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Orari invernali

MESSE FERIALI

MARTEDÌ, MERCOLEDÌ, GIOVEDÌ E VENERDÌ

Santo Rosario 17:30

Messa 18:00

OGNI MARTEDÌ al Sacro Volto

Adorazione Eucaristica 18:45

 

I PRIMI VENERDÌ E SABATI DI OGNI MESE AI SACRI CUORI DI GESÙ E MARIA

VENERDÌ Messa 18:00 e Adorazione 18:45

SABATI Messa 9:00 e Adorazione 9:40

 

MESSE FESTIVE

SABATO 18:00 e 21:00

DOMENICA 10:30

Le MESSE FERIALI potrebbero subire variazione d’orario in base alla necessità degli offerenti; come ad esempio in caso di funerali, trigesimi o anniversari. Si consiglia, perciò, di controllare sempre i nostri mezzi di comunicazione.

La MESSA FESTIVA delle 21.00 una volta al Mese non viene celebrata in base alle esigenze pastorali. Si consiglia, perciò, di controllare sempre i nostri mezzi di comunicazione.

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Madonna dei Fiori Bordighera
Madonna dei Fiori Bordighera8 hours ago
🙏🏻 NEL FILM LA PASSIONE DI CRISTO:

“Mel Gibson avvertì Jim che il personaggio sarebbe stato molto difficile e che se avesse accettato, avrebbe potuto essere emarginato a Hollywood. Caviezel ha chiesto un giorno per pensarci e la sua risposta è stata: "Penso che dobbiamo farlo, anche se è difficile". E qualcos'altro, le mie iniziali sono J.C. e ho 33 anni. "Non me ne ero reso conto fino ad ora."
Mel ha risposto con un sincero: "Mi stai spaventando".
Durante le riprese, Jim Caviezel (che interpreta Gesù) ha perso 45 chili, è stato colpito da un fulmine, è stato colpito accidentalmente due volte, lasciandolo con una cicatrice di 14 pollici, si è lussato una spalla e ha sofferto di polmonite e ipotermia per essere rimasto quasi nudo su una croce. diverse ore all'aperto. .

Il suo corpo era così stressato ed esausto per aver interpretato il ruolo che ha dovuto sottoporsi a due interventi a cuore aperto dopo la produzione. La sola scena della crocifissione ha richiesto 5 settimane di 2 mesi di riprese.

"Non voglio che la gente mi veda. Voglio solo che vedano Gesù. Attraverso questo avverranno delle conversioni. Quasi come una pubblicità, sono accadute tante cose strane. Pedro Sarubbi, che interpretava Barabba, sentiva che non era Caviezel che lo guardava, ma Gesù Cristo stesso, quando interpretava quel ruolo, "I suoi occhi non avevano odio né risentimento verso di me, solo misericordia e amore".

Luca Lionello, l'artista che interpretava Giuda, era un ateo dichiarato prima dell'inizio delle riprese. Col tempo si convertì, si confessò e battezzò i suoi figli. Anche uno dei principali tecnici, che era musulmano, si convertì al cristianesimo.

Alcuni produttori hanno detto di aver visto persone vestite di bianco dare consigli, ma una volta finite le riprese non sono più tornate.

Jim Caviezel proclama con orgoglio la sua fede in Cristo in mezzo al male di Hollywood. Persone come lui, che si faranno avanti per fare quello che potrebbe non sembrare "divertente", ma che trasmette la Parola di Dio e la storia della sua salvezza per l'umanità.
DIO È AMORE 🙌🏻
Madonna dei Fiori Bordighera
Madonna dei Fiori Bordighera19 hours ago
🟣 VENERDI' della I SETTIMANA DI QUARESIMA - VANGELO DEL 23
FEBBRAIO 2024

📌 + Vangelo secondo Matteo
Mt 5, 20-26

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
Avete inteso che fu detto agli antichi: "Non ucciderai"; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: "Stupido", dovrà essere sottoposto al sinèdrio; e chi gli dice: "Pazzo", sarà destinato al fuoco della Geènna.
Se dunque tu presenti la tua offerta all'altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all'altare, va' prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.
Mettiti presto d'accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l'avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all'ultimo spicciolo!».

PAROLE DEL SANTO PADRE
Gesù propone a chi lo segue la perfezione dell’amore: un amore la cui unica misura è di non avere misura, di andare oltre ogni calcolo. L’amore al prossimo è un atteggiamento talmente fondamentale che Gesù arriva ad affermare che il nostro rapporto con Dio non può essere sincero se non vogliamo fare pace con il prossimo. E dice così: «Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello» (vv. 23-24). Perciò siamo chiamati a riconciliarci con i nostri fratelli prima di manifestare la nostra devozione al Signore nella preghiera. Da tutto questo si capisce che Gesù non dà importanza semplicemente all’osservanza disciplinare e alla condotta esteriore. Egli va alla radice della Legge, puntando soprattutto sull’intenzione e quindi sul cuore dell’uomo, da dove prendono origine le nostre azioni buone o malvagie. Per ottenere comportamenti buoni e onesti non bastano le norme giuridiche, ma occorrono delle motivazioni profonde, espressione di una sapienza nascosta, la Sapienza di Dio, che può essere accolta grazie allo Spirito Santo. E noi, attraverso la fede in Cristo, possiamo aprirci all’azione dello Spirito, che ci rende capaci di vivere l’amore divino. (Angelus, 16 febbraio 2014)
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📌 RIFLESSIONI

