della Milizia Celeste, con il potere che ti viene da Dio, incatena nell’inferno satana e gli spiriti maligni,
che si aggirano per il mondo per far perdere le anime. Amen.
Madonna dei Fiori Bordighera
Madonna dei Fiori Bordighera2 days ago
🟢 XXVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - 27 SETTEMBRE 2026

🎧 in audio su YouTube
https://youtu.be/ToNm08uRRu8?is=hsIQ8O684nfeX5F1

📌 VANGELO DELLA DOMENICA
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 21,28-32

In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: “Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna”. Ed egli rispose: “Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: “Sì, signore”. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo».
E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli».

LE PAROLE DEI PAPI

Con la sua predicazione sul Regno di Dio, Gesù si oppone a una religiosità che non coinvolge la vita umana, che non interpella la coscienza e la sua responsabilità di fronte al bene e al male. Lo dimostra anche con la parabola dei due figli, che viene proposta nel Vangelo di Matteo (cfr 21,28-32). All’invito del padre ad andare a lavorare nella vigna, il primo figlio risponde impulsivamente “no, non ci vado”, ma poi si pente e ci va; invece il secondo figlio, che subito risponde “sì, sì papà”, in realtà non lo fa, non ci va. L’obbedienza non consiste nel dire “sì” o “no”, ma sempre nell’agire, nel coltivare la vigna, nel realizzare il Regno di Dio, nel fare del bene. Con questo semplice esempio, Gesù vuole superare una religione intesa solo come pratica esteriore e abitudinaria, che non incide sulla vita e sugli atteggiamenti delle persone, una religiosità superficiale, soltanto “rituale”, nel brutto senso della parola. (Papa Francesco - Angelus, 27 settembre 2020)
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📌 «I PUBBLICANI E LE PROSTITUTE VI PASSANO AVANTI NEL REGNO DI DIO»

Bene, carissimi, siamo giunti a questa XXVI Domenica nella quale la Chiesa ci dona questo brano di Matteo che, ancora una volta, come sempre fa la Parola di Dio, ci mette al muro, ci spiazza, ci chiama fortemente a conversione. Perché già questa è la Buona Notizia, la notizia che attende l’uomo di ogni tempo e di ogni secolo: la capacità, data all’uomo, della conversione. C’è un midrash ebraico nel quale si dice che, dopo la caduta degli angeli, Dio capì che qualcosa mancava. È un raccontino, però abbastanza sapienziale. E quando mise mano alla creazione dell’uomo creò quello che prima mancava: la teshuvah, il ritorno, la capacità della conversione. Tant’è vero che non agli angeli, ma agli uomini è data questa possibilità. Fin quando l’uomo è in questo pellegrinaggio terreno, fino all’ultimo, il Signore mette in atto tutte quelle opere di seduzione, tutti quegli escamotage per poter convincere il cuore dell’uomo, poterlo condurre al Cielo e poterlo far innamorare del suo Dio.

E allora la parabola di oggi il Signore la dona, dice il testo di Matteo, ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo, cioè alle persone più religiose al tempo di Gesù, alle persone più pie, più osservanti tanto il culto quanto la morale e l’etica, persone ineccepibili: quello che erano ai suoi tempi i farisei. Noi usiamo questo termine in maniera dispregiativa, ma in realtà il popolo amava i farisei, perché erano persone integre, oneste, coerenti. Oggi la coerenza va così di moda, almeno nel dirlo! Ma questo non ha nulla a che fare con la salvezza e con un cuore capace di accogliere la salvezza e di convertirsi. Tant’è vero che, come sempre vi ribadisco, uomini religiosi e pii hanno crocifisso il Cristo, non certo prostitute e pubblicani. Ma tra i nemici del Cristo, i deicidi erano proprio le persone più squisite, più integre, coerenti, osservanti la Legge mosaica, pie, religiose, devote e chissà quante volte pregavano, anzi sicuramente cinque volte al giorno, perché già questa pratica era ben consolidata al tempo di Gesù. Eppure loro, vi ripeto, e non le prostitute e i pubblicani, hanno ucciso il Dio d’Israele e la manifestazione che in Lui si è data, in Gesù, della Misericordia del Padre.

Allora Gesù rivolge questo Vangelo proprio a coloro che, come dice anche in un altro passo in Luca, hanno l’intima presunzione di essere giusti, di essere come questo secondo figlio di cui ci parla la parabola: esteriormente sembrano persone coerenti, persone che compiono i dettami del Decalogo, della Legge divina, quelli che noi oggi possiamo definire i praticanti del culto. Persone che tendenzialmente, esteriormente, non commettono peccati sociali o peccati che possono essere immediatamente riprovati. Però Gesù svela l’ipocrisia di questi falsi e pietosi “sì”: alla fine non fanno la volontà di Dio.

Questa è la tentazione più grave, tipica dell’uomo religioso: farsi un Dio a propria immagine e somiglianza. Crearsi un feticcio del proprio ego e poi battezzarlo con il nome di Gesù, Maria, qualche Santo, il culto, la Messa domenicale, il Santo Rosario e tutte le altre pratiche religiose; ma alla fine, gratta gratta, essere nemici della volontà di Dio, ostinati a realizzare e ottenere da Dio quella che potremmo definire la preghiera perversa che sale a Dio come una bestemmia: usare le cose di Dio per obbligare Dio a fare non la propria volontà, cioè quella di Dio, ma quella personale. L’uomo religioso usa Dio e le cose di Dio per assoggettare, follemente potremmo aggiungere, la divinità alla propria volontà. E questa perversione Gesù la smaschera senza alcun indugio quando, anche in un altro brano, dice: «Non chi dice: Signore, Signore, entrerà nel Regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli».

