🟢 MARTEDI' della XXII SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO - 1 SETTEMBRE 2026
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📌 VANGELO DEL GIORNO
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 4,31-37
In quel tempo, Gesù scese a Cafàrnao, città della Galilea, e in giorno di sabato insegnava alla gente. Erano stupiti del suo insegnamento perché la sua parola aveva autorità.
Nella sinagoga c’era un uomo che era posseduto da un demonio impuro; cominciò a gridare forte: «Basta! Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!».
Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E il demonio lo gettò a terra in mezzo alla gente e uscì da lui, senza fargli alcun male.
Tutti furono presi da timore e si dicevano l’un l’altro: «Che parola è mai questa, che comanda con autorità e potenza agli spiriti impuri ed essi se ne vanno?». E la sua fama si diffondeva in ogni luogo della regione circostante.
LE PAROLE DEI PAPI
Gesù non solo scaccia i demoni dalle persone, liberandole dalla peggiore schiavitù, ma impedisce ai demoni stessi di rivelare la sua identità. Ed insiste su questo "segreto" perché è in gioco la riuscita della sua stessa missione, da cui dipende la nostra salvezza. Sa infatti che per liberare l’umanità dal dominio del peccato, Egli dovrà essere sacrificato sulla croce come vero Agnello pasquale. Il diavolo, da parte sua, cerca di distoglierlo per dirottarlo invece verso la logica umana di un Messia potente e pieno di successo. La croce di Cristo sarà la rovina del demonio, ed è per questo che Gesù non smette di insegnare ai suoi discepoli che per entrare nella sua gloria deve patire molto, essere rifiutato, condannato e crocifisso (cfr Lc 24,26), essendo la sofferenza parte integrante della sua missione. Gesù soffre e muore in croce per amore. In questo modo, a ben vedere, ha dato senso alla nostra sofferenza, un senso che molti uomini e donne di ogni epoca hanno capito e fatto proprio, sperimentando serenità profonda anche nell’amarezza di dure prove fisiche e morali. (Benedetto XVI - Angelus del 1° febbraio 2009)
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📌 SOLO LA PAROLA DELLA CROCE CHE CI ANNUNCIA LA CHIESA CI SALVA "SENZA FARCI ALCUN MALE"
Satana "sa chi è" Gesù e ce lo presenta come il "santo di Dio”; ma è solo propaganda, per indurci a credere e obbedire ai pensieri che vuole insinuarci per rubarci la pace della comunione con il Signore. E spesso cadiamo nel tranello di una verità avvelenata dalla menzogna, perché il Gesù di satana è un Messia secondo il pensiero del mondo, un taumaturgo che deve risolvere i problemi e cambiare la storia. E siccome Gesù non compie la nostra volontà quando scaturisce dalla superbia, che ci condurrebbe alla rovina, ma la volontà d'amore del Padre che ci vuole salvi a tutti i costi, cominciamo a mormorare: “se Gesù è il Figlio di Dio non può permettere questa sofferenza, la deve eliminare e cambiare la storia e le persone”. Ci ribelliamo e non vogliamo "avere niente a che fare" con il Messia crocifisso perché il demonio ci ha convinto che Gesù, piantando la sua Croce nella nostra vita, “venga a rovinarci”. Per questo "gridiamo forte" prestando la voce al demonio che "possiede" il nostro cuore, e diciamo “basta!" alla volontà di Dio. Ma proprio questo grido di ribellione è il segno che Gesù è "disceso" alla nostra vita e ci sta salvando; attraverso la sua parola che ascoltiamo nella Chiesa, sta “intimando” al demonio con "autorità" e "potenza" di “tacere e di uscire da noi”. Gesù ci sta esorcizzando oggi attraverso la parola della Croce sulla quale ci attira e dove “si dirige” al demonio: è lui infatti il padre che ci ha generati all'impurità, sarebbe inutile parlare con noi. Proprio come accade in ogni esorcismo. E il demonio tace, perché ad ogni suo inganno, la Croce di Gesù oppone la verità dell'amore infinito di Dio. Coraggio allora, lasciamoci abbracciare da Cristo crocifisso, perché, al contrario di ciò che pensa il mondo, solo sulla Croce potremo sperimentare che il suo amore ci salva “senza farci alcun male”. La Croce, infatti, "getta a terra" il nostro uomo "impuro" per far nascere in noi l'uomo "puro" che entra nella storia benedicendo Dio, come un segno del suo amore "in mezzo a tutti".
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📌 RIFLESSIONI
«La sua Parola aveva Autorità!».
La Parola di Gesù aveva una grande Autorità, cioè Potenza e penetrazione nei cuori. Una Parola creativa. Perché Lui è Dio. Perché Lui stesso è “la” PAROLA: «In Principio era la Parola [Verbum], e la Parola era presso Dio, e la Parola era Dio!» (Giovanni 1, 1).
Con la Parola Dio crea. “Dio disse”: «Sia la Luce!». E la Luce fu… “Dio disse”: «Sia il firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque»… E “Dio disse”: «Facciamo l’uomo a nostra Immagine, a nostra Somiglianza» (Genesi 1, 3.6.26).
La Parola è la stessa “Volontà Divina” che si esprime. “Dio disse”, “Gesù disse”, significa «Io voglio!»: “Ed ecco venire un lebbroso, si prostrò davanti a Lui dicendo: «Signore, se vuoi, Tu puoi sanarmi». E Gesù stese la mano e lo toccò dicendo: «Lo voglio, sii sanato». E subito la sua lebbra scomparve” (Matteo 8, 2-3).