*《 AVETE INTESO CHE FU DETTO ... MA IO VI DICO ... 》*

Due figure maestose si stagliano davanti al nostro sguardo: MOSÈ e GESÙ. Il primo è solamente un uomo, ma un grande uomo scelto da Dio, il più grande profeta e operatore di prodigi dell' Antico Testamento, che ha ricevuto tanti doni e carismi per liberare il suo popolo dalla schiavitù egiziana e per dare una struttura solida al popolo che per la prima volta si ritrova a popolo e nazione, dopo essersi moltiplicati in Egitto, raggiungendo il numero di trecentomila, essendo partiti come una tribù di appena settanta persona: tutti i figli e i nipoti di Giacobbe - Israele.

MOSÈ,《 L' UOMO DI FIDUCIA 》NELLA CASA DEL SIGNORE

La Santità di Mosé e la sua immensa statura spirituale è espressa nella Bibbia molte volte è con espressioni diverse. Ma ce ne sono due veramente mirabili:

《 Ora il Signore parlava con Mosè faccia a faccia, come un uomo parla col proprio amico 》. (Esodo 33, 11)

《 Mosè è l' uomo di fiducia in tutta la mia Casa. Bocca a bocca parlo con lui, in visione e non con enigmi ed egli guarda l' Immagine del Signore 》. (Numeri 12, 7-8)

Mosè viene sempre rappresentato con la Tavole della Legge nella mani, i Dieci Comandamenti ricevuti direttamente da Dio, su Tavole di pietra《 scritte dal dito di Dio 》 (Esodo 31, 18).

GESÙ: IL NUOVO E VERO LEGISLATORE

Se Mosè è una figura gigantesca, Gesù si trova in una dimensione completamente differente, a una distanza che non ha misura, cioè infinita: Gesù è Dio Onnipotente, Onnisciente, Creatore, insieme al Padre, del Cielo e della terra, "di tutte le cose visibili e invisibili".

Se a Mosè Dio ha consegnato le Tavole della Legge e gli ha affidato anche l' interpretazione e l' applicazione, Gesù non è venuto a ribaltare la Legge che Lui stesso, in quanto Dio, aveva dato a Mosè, al popolo, e all' umanità intera, ma a COMPLETARLA, a FARLA INTERIORIZZARE, a portarla alla PERFEZIONE !

《 NON PENSATE CHE IO SIA VENUTO AD ABOLIRE LA LEGGE 》

《 Non pensate che Io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare Compimento. In Verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure un iota o un segno dalla Legge, senza che tutto sia compiuto 》. (Matteo 5, 17-18)

《 Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel Regno dei Cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà agli uomini, sarà considerato grande nel Regno dei Cieli 》. (Matteo 5, 19)

OLTRE LA LETTERA, OLTRE L' ESTERIORITÀ

La frase chiave di questo Vangelo è:《 Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel Regno dei Cieli 》. Gesù sta parlando ai suoi discepoli. Da loro esige di più. Saranno i portatori di un messaggio nuovo, rivoluzionario, mai sentito prima. E in che modo devono essere "più giusti" degli scribi e dei farisei ?

Gli scribi e i farisei si accontentano di un' osservanza esteriore della Legge di Mosè. Gesù invece vuole che chi Lo segue, chi è suo, la osservi nella mente, nel cuore, nei desideri. Profeticamente l' aveva preannunciato Geremia: 《 Metterò la mia Legge nella loro mente e la scriverò sul loro cuore, e Io sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo 》(Geremia 31, 33).

CONCRETAMENTE

Non basta "non uccidere", ma bisogna non adirarsi col proprio fratello; lo "uccido" anche dicendogli: "stupido", "pazzo", poiché《 Se una frusta ti colpisce, ti lascia il segno sulla pelle, ma se ti colpisce la lingua, ti spezza le ossa. La spada uccide tante persone, ma ne uccide più la lingua che la spada. Fortunato chi è al riparo dei suoi colpi e chi non ha provato il suo furore 》 (Siracide 28, 17-19).

Per liberarsi da ogni tentazione di rancore verso il fratello e dal rischio di un atteggiamento ipocrita nei suoi confronti: non avvicinarti al culto divino se prima non ti sei riconciliato col tuo fratello; non andare in giudizio con il tuo avversario, ma mettiti d' accordo con lui per evitare di essere giudicato.

EVITARE L' IPOCRISIA

Purifichiamo l' interno, così non peccheremo ! Ed eviteremo il grave peccato dell' IPOCRISIA. Ci vuole "igiene mentale", non quella realizzata col metodo degli psichiatri, ma semplicemente col Vangelo, poiché il Vangelo è Luce che illumina gIi anfratti più oscuri del nostro io:《 Lampada per i miei passi è la tua Parola, Luce sul mio cammino 》 (Salmo 118, 105).