Perché, vi ripeto, è facile cadere nel trabocchetto dei farisei, è facile cadere in queste maglie: tutti lì trincerati dietro la tradizione, che è più tradizionalismo che altro, dietro un rigorismo etico, dietro un’ortodossia dottrinale, un’ortoprassi; ma alla fine guai a metterli in discussione, guai a non realizzare la loro volontà! Sono battaglie tra gli uomini e contro Dio. E infatti, quando si presenta lo scandalo della Croce, quando si presenta la volontà di Dio diversa — «Le mie vie non sono le vostre vie, i miei sentieri non sono i vostri sentieri; quanto il cielo sovrasta la terra, tanto le mie vie sovrastano le vostre vie» — quando l’uomo religioso è provato al fuoco della prova, della Croce, del fallimento, della mortificazione, dell’umiliazione, esce fuori tutto il livore dell’uomo vecchio, dell’uomo carnale, che non vuole piegarsi alla volontà di Dio e quindi ne diventa nemico fino al deicidio.

Certo, noi siamo troppo religiosi e abbiamo duemila anni di cristianesimo per prenderne coscienza. Ma dove uccidiamo Cristo nei nostri fratelli? Dove uccidiamo Cristo nella pecora perduta? Dove uccidiamo Cristo nella pecora ferita? Quello che Gesù sottolinea in questo Vangelo, e quello che abbiamo visto anche negli ultimi Vangeli di questo tempo, è che nel peccatore si mostra veramente, paradossalmente, il Corpo di Cristo sfigurato e crocifisso. E quando noi ci gettiamo con impeto, con giustizialismo e rigorismo contro il fratello ferito, contro il peccatore, contro quello che noi possiamo considerare e giudicare un’anima perduta, è lì la presenza di Cristo sofferente. Perché, come diceva Gesù a Santa Caterina da Bologna, fin quando l’anima non lascia il corpo e in piena volontà si autoconsegna all’inferno, quell’anima è attaccata al Cristo. Capite? Fin quando un uomo è in vita è attaccato a Gesù e quando ci scagliamo contro i fratelli, a diritto o no, noi ci scagliamo contro il Cristo.

Questo non lo comprendiamo. Quando invochiamo la sedia elettrica per i pedofili e invochiamo la castrazione chimica per i pedofili, o la sedia elettrica magari per i politici o per qualsiasi altro genere di empio, noi ci scagliamo contro Cristo sofferente, perché quell’anima, redenta da Gesù, battezzata o meno, ancor di più se battezzata, è innestata nel Corpo di Cristo e fino a quando rimane nel corpo, fino all’ultimo respiro, Cristo in tutti i modi, il Padre con tutte le sue energie e le sue fantasie, cercherà di salvare quel suo figlio. Allora capite perché è pericolosa ogni forma di rigorismo, ogni forma di tradizionalismo, ogni forma di pretesa di perfezione e di purità.

Tant’è vero che sempre io vi ricordo che la Chiesa lungo i secoli non ha mai condannato per eresia i peccatori, le prostitute, i ladri — mettete tutto quello che volete — ma sempre i rigoristi, sempre i puritani. Che grande male hanno fatto alla Chiesa! Pensate ai protestanti: tutto il protestantesimo, qualsiasi padre della Riforma, nasce da un desiderio di una Chiesa puritana, fatta di perfetti, scandalizzati invece dalle piaghe sofferenti di Cristo Signore. Anche ai tempi di Gesù si velavano il volto, come dice il profeta guardando profeticamente la scena del Cristo sfigurato: «Non aveva più neanche l’aspetto di un uomo». E tutti piangevano di fronte a quello spettacolo orribile. Tutte le donne di Gerusalemme piangevano. E cosa dice Gesù alle donne di Gerusalemme? «Figlie di Gerusalemme, perché piangete su di me? Piangete su voi stesse e sui vostri figli, perché se così viene trattato l’albero verde, che cosa ne sarà dell’albero secco?»

Allora, carissimi, ogni qualvolta ci scagliamo contro noi stessi per le nostre debolezze, i nostri peccati, i nostri caratteri, e ci irritiamo anche contro i peccati, le sofferenze e le ferite degli altri, noi torniamo a disprezzare il Cristo crocifisso.

E allora comprendete ancora meglio la forte provocazione che ci viene dal Vangelo di oggi. Qui entra perfettamente anche la prima lettura di Ezechiele. Nessuno giudichi gli altri prima del tempo, perché quello che oggi ti può sembrare un santo, un santone, una persona squisita, soltanto alla fine si farà verità. L’opera di Dio si prova nella perseveranza, non in ciò che appare. Infatti la prima lettura dice: voi direte che Dio è ingiusto se una persona è integra e poi alla fine della sua vita cambia, viene sedotta dal male. E cosa dice la Scrittura? Perirà per il male commesso. E noi diremmo: «Ma come? Tutti i sacrifici che ha fatto? Tutte le preghiere che ha fatto?».

È esattamente quello che dice il figlio maggiore nella parabola del figlio prodigo: «Io da una vita ti servo come uno schiavo tra i tuoi servi!». Ebbene, quel figlio maggiore si è autoescluso dalla festa. E perché si è autoescluso dalla festa? Perché non ha riconosciuto, attraverso la paternità del padre, la fraternità che lo legava al fratello peccatore e pentito. Dice: «Questo tuo figlio». E invece il padre gli risponde: «Questo tuo fratello», ricordandogli che è nel fratello che siamo chiamati a riconoscere, amare e servire Dio. Questo ce lo ricorda anche Giovanni nella sua lettera: chi può dire di amare Dio che non vede, se non ama il fratello che vede? È lì che si nasconde Cristo. Lì si nascondono le sue piaghe, che aspettano che noi possiamo riconoscerle e adorarle nel fratello ferito.

E quale peggior ferita, quale peggior degrado di quello morale? Noi ci commuoviamo, perché siamo tutti di carne, tutti mondani, verso gli immigrati, verso le persone che soffrono nella carne. Ma delle vere sofferenze che portano all’inferno, quelle dell’anima, quelle dello spirito, non ce ne interessiamo per nulla! È già un miracolo se pratichiamo il culto noi; ma se figli, nipoti, amici, parenti hanno abbandonato e praticamente rinnegato Cristo, di quelle piaghe spirituali ce ne disinteressiamo quasi totalmente. Basta che la carne sia sazia e gli appetiti affettivi ben saziati. Parlando degli altri e molte volte anche di noi stessi.