Con la sola sua Parola onnipotente Gesù scaccia i demòni. Nel Vangelo odierno, Egli, davanti a un posseduto presente nella sinagoga, non solo parla, ma “comanda”, “ordina”, parla con un tono forte, e il demònio non resiste di fronte alla Parola di Gesù. Deve cedere il posto. Quel poveretto non può essere più proprietà di Satana, ma possesso di Dio.
“Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!»… Tutti furono presi da timore e si dicevano l’un l’altro: «Che Parola è mai questa, che comanda con Autorità e Potenza agli spiriti impuri ed essi se ne vanno?»”.
Qui la Parola zittisce la falsa parola: «Taci!». E Satana tacque e se ne andò.
La “Spada” della Parola.
La Parola, il Verbo di Dio, si incarna. Assume forma umana. Si inserisce nella storia degli uomini come Uomo. Viene a “sterminare” il regno di Satana, in obbedienza al Padre. La Parola si fa “spada” di sterminio:
«La tua Parola Onnipotente dal Cielo, dal tuo Trono regale, guerriero implacabile, si lanciò in mezzo a quella terra di sterminio, portando, come spada affilata, il tuo ordine inesorabile» (Sapienza 18, 15).
«Egli aveva nella sua mano destra sette stelle e dalla sua bocca usciva una spada a due tagli, acuta» (Apocalisse 1, 16).
«Dalla bocca Gli esce una spada affilata per colpire con essa le genti» (Apocalisse 19, 15).
«La Parola di Dio è viva, energica, più tagliente di ogni spada a doppio taglio, penetrante fin nella divisione tra anima e spirito, giunture e midolla, giudicatrice dei sentimenti e dei pensieri del cuore» (Ebrei 4, 12).
«Prendete anche l’elmo della Salvezza e la Spada dello Spirito, cioè la Parola di Dio» (Efesini 6, 17).
La Potenza della Parola arriva ovunque. “Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che Tu entri sotto il mio tetto, ma di’ soltanto una Parola e il mio servo sarà guarito»” (Matteo 8, 😎.
La Parola è eterna e non cambia. «Il cielo e la terra passeranno, ma le mie Parole non passeranno» (Matteo 24, 35).
«Con un palpito del mio Volere ho suscitato mondi e mondi dal nulla». «Con un palpito del mio Volere ho suscitato mondi e mondi dal nulla e li ho proiettati, pulviscolo luminoso, nell’immensità del firmamento. La Terra, di cui siete tanto orgogliosi e tanto feroci, non è che uno dei pulviscoli rotanti nell’infinito, e non il più grande. Certo però è il più corrotto.
Vite e vite pullulano nei milioni di mondi che sono la gioia del vostro sguardo nelle notti serene, e la Perfezione di Dio vi apparirà quando potrete vedere, con la vista intellettuale dello spirito ricongiunto a Dio, le meraviglie di quei mondi…» (Maria Valtorta, “Quaderni”, 22 agosto 1943).
«E Dio disse…». «Nel Creato, gli elementi che erano confusi nel caos, ubbidirono ordinandosi. (…) “Dio creò il cielo e la terra e la terra era informe e vuota, e le tenebre coprivano la faccia dell’abisso, e lo Spirito di Dio si librava sulle acque e Dio disse: “sia fatta la Luce”. Aria, acqua, fuoco e luce erano dunque fatti, ma non erano separati e ordinati. Dio comandò loro di separarsi e di ordinarsi, secondo la legge che Egli dava loro, ed essi ubbidirono e ubbidiscono da migliaia di anni, facendo il giorno e la notte, i mari e le terre, e lavorando, il fuoco, nelle vene del globo, a preparare i minerali dei quali l’uomo necessita.
Ubbidienza nel Creato: Dio dopo aver fatto il cielo, ossia gli strati dell’atmosfera, li sparse d’astri comandando loro di seguire una certa via immutabile, e gli astri ubbidirono. Dio dopo aver fatto la Terra, ossia dopo aver reso compatta e ordinata la materia, prima sparsa e confusa di polvere e di acque, creò le piante e gli animali della Terra e delle acque, e comandò loro di fruttificare e moltiplicare, ed animali e piante, ubbidirono.
Poi venne l’uomo, la creatura-“re” del creato, e Dio diede all’uomo comando di ubbidienza. E l’ubbidienza dell’uomo avrebbe mantenuto la Terra allo stato di un Paradiso terrestre, nel quale la morte, fame, guerre, sventure, malattie, fatiche, sarebbero state ignorate; un giocondo soggiorno di pace e amore nell’amicizia di Dio sarebbe stata la vita dell’uomo sino al suo passaggio alla Dimora Celeste» (Maria Valtorta, “Libro di Azaria”, capitolo 377, 5 gennaio 1947).
«Tutte le mie Opere dal nulla hanno principio». «Figlia mia, tutte le cose dal nulla hanno principio, questa stessa macchina dell’universo che tu rimiri con tanto ordine, se prima di crearla fosse stata ripiena d’altre cose, non avrei potuto mettere la mia mano creatrice per farla con tanta maestría e renderla tanto splendida ed ornata, al più avrei potuto disfare tutto ciò che ci poteva essere, e poi rifarla come a Me piaceva; ma siamo sempre lì, che tutte le mie Opere dal nulla hanno principio, e quando c’è mescolanza di altre cose, non è decoro della mia Maestà scendere ed operare nell’anima, ma quando l’anima si riduce al nulla, e vi sale a Me, e prende il suo essere nel mio, allora Io vi opero da quel Dio che sono, e l’anima vi trova il vero riposo. Eccoti che tutte le virtù, dall’umiltà e dall’annientamento di sé stesso hanno principio» (Luisa Piccarreta, “Libro di Cielo”, 29 maggio 1900, volume 3°).