ESTERNAMENTE: AMORE. INTERNAMENTE: VELENO

L’ipocrisia degli uomini religiosi cattolici e no è quando esternamente si fa vedere che si ama, si loda il Signore, mentre internamente si ha il veleno pronto per ucciderlo; esternamente si fa vedere che si vuole la Gloria, l’ Onore di Dio, internamente si cerca l’ onore e la stima propria. Tutte le opere fatte con ipocrisia, anche le più sante, sono opere tutte avvelenate, che non possono che amareggiare il Cuore di Gesù. Questo perché un’opera per essere moralmente buona e gradita a Dio deve avere i tre elementi che la compongono tutti buoni e a Lui orientati: l’intenzione, la materia, il fine. Anche lo stesso amore legittimo e buono verso la propria prole se non è orientata per la Gloria di Dio e la salvezza eterna dei propri cari è vanità, falso amore che non può che condurre all’inferno. Gli amori terreni, persino quelli buoni e legittimi, se non gustano di Cielo, si occupano di terra, sanno di terra e finiranno sotto terra!!!

LE AZIONI IN SÉ STESSE BUONE, FATTE NON PER ME SOLO, SONO COME ORO INFANGATO

Tutto ciò che si fa per il solo fine di piacere a Dio, risplende innanzi a Lui d’ una maniera tale da attirare i suoi sguardi divini, e gli danno talmente piacere che a quelle azioni, fossero anche un muovere di ciglia, Dio ne da il valore come se fossero fatte da Lui stesso. Invece quelle altre azioni in sé stesse buone ed anche grandi, fatte non per Lui solo, sono come quell’ oro infangato e pieno di ruggine, che non risplende, e che Dio non si degna neppure di guardarle.

PUREZZA INTERIORE

Gesù, con questo Insegnamento, ci sta dicendo che dobbiamo avere la purezza interiore. Non dobbiamo "apparire", "ma essere". Non dobbiamo cercare la stima degli uomini che vedono solo l' esterno di noi, ma il compiacimento di Dio che guarda l' interno. Gesù ci sta dicendo che DOBBIAMO ESSERE PURI !

《 Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pulite l' esterno del bicchiere e del piatto mentre all' interno sono pieni di rapina e d' intemperanza. Fariseo cieco, pulisci prima l' interno del bicchiere, perché anche l' esterno diventi netto ! 》. (Matteo 23, 25-26)
Madonna dei Fiori Bordighera
Madonna dei Fiori Bordighera20 hours ago
🟣 SANTI E BEATI DEL GIORNO - 23.02.2024

Oggi veneriamo San Policarpo, vescovo e martire; San Siréno o Sinéro, martire; Santa Mildburga, vergine e badessa; San Villigiso, vescovo; san Giovanni; Beata Raffaella Ybarra da Villalonga; Beato Nicola Tabouillot, sacerdote e martire; Beata Giuseppina (Giuditta Adelaide) Vannini, vergine; Beato Ludovico Mzyk, sacerdote; Beato Vincenzo Frelichowski, sacerdote

🙏🏻 BEATA GIUSEPPINA VANNINI

Roma, 7 luglio 1859 - 23 febbraio 1911 - Fondatrice delle Figlie di San Camillo.

Fiduciosa dell'aiuto divino, in appena 19 anni di lavoro, Giuseppina Vannini riuscì a diffondere il provvidenziale Istituto delle Figlie di San Camillo in Italia, in Francia, in Belgio e nel Sudamerica. Oggi le Figlie di S. Camillo operano in quattro continenti: Europa, Asia, Africa, America. Sentendo avvicinarsi il momento della sua dipartita, ripeteva alle figlie: “Fatevi coraggio! Anzitutto è Dio che manda avanti le cose e non io. E poi dal paradiso potrò fare voi di più di quello che non faccio stando in questo mondo. Quando io non sarò più, credete pure che si farà meglio di quanto non si faccia adesso”. Ricca di meriti e circondata di grande fama di santità, la Madre entrò nella vita eterna il 23 febbraio 1911. Il 16 ottobre 1994 Giovanni Paolo II la proclamò "beata".

PREGHIERA. Dio, Padre di misericordia, che per mezzo della Beata Madre Giuseppina Vannini, Fondatrice delle Figlie di San Camillo, continui ad operare prodigi d'amore verso gli infermi e i sofferenti, accresci in noi lo spirito di carità e concedici la grazia..., che per sua intercessione ardentemente ti domandiamo, affinché la tua bontà misericordiosa sia sempre più conosciuta, amata e glorificata. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Pater, ave e gloria.
Madonna dei Fiori Bordighera
Madonna dei Fiori Bordighera2 days ago
🟠 FESTA della CATTEDRA DI SAN PIETRO, APOSTOLO - VANGELO DEL 22
FEBBRAIO 2024

📌 + Vangelo secondo Matteo
Mt 16,13-23

In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell'uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti».
Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».
E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli». Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo.
Da allora Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno.
Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va' dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!».