Allora qui il Signore ribalta la logica mondana, ribalta la logica carnale. Ed è chiaro quello che il Signore cerca: non superuomini, uomini impeccabili, uomini rigoristi, uomini “coerenti” — che parola brutta, non la troverete mai nel Santo Vangelo! — ma peccatori penitenti. Peccatori che non hanno la presunzione di essere migliori degli altri, ma che, come dice Paolo nella seconda lettura, avendo i sentimenti di Cristo, stimano gli altri superiori a sé.

Allora vuoi sapere se hai i sentimenti di Cristo? Non ti scandalizzi di nessun peccato e ami qualsiasi peccatore. Ma se dentro di te senti l’ira del giudizio, del giustizialismo verso chi pecca ai tuoi occhi e secondo i tuoi criteri — e magari davanti a Dio è un santo, ma con i tuoi criteri mondani siamo pronti subito ad etichettare e condannare le persone come insalvabili — bene, carissimi, quello mostra che non hai lo Spirito di Cristo, che non gli appartieni, che non hai gli stessi sentimenti di Gesù. Gesù ha davanti Giuda impenitente e lo chiama: «Amico». Amico! Questo è il Cuore di Cristo. Questi sono gli agnelli: coloro che non hanno più nemici, perché amano i loro nemici.

Per Cristo il suo peggior nemico e traditore è ancora un amico da amare, da sedurre fino all’ultimo, senza mai stancarsi. Questo è il Buon Pastore che lascia i novantanove che credono di non avere bisogno di conversione per andare alla ricerca della pecora perduta.

Ed ecco perché Gesù dice: «I pubblicani e le prostitute vi precedono nel Regno di Dio». Non usa il futuro: «vi precederanno». No! Dice: «vi precedono». È presente. Perché chi ha il cuore ferito è pronto ad ascoltare, sa di avere bisogno di conversione ed è pronto a qualsiasi cosa pur di salvarsi. Come uno al quale diagnosticano un cancro terminale: vi assicuro che fa carte false, è pronto a vendere tutti i suoi averi, per sé o per i propri familiari, pur di salvarsi, pur di andare magari in America.

E noi invece, che ci sentiamo giusti, pensiamo di non avere alcun rischio di finire con tutte le scarpe all’inferno! Magari anche la domenica a Messa andiamo, se è a due passi o a qualche chilometro. Questo è essere carnali, carissimi: stimare le cose della carne superiori a quelle dello spirito. E invece l’uomo legalista, il perbenista, l’uomo che il mondo è pronto ad onorare e al quale è pronto a dare premi e riconoscimenti, ci appare come il modello.

Che il Signore ci svegli dal nostro torpore e dalla nostra mediocrità spirituale! Lo sappiamo: Gesù è chiaro nell’Apocalisse: «Magari foste freddi», come ladri e prostitute: io vi riscalderei! Ma siete tiepidi, mediocri, e vi vado a vomitare dalla mia bocca. Queste sono le anime che certamente finiranno all’inferno, perché non avendo riconosciuto l’Amore di Dio sui loro peccati non possono perdonare i peccati degli altri.

Perché l’amore è soprattutto atto di gratitudine. È solo chi molto è perdonato che molto amerà; ma chi crede di avere bisogno di poco perdono, poco o niente sarà in grado, capace e desideroso di perdonare l’altro.

E allora è per questo che Gesù mette quella clausola nel Padre nostro, che poi la Conferenza Episcopale Italiana, non soddisfatta, ha pure sottolineato con quell’«anche», come se non bastassero le parole di Gesù: «Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori»; la traduzione letterale: «come noi li rimettiamo». Non erano felici: «come anche noi»! Ecco, proprio per dire: tutti condannati all’inferno! Perché non è vero?

Chi non ama di cuore il proprio nemico, chi non perdona di cuore il proprio debitore, non si aspetti di avere aperto il cuore al perdono di Dio, perché solo i perdonati perdoneranno, solo coloro che hanno ottenuto Misericordia useranno misericordia. E allora l’amore all’avversario, al nemico, l’amore al malvagio, la capacità del perdono ci mostra e dimostra se il nostro cuore si è aperto al perdono di Dio. Ma chi non ha neanche consapevolezza dei propri peccati, come volete che si apra al perdono di Dio? Questi sono gli impenitenti finali, questi sono i reprobi, non i peccatori che alla fine hanno persino creduto a Giovanni il Battista.

E qui entra la fede, non le opere, come chiave per il Regno dei cieli. E non apriamo ora tutto il discorso che san Paolo fa tra la Legge che condanna e le opere della Legge che condannano, mentre le opere della fede, la fede salva. Ci sono opere sterili di vita eterna, anche se umanamente acclamate come giuste, e invece ci sono le opere della fede: il perdono, la misericordia, la non resistenza al male, il rispondere al male con il bene, l’amore ai propri nemici. Tutto quello che Gesù mostra nel Sermone della Montagna. Queste sono le opere della fede che non hanno niente a che fare con le opere della Legge, ma le compiono e le superano.

Ed è qui che comprendiamo fino in fondo san Paolo nella seconda lettura: «Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù». E quali sono questi sentimenti? Cristo, pur essendo nella condizione di Dio, svuotò se stesso, la kenosis, l’annichilimento, assumendo la condizione di servo, umiliando se stesso fino alla morte e alla morte di Croce. Non si mette sopra l’uomo peccatore: scende. Non lo condanna dall’alto: entra nella sua miseria per salvarlo. Non fugge davanti alle nostre piaghe: le prende sopra di Sé. Questa è la vera Tradizione cristiana! Non sentirsi superiori: abbassarsi. Non giudicare dall’alto: servire dal basso. Non costruire muri attorno ai puri: andare a cercare chi si è perduto.

Questa è la Chiesa! La Chiesa non è il club dei perfetti. È il popolo dei peccatori raggiunti dalla Misericordia. La Chiesa non possiede Cristo per impedirgli di incontrare gli altri, ma esiste precisamente per portare Cristo agli altri. Guardiamoci allora dal trasformare la Chiesa nella casa del figlio maggiore: tutto ordinato, tutto corretto, tutto apparentemente fedele, ma con la porta chiusa proprio quando ritorna il fratello perduto. Che tragedia sarebbe una Chiesa nella quale il peccatore finalmente decide di tornare e trova sulla porta non il Padre che corre ad abbracciarlo, ma il fratello maggiore che gli domanda dove sia stato!

La domanda decisiva, allora, non è: «Chi è più peccatore?». La domanda è: «Chi si lascia convertire?». Non: «Chi ha sempre detto sì?», ma: «Chi oggi sta facendo la volontà del Padre?». Perché forse il pubblicano sta tornando. Forse la prostituta sta piangendo. Forse l’ateo sta cercando. Forse chi abbiamo giudicato sta combattendo una battaglia interiore che soltanto Dio conosce. E forse noi, mentre discutiamo su chi sia degno di entrare, rischiamo di rimanere fuori come il figlio maggiore.

Che il Signore ci dia questa misura, che sono i sentimenti di Cristo Gesù; che in questa kenosis, in questo svuotamento, in questo annichilimento che ha fatto per amore, ha mostrato al mondo il Cuore del Padre e il cuore dei suoi figli. Che il Signore ci dia la Grazia che questo Cuore palpiti anche in noi.

Sia lodato Gesù Cristo
Don Salvatore Albano
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📌 RIFLESSIONI
«Tu getterai in fondo al mare tutti i nostri peccati». (Michea 7, 19).

Che consolazione sapere che Dio perdona davvero ogni peccato se siamo pentiti! Lo sappiamo già, almeno a livello intellettuale, ma sentirlo e risentirlo, rivisitare spesso questo tema ci fa veramente bene. Gesù vuole che abbiamo fiducia in Lui, noi che senza di Lui non possiamo fare nulla di bene, incapaci di vincere il peccato.

L’espressione che usa Gesù in questo brano evangelico è volutamente forte. Egli non parla genericamente dei peccatori, ma di una categoria particolare di peccatori: “LE PROSTITUTE” e i “PUBBLICANI”. Le prime erano disprezzate, i secondi, ebrei esattori delle tasse al servizio dei romani, odiati come traditori e rinnegati.

Il Vangelo e il Nuovo Testamento abbondano di espressioni sulla Misericordia di Dio, ed anche nell’Antico Testamento troviamo Parole bellissime e tenerissime sulla Misericordia.

«Come il cielo è alto sulla terra, così è grande la sua Misericordia su quanti Lo temono; come dista l’oriente dall’occidente, così allontana da noi le nostre colpe» (Salmo 102, 11-12).

«Egli tornerà ad aver pietà di noi, calpesterà le nostre colpe. Tu getterai in fondo al mare tutti i nostri peccati» (Michea 7, 19).

«Così, vi dico, ci sarà più gioia in Cielo per un peccatore convertito, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione» (Luca 15, 7).

«Parla al mondo della Mia Misericordia!». Particolarmente ai Santi dell’epoca contemporanea Gesù ha parlato della sua Misericordia. Più la Chiesa avanza nel tempo, più Gesù si china sulla debolezza umana, per renderci più facile amarlo, per non farci scoraggiare dalla nostra peccaminosità, per vincere tutto con l’amore!

«Scrivi… parla al mondo della Mia Misericordia, del Mio Amore. Le fiamme della Misericordia Mi bruciano, desidero riversarle sulle anime degli uomini. Oh, che dolore Mi procurano quando non vogliono accettarle! Fa quanto è in tuo potere per la diffusione del culto della Mia Misericordia, Io completerò quello che ti manca. Di’ all’umanità sofferente che si stringa al Mio Cuore misericordioso e Io li colmerò di pace. Figlia Mia, di’ che sono l’Amore e la Misericordia in persona» (Santa Faustina Kowalska, “Diario”, n. 1074).

Maria Maddalena. Forse il brano evangelico più bello, oltre alla parabola del figliuol prodigo, è la conversione di Maria Maddalena. Lei è una figura bella e originale. Pensando a lei riprendiamo fiducia. Gesù la tratterà come una sorella, come una “santa sposa”, dando inizio, con lei, a tutte le sante amicizie spirituali (cfr. Santa Camilla Battista da Varano, “I dolori mentali di Gesù Cristo”).

Il Sacerdote e la pubblica peccatrice. La veggente austriaca Maria Simma (1915-2004) ebbe, per 50 anni, la visita delle Anime del Purgatorio. Era Dio che gliele mandava per poterle aiutare. Molte persone andavano da lei per sapere dei loro cari defunti, e cosa bisognava fare per loro, per farle uscire al più presto dal Purgatorio. Molto forte il racconto sulla sorte di due persone, tra cui una pubblica peccatrice.

«Ricordo un signore che venne da me con due nominativi per sapere cosa ne era di loro. Quando gli chiesi di raccontarmi qualcosa di queste persone, si rifiutò dicendo che mi aveva fatto questi nomi per vedere se dicevo il vero. Gli dissi: “D’accordo, mi dia tempo” e aspettai che una o l’altra anima si presentasse. Dopo circa un mese l’uomo ritornò chiedendomi se avevo delle risposte da dargli. Le avevo.

Un’anima, quella di un uomo, era negli strati più profondi del Purgatorio da cui non poteva ancora emergere mentre l’altra, di una donna, era volata subito in Paradiso senza alcuna sosta in Purgatorio. Gli feci vedere le testuali parole che avevo annotato nel momento in cui le avevo ricevute ed egli ebbe uno shock. Mi disse che ero una mistificatrice. Gli chiesi come potesse dire una cosa del genere e insistetti perché mi raccontasse di queste due persone, un uomo ed una donna.

L’uomo era un sacerdote. Secondo il mio ospite il migliore, il più pio sacerdote della sua zona, sempre in anticipo per la Santa Messa e l’unico ad attardarsi in Chiesa dopo la funzione, una persona eccezionale a parer suo. La donna, invece, aveva condotto un’esistenza squallida: l’uomo si dilungò nel descrivere i suoi vari e numerosi peccati per convincermi e, a dire il vero, incominciavo quasi a credergli. Per cui decisi di chiedere alle anime ulteriori spiegazioni. Forse avevo scambiato le risposte, attribuendo quella di una all’altra persona.