PAROLE DEL SANTO PADRE
«La gente chi dice che sia il Figlio dell’uomo?» (v. 13). È una domanda che possiamo farci anche noi: cosa dice la gente di Gesù? In genere cose belle: molti lo vedono come un grande maestro, come una persona speciale: buona, giusta, coerente, coraggiosa… Ma questo basta per capire chi è, e soprattutto basta a Gesù? Sembra di no. Se Egli fosse solo un personaggio del passato – come lo erano per la gente del tempo le figure citate nello stesso Vangelo, Giovanni Battista, Mosè, Elia e i grandi profeti – sarebbe solo un bel ricordo di un tempo che fu. E questo a Gesù non va. Perciò, subito dopo, il Signore pone ai discepoli la domanda decisiva: «Ma voi – voi! –, chi dite che io sia?» (v. 15). Chi sono io per voi, adesso? Gesù non vuole essere un protagonista della storia, ma vuole essere protagonista del tuo oggi, del mio oggi; non un profeta lontano: Gesù vuole essere il Dio vicino! […]
Cari fratelli e sorelle, sulla strada della vita non siamo soli, perché Cristo è con noi, Cristo ci aiuta a camminare, come ha fatto con Pietro e con gli altri discepoli. Proprio Pietro, nel Vangelo di oggi, lo comprende e per grazia riconosce in Gesù «il Cristo, il Figlio del Dio vivente» (v. 16): “Tu sei il Cristo, Tu sei il Figlio del Dio vivente”, dice Pietro; non è un personaggio del passato, ma il Cristo, cioè il Messia, l’atteso; non un eroe defunto, ma il Figlio di Dio vivente, fatto uomo e venuto a condividere le gioie e le fatiche del nostro cammino. (Angelus, 27 agosto 2023)
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📌 IN ASCOLTO DEI PADRI

🌹 Dai «Discorsi» di SAN LEONE MAGNO, papa (Disc. 4 sul suo anniv. di elez.,2-3)

La Chiesa di Cristo s’innalza sulla salda fede di Pietro

Tra tutti gli uomini, solo Pietro viene scelto per essere il primo a chiamare tutte le genti alla salvezza e per essere il capo di tutti gli apostoli e di tutti i Padri della Chiesa. Nel popolo di Dio sono molti i sacerdoti e i pastori, ma la vera guida di tutti è Pietro, sotto la scorta suprema di Cristo. Carissimi, Dio si è degnato di rendere quest’uomo partecipe del suo potere in misura grande e mirabile. E se ha voluto che anche gli altri prìncipi della Chiesa avessero qualche cosa in comune con lui, è sempre per mezzo di lui che trasmette quanto agli altri non ha negato.

A tutti gli apostoli il Signore domanda che cosa gli uomini pensino di lui e tutti danno la stessa risposta, fino a che essa continua a essere l’espressione ambigua della comune ignoranza umana. Ma quando gli apostoli sono interpellati sulla loro opinione personale, allora il primo a professare la fede nel Signore è colui che è primo anche nella dignità apostolica.

Egli dice: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente»; e Gesù gli risponde: «Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l’hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli» (Mt 16,16-17). Ciò significa: tu sei beato perché il Padre mio ti ha ammaestrato, e non ti sei lasciato ingannare da opinioni umane, ma sei stato istruito da un’ispirazione celeste. La mia identità non te l’ha rivelata la carne e il sangue, ma colui del quale io sono il Figlio unigenito. Gesù continua: «E io ti dico»: cioè come il Padre mio ti ha rivelato la mia divinità, così io ti manifesto la tua dignità. «Tu sei Pietro». Ciò significa che se io sono la pietra inviolabile, «la pietra angolare che ha fatto dei due un popolo solo» (Ef 2,20.14), il fondamento che nessuno può sostituire, anche tu sei pietra, perché la mia forza ti rende saldo. Così la mia prerogativa personale è comunicata anche a te per partecipazione. «E su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa» (Mt 16,18), Cioè, su questa solida base voglio costruire il mio tempio eterno. La mia Chiesa, destinata a innalzarsi fino al cielo, dovrà poggiare sulla solidità di questa fede.

Le porte degli inferi non possono impedire questa professione di fede, che sfugge anche ai legami della morte. Essa infatti è parola di vita, che solleva al cielo chi la proferisce e sprofonda nell’inferno chi la nega. È per questo che a san Pietro vien detto: «A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli» (Mt 16,19). Certo, il diritto di esercitare questo potere è stato trasmesso anche agli altri apostoli, questo decreto costitutivo è passato a tutti i prìncipi della Chiesa. Ma non senza ragione è stato consegnato a uno solo ciò che doveva essere comunicato a tutti. Questo potere infatti è affidato personalmente a Pietro, perché la dignità di Pietro supera quella di tutti i capi della Chiesa.

🌹 Dai «Discorsi sull’inizio degli Atti degli Apostoli» di SAN GIOVANNI CRISOSTOMO, vescovo (1 Disc. 2,6)

Poiché aveva mostrato con la confessione una fede sincera, ha ricevuto questo nome

«Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri» (Gv 13,35). Ecco, non dai miracoli, ma dalla vita si riconoscono i discepoli. «Simone di Giovanni, mi ami tu più di costoro? Pasci le mie pecorelle» (Gv 21,15.16). Ecco un altro segno, e anche questo preso dalla vita. E il terzo: «Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto che i vostri nomi sono scritti nei cieli» (Lc 10,20). Anche questo si basa sul retto modo di vivere.