Dopo qualche tempo ci giunse la seconda risposta assolutamente identica alla prima: l’uomo era nel più profondo del Purgatorio mentre la donna era andata subito in Paradiso! Venne anche la spiegazione: la donna, che era deceduta per prima, era morta sotto un treno per un banale incidente. Nel momento in cui si vide persa ebbe il tempo di dire al Signore: “È giusto che Tu mi prenda perché così non potrò più offenderTi”. Questo unico pensiero fece sì che tutto il suo passato di peccato le fosse condonato. Andò direttamente in Paradiso senza passare dal Purgatorio.

Il sacerdote, invece, era come lo aveva descritto l’amico, ma non tralasciava mai di criticare chi non andasse a Messa in anticipo come lui; si era opposto alla sepoltura di questa donna nella zona consacrata del cimitero per la cattiva reputazione che aveva tra i suoi parrocchiani. Per le sue critiche continue ed i suoi giudizi, come questo riguardante la donna, si trovava agli ultimi gradini del Purgatorio.

Non dobbiamo mai, mai, giudicare o arrivare a conclusioni in base a ciò che pensavamo di sapere. Il mio ospite riconobbe queste verità, chiese umilmente perdono e se ne andò soddisfatto per le notizie da portare a chi le aspettava con ansia a casa» (Maria Simma con Nicky Eltz, “Fateci uscire da qui!!!”, pp. 80-81).

«Spingo la mia vita fra le tue braccia». «Dammi Te Stesso, Dio mio, restituiscimi Te Stesso. Io Ti amo. Se così è poco, fammi amare più forte. Non posso misurare, per sapere quanto manca al mio amore perché basti a spingere la mia vita fra le tue braccia e di là non toglierla finché ripari al riparo del tuo Volto. So questo soltanto: che tranne Te, per me tutto è male, non solo fuori di me, ma anche in me stesso; e che ogni mia ricchezza, se non è il mio Dio, è povertà» (Sant’Agostino, “Confessioni”, 13, 8, 9).
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📌 IN ASCOLTO DEI PADRI

Dalla «Lettera ai Filippesi» di SAN POLICARPO, vescovo e martire (Capp. 1, 1 – 2, 3; Funk, 1, 267-269)

Foste salvati gratuitamente

Policarpo e i presbiteri, che sono con lui, alla chiesa di Dio che risiede come pellegrina in Filippi: la misericordia e la pace di Dio onnipotente e di Gesù Cristo nostro salvatore siano in abbondanza su di voi.
Prendo parte vivamente alla vostra gioia nel Signore nostro Gesù Cristo perché avete praticato la parola della carità più autentica. Infatti avete aiutato nel loro cammino i santi avvinti da catene, catene che sono veri monili e gioielli per coloro che furono scelti da Dio e dal Signore nostro. Gioisco perché la salda radice della vostra fede, che vi fu annunziata fin dal principio, sussiste fino al presente e porta frutti in Gesù Cristo nostro Signore. Egli per i nostri peccati accettò di giungere fino alla morte, ma «Dio lo ha risuscitato sciogliendolo dalle angosce della morte» (At 2, 24), e in lui, senza vederlo, credete con una gioia indicibile e gloriosa (cfr. 1 Pt 1, 😎, alla quale molti vorrebbero partecipare; e sapete bene che siete stati salvati per grazia, non per le vostre opere, ma per la volontà di Dio mediante Gesù Cristo (cfr. Ef 2, 8-9).
«Perciò dopo aver preparato la vostra mente all’azione» (1 Pt 1, 13), «servite Dio con timore» (Sal 2, 11) e nella verità, lasciando da parte le chiacchiere inutili e gli errori grossolani e «credendo in colui che ha risuscitato nostro Signore Gesù Cristo dai morti e gli ha dato gloria» (1 Pt 1, 21), facendolo sedere alla propria destra. A lui sono sottomesse tutte le cose nei cieli e sulla terra, a lui obbedisce ogni vivente. Egli verrà a giudicare i vivi e i morti e Dio chiederà conto del suo sangue a quanti rifiutano di credergli.
Colui che lo ha risuscitato dai morti, risusciterà anche noi, se compiremo la sua volontà, se cammineremo secondo i suoi comandi e ameremo ciò che egli amò, astenendoci da ogni specie di ingiustizia, inganno, avarizia, calunnia, falsa testimonianza, «non rendendo male per male, né ingiuria per ingiuria» (1 Pt 3, 9), colpo per colpo, maledizione per maledizione, memori dell’insegnamento del Signore che disse: Non giudicate per non esser giudicati; perdonate e vi sarà perdonato; siate misericordiosi per ricevere misericordia; con la misura con cui misurate, sarà misurato a voi (cfr. Mt 7, 1; Lc 6, 36-38) e: Beati i poveri e i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli (cfr. Mt 5, 3. 10).
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🙏🏻 PREGHIERA

Signore Gesù,
liberaci dalla presunzione di sentirci giusti
e dalla tentazione di giudicare chi è caduto.
Donaci il tuo sguardo,
capace di vedere non soltanto ciò che siamo stati,
ma ciò che la tua Grazia può ancora fare di noi.
Fa’ che la tua Chiesa non sia mai la casa dei perfetti, ma la casa del Padre,
dove ogni peccatore che ritorna
trovi una porta aperta, un abbraccio e una possibilità nuova.
Trasforma i nostri “no” in un “sì”,
donaci gli stessi sentimenti del tuo Cuore
e insegnaci a gioire ogni volta che un fratello ritorna a Te.
Amen.
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📌 SANTI E BEATI DEL GIORNO

Oggi veneriamo San Vincenzo de’ Paoli, sacerdote; San Caio, vescovo; San Fiorentino; Santa Iltrude, vergine; Santi martiri Adolfo e Giovanni, fratelli; San Bonfilio, vescovo; Sant’Elzeáro di Sabran; Beato Lorenzo da Ripafratta, sacerdote; Beato Giovanni Battista Laborier du Vivier, diacono e martire; Beati martiri Giuseppe Fenollosa Alcayna, sacerdote, e Fedele (Mariano) Climent Sanchés, religioso
Madonna dei Fiori Bordighera
Madonna dei Fiori Bordighera3 days ago
❤️‍🔥 NOVENA A SAN MICHELE ARCANGELO - SETTIMO GIORNO (dal 20 Settembre a 28 Settembre)

🎧 in audio su YouTube
https://youtu.be/n9_KNeSLJNU?is=RDdjvk7dJePevg0x

Fratelli e sorelle, iniziamo il nostro cammino di preghiera e di combattimento spirituale. Invociamo la protezione del principe delle milizie celesti per le nostre vite, per la Chiesa e per il mondo intero. Questo è il settimo giorno della nostra novena a San Michele Arcangelo.
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🙏🏻 INIZIO NOVENA

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre …
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📌 INNO ALLO SPIRITO SANTO

Vieni, Santo Spirito, manda a noi dal cielo un raggio della tua luce. Vieni, Padre dei poveri, vieni, datore dei doni, vieni, luce dei cuori, Consolatore perfetto, ospite dolce dell’anima, dolcissimo sollievo.

Nella fatica, riposo; nella calura, riparo; nel pianto, conforto. O luce beatissima, invadi nell’intimo il cuore dei tuoi fedeli. Senza la tua forza nulla è nell’uomo, nulla senza colpa.

Lava ciò che è sordido, bagna ciò che è arido, sana ciò che sanguina, piega ciò che è rigido, scalda ciò che è gerido, raddrizza ciò che è sviato.

Dona ai tuoi fedeli, che solo in te confidano, i tuoi santi doni, dona virtù e premio, dona morte santa, dona gioia eterna. Amen.
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📌 CREDO

Io credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra, e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto.

Discese agli inferi, il terzo giorno risuscitò da morte, salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente, di là verrà a giudicare i vivi e i morti.

Credo nello Spirito Santo, la Santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.
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🙏🏻 PETIZIONE

Presentiamo ora al Signore, per l’intercessione di San Michele, la grazia che desideriamo chiedere in questa novena.
(chiedere la grazia …) In particolare, o arcangelo San Michele, invoca per me questa grazia che tanto desidero, purché sia conforme alla santa volontà di Dio, porti frutti di amore, di carità, di pace, mi liberi dall’egoismo, mi renda collaboratore per la diffusione del regno di Dio nel mondo. Amen.
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Un Padre nostro , una Ave e un Gloria
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🙏🏻 PETIZIONE

Ed ora uniamo le nostre voci a quelle della Chiesa trionfante. Con le parole di un antico e potente inno eleviamo la nostra lode a Cristo, Re degli Angeli, e celebriamo la vittoria del suo fedele servitore, l’arcangelo Michele.
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📌 INNO

O Gesù, splendore e potenza del Padre, o Gesù, vita dei nostri cuori, noi ti lodiamo in unione con gli angeli, i quali, attenti agli ordini delle tue labbra, si velano con le loro ali.

Migliaia e migliaia di principi celesti circondano il tuo trono, combattono per te. Ma San Michele, inalberato il vessillo della salvezza, spiega vincitore lo stendardo della croce.

È lui che precipita nel fondo dell’inferno l’orgogliosa testa del dragone e fulmina, cacciandoli dal cielo, i ribelli e i loro capi.

Seguiamo questo principe invincibile contro il capo dell’orgoglio, affinché l’Agnello ricompensi la vittoria del popolo fedele con la corona della gloria eterna.

Al Padre, al Figlio che ci ha redenti e a te, o Spirito Santo, come era in principio, sia una stessa gloria ed una stessa lode per tutti i secoli dei secoli. Amen.
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🙏🏻 PETIZIONE per il SETTIMO GIORNO

Siamo giunti al settimo giorno e oggi la nostra preghiera si fa universale e personale allo stesso tempo, perché preghiamo per una categoria alla quale tutti apparteniamo: i peccatori. A San Michele, che ha combattuto e vinto l'autore del peccato, affidiamo tutti coloro che sono prigionieri delle tenebre, inclusi noi stessi. Preghiamo per una grande ondata di grazie e di misericordia, perché ogni cuore lontano possa ritrovare la via di casa.

SAN MICHELE ARCANGELO, principe delle milizie celesti, scelto da Dio per sconfiggere il nemico di Dio e del genere umano, chiamato a cooperare al suo disegno di salvezza, per la sua unica potenza infinita, libera i peccatori dalle bestemmie, dai vizi, dalle cattive abitudini, dall'indifferenza verso Dio e verso il prossimo, dall'idolatria del denaro, del sesso, dei divertimenti, dei piaceri, dell'istinto di dominio, della prepotenza, della violenza, dall'odio, dalla vendetta, dall'invidia. Invoca per tutti il ritorno alla casa del Padre, una buona e santa confessione, la luce della fede, la frequenza ai sacramenti, specie all'Eucaristia Domenicale, la fiducia e la speranza nell'amore infinito di Dio, la carità generosa verso i poveri, le persone sole, gli anziani, gli ammalati.

Un Padre nostro, un’ Ave e un Gloria

San Michele arcangelo, difendici dal maligno.
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📌 ATTO DI AFFIDAMENTO all’arcangelo Michele.

Principe Nobilissimo
delle gerarchie angeliche
valoroso guerriero dell'Altissimo,
amante zelante della gloria del Signore,
terrore degli angeli ribelli,
amore e delizia di tutti gli angeli giusti,
Arcangelo San Michele,
desiderando io di essere
nel numero dei tuoi devoti,
a te oggi mi offro e mi consacro.

Pongo me stesso, il mio lavoro,
la mia famiglia, gli amici
e quanto mi appartiene
sotto la tua vigile protezione.

E' piccola la mia offerta
essendo un misero peccatore,
ma tu gradisci l'affetto del mio cuore.

Confido che tu assisterai
per tutta la vita me, che da quest'oggi
sono sotto la tua protezione.

Procurami il perdono
dei miei molti e gravi peccati,
la grazia di amare di cuore il mio Dio,
il mio caro salvatore Gesù,
la mia dolce madre Maria,
e tutti gli uomini, miei fratelli,
amati dal Padre e redenti dal Figlio.