Vuoi ancora conoscere una quarta dimostrazione? «Risplenda, dice, la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli» (Mt 5,16). Anche qui dunque occorrono le opere. E quando ancora dice: «Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna» (Mt 19,29), loda il costume e la vita perfetta.

Vedi che i discepoli erano riconosciuti dal fatto che si amavano a vicenda; e colui che amava Cristo più degli altri apostoli si riconosceva dal fatto che era pastore dei fratelli. Vedi che sono stati destinati a godere non perché avessero scacciato i demòni, ma perché i loro nomi erano scritti nei cieli; e quelli che sono stati scelti a glorificare Dio, lo furono per lo splendore delle loro opere; coloro poi che sono stati premiati pervenendo alla vita e ricevendo il centuplo, furono premiati perché avevano disprezzato tutte le cose presenti. Potrai imitare tutti questi se vivrai una vita pura e perfetta; e così potrai essere nel numero dei discepoli e degli amici di Dio, e ottenere la vita eterna con tutti i suoi beni, anche senza compiere miracoli.

Lo stesso Pietro non aveva ricevuto questo nome per i miracoli, ma per lo zelo e l’amore sincero. Non perché abbia risuscitato i morti o fatto camminare lo storpio vien chiamato così, ma perché con una sincera confessione aveva mostrato la sua fede: «Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa» (Mt 16,18). Perché? Non per i miracoli, ma perché professò: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente» (Mt 16,16).

È una prerogativa onorevole per la nostra città, che abbia ricevuto dall’inizio come dottore il principe degli apostoli. Era giusto che la città che è stata ornata per prima col nome dei «Cristiani» davanti a tutto il mondo, ricevesse ber pastore il primo degli apostoli. Però, pur avendolo accolto come dottore, non lo abbiamo trattenuto con noi per sempre, ma lo abbiamo ceduto alla regale città di Roma. Infatti, anche se non abbiamo il corpo di Pietro, conserviamo con Pietro la sua fede: ritenendo la fede di Pietro, abbiamo lo stesso Pietro. Così anche quando vediamo il suo successore, ci pare di vedere lo stesso Pietro. Come quando Cristo chiamava Giovanni col nome di Elia: non perché Elia fosse Giovanni, ma perché era venuto nello spirito e la potenza di Elia. Come dunque Giovanni, essendo venuto nello spirito e nella potenza di Elia, viene chiamato Elia, così anche colui che viene nella confessione e nella fede di Pietro riceverà il suo stesso nome. Infatti la conformità di vita genera anche la comunanza del nome.

🌹 Pietro la conferisce agli altri apostoli Dai «Discorsi» di SANT’ODDONE DI CLUNY, abate (2 Disc. 1)

La fermezza che Cristo dona a Pietro,

Il beatissimo Pietro, principe del collegio apostolico, divenuto primo testimone del Signore, è stato costituito quale pietra della Chiesa e clavigero del regno. Questo nome gli è dato per il suo atto di fede, mentre il titolo gli è imposto in grazia del potere che meritò dal Signore quando gli disse: «E io ti dico…». Cioè, come il Padre ti ha manifestato la mia divinità, così io ti rendo nota la tua eccellenza, perché «tu sei Pietro» (Mt 16,18): pur essendo io la pietra inviolabile, angolare, che faccio di due una cosa sola, il fondamento al di fuori del quale nessuno può porne un altro, tuttavia anche tu sei pietra, poiché vieni rinsaldato dalla mia potenza, affinché quel che è proprio alla mia potestà, ti sia comune con me per partecipazione. «Su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa» (Mt 16,18).

Sopra questa roccia costruirò un tempio eterno e da quella salda fede s’innalzerà verso il cielo la sublimità della mia Chiesa.

La proclamazione di questa testimonianza non potrà essere racchiusa dalle porte dell’inferno e le catene della morte non potranno legarla: questa voce è voce di vita e, come innalza i suoi testimoni al cielo, così immerge i rinnegatori nell’inferno.

Perciò è detto al beatissimo Pietro: «A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli» (Mt 16,19).

O inestimabile e immensa bontà! Che l’uomo posto sulla terra domini il cielo! Ecco ora, a un cenno di Pietro, si aprono le porte del regno divino. Egli infatti ha ricevuto da Cristo le chiavi del regno dei cieli affinché, sciogliendo i credenti dalle catene dei peccati, apra loro il cielo. Come è vicino e quanto profondo questo rimedio! Il mondo trova il regno di Dio accanto a sé, se si rivolge a Pietro. Cristo, per fare le sue veci, ha posto nel mondo Pietro come clavigero del regno celeste, affinché nessuno trovi difficile la salita al cielo.

Il diritto di esercitare questo potere è passato anche agli altri apostoli e l’istituzione di questo decreto a tutti i capi della Chiesa; e tuttavia, non senza motivo si affida a una sola persona ciò che vien ordinato a tutti. A Pietro infatti è affidato singolarmente perché l’esempio di Pietro sia posto davanti a tutti gli altri pastori della Chiesa.