Ottienimi gli aiuti necessari
per arrivare alla corona della gloria.

Difendimi sempre dai nemici dell'anima mia
specialmente nell'ultimo istante della mia vita.

Vieni in quell'ora, o glorioso Arcangelo,
assistimi nella lotta e respingi lontano da me,
negli abissi dell'inferno,
quell'angelo prevaricatore e superbo
che hai prostrato nel combattimento in cielo.

Presentami, in quell'ora, al trono di Dio
per cantare con te, Arcangelo San Michele,
e con tutti gli angeli: lode, onore e gloria
a Colui che regna nei secoli eterni. Amen.
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📌 SAN MICHELE

🎧 in audio su YouTube
https://youtu.be/36Fy07reEv8?is=9KhGA4fPHkAQw_cX

San Michele Arcangelo, difendici nella lotta:
sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del demonio.

Supplichevoli preghiamo che Dio lo domini e Tu, Principe della Milizia Celeste, con il potere che ti viene da Dio, incatena nell’inferno satana e gli spiriti maligni,
che si aggirano per il mondo per far perdere le anime. Amen.
Madonna dei Fiori Bordighera
Madonna dei Fiori Bordighera3 days ago
🟢 SABATO della XXV SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO - 26 SETTEMBRE 2026

🎧 in audio su YouTube
https://youtu.be/vLJM6DF4FF0?is=007j5zN6dZyw21my

📌 VANGELO DEL GIORNO
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 9,43b-45

In quel giorno, mentre tutti erano ammirati di tutte le cose che faceva, Gesù disse ai suoi discepoli: «Mettetevi bene in mente queste parole: il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini».
Essi però non capivano queste parole: restavano per loro così misteriose che non ne coglievano il senso, e avevano timore di interrogarlo su questo argomento.

LE PAROLE DEI PAPI

Avevano paura della croce. Lo stesso Pietro, dopo quella confessione solenne nella regione di Cesarea di Filippo, quando Gesù un’altra volta dice questo, rimprovera il Signore, gli dice: “No, mai, Signore! Questo no!” Aveva paura della croce. (…) Ma solo Gesù non poteva essere ingannato, Lui sapeva. E quella sera del giovedì ha sudato sangue. Quasi ha detto le stesse parole di Pietro. Quasi. «Padre toglimi questo calice»; ma ha aggiunto, «sia fatta la tua volontà». Questa è la differenza. (…) Dobbiamo chiedere la grazia di non fuggire dalla croce quando verrà. Con paura, è vero... quello ci fa paura. (…) Vicinissima a Gesù in croce è sua madre, la sua mamma. Noi la preghiamo e sarà bene chiederle che ci faccia la grazia non di togliere la paura – quella viene perché il demonio a noi ci inganna ... la paura della croce – ma la grazia di non spaventarci e fuggire dalla croce. Lei era lì e sa come si deve stare vicino alla croce. (Francesco - Omelia Santa Marta, 28 settembre 2013)
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📌 L’ANNUNCIO DELL’AMORE CROCIFISSO È SEMINATO NEL CUORE INCREDULO DI OGNI GENERAZIONE

I discepoli ignoravano le parole di Gesù. Come loro, anche noi siamo incapaci di comprendere l'amore di Dio che si lascia uccidere dai malvagi, perché abbiamo ascoltato e accolto la parola di menzogna del serpente, che ha chiuso la nostra mente e il nostro cuore nel sepolcro dell'ignoranza, sigillato dalla durissima pietra dell'incredulità. Per questo Gesù, nel momento in cui stava per essere consegnato, ha voluto seminare il primo passo del suo amore proprio nei cuori di coloro che aveva scelto perché lo annunciassero a tutti gli uomini. E' un po' come fa un prestigiatore quando ti fa scegliere una carta prima di nasconderla nel mazzo; devi essere sicuro che quella che poi riuscirà a riconoscere era proprio quella che tu avevi visto e scelto. Sulla soglia del suo compimento, Gesù ha conficcato nelle orecchie dei discepoli la primizia della sua passione d'amore proprio mentre erano chiusi ad essa, perché vedendolo poi risuscitato, quel seme si dischiudesse dalla loro carne, come una fonte interiore che zampilla per la vita eterna. Gesù ha piantato la sua Parola perché facesse spazio allo Spirito che avrebbe donato dopo essere risuscitato. Il greco originale "mellein" tradotto con "sta per", indica proprio un futuro già presente e iniziato. Per amore dunque, pur conoscendo la loro ignoranza e la loro chiusura, Gesù ha voluto piantare nel cuore dei discepoli l'embrione della sua opera di salvezza. Senza quella semina della Parola nel buio di una terra ostile e, apparentemente, pure fuori stagione, il seme dell'amore non sarebbe cresciuto sino ad uscire con Cristo dal sepolcro per incontrare la luce della risurrezione, il compimento dello Spirito santo che lo avrebbe fatto fruttificare. Anche oggi il Signore si dona a noi piantandosi nella nostra vita, anche se non capiamo e non vogliamo capire, nella paura di vederla stravolta. Coraggio allora, non temiamo di annunciare il Vangelo dell'amore infinito di Dio a chi ci è accanto, anche se ci appaiono impermeabili a tutto; non cediamo alla tentazione demoniaca che, con la scusa del rispetto e della tolleranza, vorrebbe farci tacere per squagliare la Verità celeste del Vangelo nella cultura che è sempre frutto dell’uomo vecchio schiavo del peccato. Questo non è rispetto, ma disprezzo per l'altro! Annunciamo senza temere, anche e soprattutto ai figli che sembrano dei muri invalicabili. Piantiamo nel loro cuore la Parola, una, due, mille volte, perché ogni istante è il momento nel quale Cristo "sta per consegnarsi a lui" attraverso di te, di voi genitori, e poi della comunità cristiana. Lasciamo che Cristo si consegni in noi, prendiamo su di noi la paura dell'altro, è identica alla nostra, che Cristo ha vinto con la forza dell'amore piantato nella morte per farci risorgere con Lui nella vita nuova e libera dalla schiavitù del peccato. Perché ogni parola predicata e conficcata in chi ci è accanto prepara l'avvento dello Spirito Santo vivificante, primizia del Cielo preparato per ogni uomo.
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📌 RIFLESSIONI
Amore e odio alla Croce.