Il Signore, nell’imminenza della passione, sapendo che il coraggio dei discepoli sarebbe stato scosso, disse a Pietro: «Simone, ecco Satana vi ha cercato per vagliarvi come il grano: ma io ho pregato per te, che non venga meno la tua fede; e tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli» (Lc 22,31-32).

Tutti gli apostoli avevano in comune il pericolo di essere tentati di paura e ugualmente avevano bisogno dell’aiuto della protezione divina; tuttavia il Signore ha una cura speciale per Pietro e prega proprio per la sua fede, come se rimanesse più sicura la condizione degli altri se non fosse vinto l’animo del principe degli apostoli.

In Pietro dunque viene fortificato il coraggio di tutti ed è conferito l’aiuto della divina grazia, affinché la fermezza che Cristo dona a Pietro, attraverso Pietro venga comunicata agli apostoli.
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📌 RIFLESSIONI

*《 ... E LE POTENZE DEGLI INFERI NON PREVARRANNO SU DI ESSA 》*

Abbiamo cominciato la Santa Quaresima chiedendo al Signore《 di iniziare con questo digiuno un cammino di vera conversione, per affrontare vittoriosamente con le armi della penitenza il combattimento contro lo spirito del male 》(Preghiera "Colletta" del Mercoledì delle Ceneri). Ebbene, nel Vangelo di oggi Gesù promette a Pietro e alla futura Chiesa《 ... E le potenze degli inferi non prevarranno su di Essa 》.

ABBIAMO GIÀ VINTO

Con Gesù e in Gesù, nella Chiesa, se siamo in piena comunione con questo Corpo Mistico di Cristo, abbiamo già vinto ! Possiamo perdere qualche battaglia, ma l' esito finale è nostro ! ci appartiene ! Ci sono mille motivi per intraprendere questa "guerra" (in prima linea la Gloria di Dio, la nostra Salvezza e la Salvezza dei fratelli), ma è anche una forte motivazione se riflettiamo a ciò che rischiamo se cediamo al demònio: l' infelicità e la disperazione eterna. C'è di più. Possiamo combattere con tanta fortezza se abbiamo la certezza che l' AMORE DI GESÙ CI CUSTODISCE:

《 NESSUNO PUÒ STRAPPARMI UN' ANIMA 》

《 Apri il Vangelo e leggi le mie Promesse. Alle mie pecorelle ho promesso: “Io dò loro la Vita Eterna e non andranno mai perdute e nessuno le rapirà dalla mia mano” (Giovanni 10, 28). Hai capito, Consolata ? Nessuno può strapparmi un' anima. Ma leggi ancora: “Il Padre mio che Me le ha date è più Grande di tutti e nessuno può rapirle dalla mano del Padre mio” (Giovanni 10, 29) 》.

(Gesù alla Venerabile Suor Consolata Betrone, dal "Diario")

IL "CORPO MISTICO"

Questa Promessa fatta da Gesù alla sua Chiesa è di fondamentale importanza per la sussistenza stessa della Chiesa. Il demònio, per quanto più forte degli uomini, per la sua natura angelica, e capace di sfruttare tutte le debolezze dei membri della Chiesa, non può avere un potere su di Essa, perché la Chiesa è il "Corpo Mistico di Cristo".

La Chiesa non è formata dall' insieme dei fedeli. Il Cristo, da solo, non è la Chiesa. La Chiesa è formata da un Capo: Gesù, e da un Corpo: tutti i battezzati. Il demònio non può prevalere su Cristo.

LA CRISI DELLA CHIESA

Oggi la Chiesa sembra essere in una crisi profonda. Ma sarebbe meglio precisare che sono i membri della Chiesa, non la Chiesa realtà totale divino umana, ad attraversare una delle più brutte delle prove della sua Storia.

Non è il frutto di studi di sociologia religiosa, né di luoghi comuni, né di interpretazioni soggettive. La Chiesa è messa sempre alla prova, in ogni epoca. Ma vi sono momenti in cui la prova è veramente grande, troppo grande. Dice il "Catechismo della Chiesa Cattolica":

《 PRIMA DELLA VENUTA DI CRISTO, LA CHIESA DEVE PASSARE ATTRAVERSO UNA PROVA FINALE 》

《 Prima della Venuta di Cristo, la Chiesa deve passare attraverso una prova finale che scuoterà la fede di molti credenti. La persecuzione che accompagna il suo pellegrinaggio sulla terra svelerà il ‘Mistero di iniquità’ sotto la forma di una impostura religiosa che offre agli uomini una soluzione apparente ai loro problemi, al prezzo dell’apostasia dalla verità. La massima impostura religiosa è quella dell’ Anti-Cristo, cioè di un pseudo-messianesimo in cui l’ uomo glorifica se stesso al posto di Dio e del suo Messia venuto nella Carne 》.

("Catechismo della Chiesa Cattolica", 675)

《 VI SARANNO SCANDALI, VI SARANNO LOTTE NELLA STESSA CHIESA 》

《 Molti dei miei figli Sacerdoti si spoglieranno nello spirito, internamente, e nel corpo, esternamente, cioè gettando i segni esterni sacerdotali. Le eresie aumenteranno. Gli errori entreranno nel cuore dei figli della Chiesa. Vi saranno confusioni spirituali, vi saranno confusioni dottrinali, vi saranno scandali, vi saranno lotte nella stessa Chiesa, interne ed esterne. Pregate e fate penitenza. Amatevi e perdonatevi. Questa è l' azione vera, lucente, piena di Carità. È la più bella penitenza. La più efficace penitenza è l' Amore 》.

(La Vergine della Rivelazione al veggente Bruno Cornacchiola)

CONTESTAZIONI, VIOLENZE, MODE, IMPURITÀ, INDIFFERENZA

《 La Vergine mi dice ancora che ci saranno contestazioni, violenze, che le mode prenderanno lo spirito dell' umanità, che l' impurità aumenterà nelle sue varie forme, che l' indifferenza nelle cose sante prenderà piede e avanzerà nella Chiesa di mio Figlio 》.

(Bruno Cornacchiola)

《 MOLTE STELLE SARANNO TRAVOLTE ... 》

*Dice Gesù:*《 Quando il tempo verrà, molte stelle saranno travolte dalle spire di Lucifero che per vincere ha bisogno di diminuire le luci delle anime. Ciò potrà avvenire perché non solo i laici, ma anche gli ecclesiastici hanno perso e perdono sempre più quella fermezza di fede, di carità, di forza, di purezza di distacco dalle seduzioni del mondo, necessarie per rimanere nell’ orbita della Luce di Dio. Comprendi chi sono le stelle di cui parlo ? Sono quelli che Io ho definito sale della terra e luce del mondo: i miei ministri 》.

(Maria Valtorta, "Quaderni", 23 luglio 1943)

《 LE ANIME STANNO SEMPRE PIÙ SPROFONDANDO NELLE TENEBRE 》

*Dice Gesù:*《 Studio dell’ acuta malizia di Satana è di spegnere, travolgendoli, questi luminari che sono luci riflettenti la mia Luce alle turbe. Se con tanta luce che ancora la Chiesa sacerdotale emana, le anime stanno sempre più sprofondando nelle tenebre, è intuitivo quale tenebra schiaccerà le turbe quando molte stelle si spegneranno nel mio Cielo.

Satana lo sa e semina i suoi semi per preparare la debolezza del sacerdozio, onde poterlo travolgere facilmente in peccati, non tanto di senso quanto di pensiero. Nel caos mentale sarà per lui facile provocare il caos spirituale. Nel caos spirituale i deboli, davanti alle fiumane delle persecuzioni, commetteranno peccato di viltà, rinnegando la fede 》.

(Maria Valtorta, "Quaderni", 23 luglio 1943)

《 NON MORRÀ LA CHIESA PERCHÉ IO SARÒ CON ESSA 》

《 Non morrà la Chiesa perché Io sarò con essa. Ma conoscerà ore di tenebre e orrore simili a quelle della mia Passione, moltiplicate nel tempo perché così deve essere. Deve essere che la Chiesa soffra quanto sofferse il suo Creatore, avanti di morire per risuscitare in forma eterna. Deve essere che la Chiesa soffra molto più a lungo perché la Chiesa non è, nei suoi membri, perfetta come il suo Creatore, e se Io soffersi delle ore essa deve soffrire delle settimane e settimane di ore 》.

(Maria Valtorta, "Quaderni", 23 luglio 1943)

*PREGHIERA DI CONSACRAZIONE PERSONALE A SAN MICHELE*

*(Custode fedelissimo della Chiesa)*

《 O grande Principe del Cielo, Custode fedelissimo della Chiesa, San Michele Arcangelo, io (…) benché indegno di comparire davanti a voi, fiducioso nondimeno nella vostra speciale bontà, toccato dall’ eccellenza delle vostre ammirabili preghiere e dalla moltitudine dei vostri benefici, a voi mi presento, accompagnato dal mio Angelo Custode ed in presenza di tutti gli Angeli del Cielo che prendo a testimonianza della mia devozione verso di voi.

Io vi scelgo oggi per mio protettore e mio avvocato particolare, e mi propongo fermamente di onorarvi sempre e di farvi onorare con tutto il mio potere. Degnatevi, o buonissimo Arcangelo, di ammettermi nel numero dei vostri devoti servitori. Assistetemi durante tutta la mia vita, di modo che io non offenda mai gli occhi purissimi di Dio, né in opere, né in parole, né in pensieri.

Difendetemi durante la vita contro tutte le tentazioni del demònio, specialmente per la fede e la purezza e, nell’ ora della mia morte, date la pace all' anima mia ed introducetela nell’ Eterna Patria. Amen 》.
Madonna dei Fiori Bordighera
Madonna dei Fiori Bordighera2 days ago
🟠 SANTI E BEATI DEL GIORNO - 22.02.2024

Oggi veneriamo Cattedra di san Pietro Apostolo; San Pápia, vescovo; San Pascasio, vescovo; San Massimiano, vescovo; Anniversario della morte di san Pier Damiani; Beata Isabella, vergine; Santa Margherita; Beato Diego Carvalho, sacerdote; Beata Maria di Gesù (Emilia) d’Oultremont

🙏🏻 CATTEDRA DI SAN PIETRO

Festa della Cattedra di san Pietro Apostolo, al quale disse il Signore: «Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa». Nel giorno in cui i Romani erano soliti fare memoria dei loro defunti, si venera la sede della nascita al cielo di quell’Apostolo, che trae gloria dalla sua vittoria sul colle Vaticano ed è chiamata a presiedere alla comunione universale della carità.