«I discepoli però non capivano queste Parole: restavano per loro così misteriose che non ne coglievano il senso, e avevano timore di interrogarlo su questo argomento». Quali erano queste Parole di cui non capivano il senso e neanche il significato letterale, dal momento che erano “misteriose”? Queste:

«Il Figlio dell’Uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini».

“Duri” a comprendere. Perché gli Apostoli erano così “duri” di mente da non capire? Non per difetti mentali, ma perché era strano e inconcepibile per loro che un Dio potesse soffrire! E non meravigliamoci di ciò, perché anche noi, nelle loro condizioni, avremmo fatto la stessa cosa.

È un problema anche per noi la sofferenza. Nessuno la vuole! Pochissimi l’accettano, sia per sé sia per i propri cari.

Oggi è accettato comunemente, dai teologi cattolici e non, che il Verbo si sarebbe Incarnato ugualmente anche se l’uomo non avesse peccato, ma sarebbe venuto con un Corpo immortale, che non poteva soffrire (questo era il “piano A”). Dal momento che l’uomo ha peccato (e questo è il “piano B”), il Verbo ha assunto un Corpo mortale e passibile, per poter soffrire al posto nostro e “pagare” il “prezzo” per la nostra Salvezza.

«Ma, vista la caduta del genere umano…». «Ma, vista la caduta del genere umano, decisi espressamente che il Verbo venisse nel mondo in forma passibile e mortale per redimere il suo popolo, di cui era Capo. Ciò avvenne affinché si manifestasse e si conoscesse ancor meglio il mio Amore infinito verso gli uomini e si desse così debita soddisfazione alla mia Equità e alla mia Giustizia, cosicché, essendo un uomo ed essendo il primo ad esistere colui che peccò, fosse altresì un Uomo, e fosse il primo nella dignità, il Redentore» (Venerabile Suor Maria d’Agreda, “Mistica Città di Dio”, 1, 6, 73).

Che abbiamo perduto! «Avrebbe così vissuto e conversato con gli uomini e i Misteri sarebbero stati a tutti manifesti. Molte volte avrebbe rivelato la sua Gloria, come fece una sola volta quando visse come mortale.

Ma quello che mostrò ed operò dinanzi a tre apostoli nello stato mortale, lo avrebbe manifestato, nello stato di immortalità, dinanzi a tutti, e tutti i viatori avrebbero visto il mio Unigenito con grande Gloria e con la sua conversazione si sarebbero consolati, né avrebbero posto impedimento ai suoi divini effetti, perché sarebbero stati senza peccato. Tuttavia la colpa impedì e distrusse tutto questo e per essa fu opportuno che venisse in forma passibile e mortale» (Venerabile Suor Maria d’Agreda, “Mistica Città di Dio”, 1, 6, 74).

Riconciliamoci con la sofferenza. Cosa ci chiede Gesù? Di non aver paura della sofferenza. Di riconciliarci con essa. Non è una nostra nemica. La sofferenza è, nello stesso tempo, conseguenza del peccato e rimedio al peccato. I Santi la consideravano un Dono. Alcuni la chiedevano, poiché ne comprendevano il valore salvifico per sé e per gli altri, nonché strumento efficace di santificazione.

Padre Pio, a volte, rattristato, mormorava: «Tutti vengono qua per farsi togliere la Croce, nessuno per imparare a portarla». E aggiungeva: «Se gli uomini conoscessero la proficuità spirituale del dolore vorrebbero essere messi tutti in Croce».

Quando i bambini sanno soffrire meglio degli adulti. Il piccolo grande Santo Manuel Foderà, morto a causa di un cancro all’età di 8 anni, chiedeva a Gesù: «Gesù, dammi più sofferenza per salvare più peccatori!». I bambini santi ci umiliano. Umiliano noi adulti. Sono più generosi di noi. Loro intuiscono più di tante persone con tanta esperienza.

Anche riguardo all’Eucaristia essi non hanno bisogno di tante dimostrazioni e di ragionamenti e spiegazioni. “Sanno” e “sentono” Gesù. Ecco perché il Santo Pontefice Pio X voleva che i bambini facessero la Prima Comunione appena raggiungevano l’età della ragione.

«Nel giorno del Giudizio i buoni si rallegreranno al vedere la Croce». «La Croce fa distinguere i reprobi dai predestinati. Come nel giorno del Giudizio i buoni si rallegreranno al vedere la Croce, così fin d’ora si può vedere se uno dev’essere salvo o perduto. Se al presentarsi della Croce l’anima l’abbraccia, se la porta con rassegnazione, con pazienza e bacia e ringrazia quella mano che l’invia: eccoti il segno che è salvo.

Se, al contrario, al presentarsi della Croce s’irritano, la disprezzano e giungono fino ad offendermi, puoi dire un segno che è anima che s’incammina per la via dell’Inferno; tale faranno i reprobi nel giorno del Giudizio, che al veder della Croce si affliggeranno e bestemmieranno. Tutto dice la Croce; la Croce è un libro che senza inganno ed a chiare note ti dice e fa distinguere il santo dal peccatore, il perfetto dall’imperfetto, il fervoroso dal tiepido.

La Croce comunica tale una luce all’anima, che fin d’ora non solo fa distinguere il buono dal reo, ma si può conoscere ancora chi dev’essere più o meno glorioso nel Cielo, chi deve occupare un posto più superiore e un posto minore. Tutte le altre virtù stanno umili e riverenti innanzi alla virtù della Croce, ed innestandosi con essa ne ricevono maggior lustro e splendore» (L. Piccarreta, “Libro di Cielo”, vol. 1°, cap. 69).

«Cristo fu crocifisso per la sua debolezza, ma vive per la Potenza di Dio. E anche noi che siamo deboli in Lui, saremo vivi con Lui per la Potenza di Dio!» (2ª Corinzi 13, 4).