🙏🏻 SANTA MARGHERITA DA CORTONA

Laviano, Perugia, 1247 – Cortona, Arezzo, 22 febbraio 1297

Nata a Laviano (Perugia) nel 1247, diciottenne va a convivere con un giovane nobile di Montepulciano, che non la sposa neppure quando nasce un figlio, e che muore assassinato nove anni dopo. (La tradizione racconta di un cagnolino che la guida a ritrovarlo cadavere, in un bosco). Allontanata dai parenti dell'uomo e dalla propria famiglia trova accoglienza a Cortona. Lavora come infermiera per le partorienti, educa il figlio, che si farà poi francescano, e si dedica agli ammalati poveri. Prende con sé alcune volontarie che si chiameranno «Poverelle», promuove l'assistenza gratuita a domicilio, si fa aiutare da famiglie importanti e nel 1278 fonda l'ospedale della Misericordia. Vive un periodo da contemplativa e una domenica ricompare a Laviano, per raccontare in chiesa, durante la Messa, le sue vicende giovanili, e per chiedere perdono. A Cortona spesso la gente va da lei, nella cella presso la Rocca dove si è stabilita nel 1288: chiede il suo intervento nelle contese cittadine e nelle lotte con altre città. Nel 1289 Margherita è tra coloro che danno vita alla Confraternita delle Laudi. Morirà a Cortona nel 1297.

PREGHIERA. O gloriosissima Margherita, vera gemma che Dio ritolse con tanto amore dalle mani del Ladrone infernale, che vi possedeva, per dare a tutti i peccatori, nella mirabile vostra conversione, santa vita e morte preziosissima, un efficace impulso a lasciar la colpa, praticando il bene e schivando il male ed ogni sua prossima occasione; deh! ottenete a noi vostri devoti, dall'alto seggio di gloria, ove si levarono le vostre lacrime, e penitenze, la grazia della vera conversione del cuore, del vivo dolore di nostre colpe; e dopo una vita santa, spesa, a somiglianza vostra, nell'amore di Gesù, per noi Crocefisso, impetrateci una buona morte, e nel grembo dell'eterna beatitudine la corona di gloria. Così sia.

Un Pater, Ave, e Gloria.
Madonna dei Fiori Bordighera
Madonna dei Fiori Bordighera3 days ago
🛐 IMPEGNI QUARESIMALI DELLA SETTIMANA

- MARTEDÌ
17.30 S Rosario
18.00 Ss. Messa
18.40 Adorazione Euc. in onore al Santo Volto

- MERCOLEDÌ
17.30 S Rosario
18.00 Ss. Messa
18.40 Adorazione Euc. in onore alla Santa Croce

- VENERDÌ
17.00 S Rosario
17.30 Via Crucis
18.00 Ss. Messa
Madonna dei Fiori Bordighera
Madonna dei Fiori Bordighera3 days ago
🟣 MERCOLEDI' della I SETTIMANA DI QUARESIMA - VANGELO DEL 21
FEBBRAIO 2024

📌 + Vangelo secondo Luca
Lc 11,29-32

In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire:
«Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell'uomo lo sarà per questa generazione.
Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone.
Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona».

PAROLE DEL SANTO PADRE
Questi dottori della legge non capivano i segni del tempo e chiedevano un segno straordinario (Gesù gliel’ha dato dopo). Perché non capivano? Prima di tutto, perché erano chiusi. Erano chiusi nel loro sistema, avevano sistemato la legge benissimo, un capolavoro. […] Era tutto sistemato. […] Loro non capivano che Dio è il Dio delle sorprese, che Dio è sempre nuovo […] E loro non capivano e si chiudevano in quel sistema fatto con tanta buona volontà e chiedevano a Gesù: ‘Ma, fai un segno!’. E non capivano i tanti segni che faceva Gesù e che indicavano che il tempo era maturo. Chiusura! Secondo, avevano dimenticato che loro erano un popolo in cammino. In cammino! E quando ci si incammina, quando uno è in cammino, sempre trova cose nuove, cose che non conosceva. […] E questo deve farci pensare: io sono attaccato alle mie cose, alle mie idee, chiuso? O sono aperto al Dio delle sorprese? Sono una persona ferma o una persona che cammina? Io credo in Gesù Cristo – in Gesù, quello che ha fatto: è morto, risorto e finita la storia – credo che il cammino vada avanti verso la maturità, verso la manifestazione di gloria del Signore? Io sono capace di capire i segni dei tempi ed essere fedele alla voce del Signore che si manifesta in essi? Possiamo farci oggi queste domande e chiedere al Signore un cuore che ami la legge, perché la legge è di Dio; che ami anche le sorprese di Dio e che sappia che questa legge santa non è fine a se stessa (Omelia da Santa Marta, 13 ottobre 2014).
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📌 RIFLESSIONI

*《 IL SEGNO DI GIONA 》*

Siamo appena all' inizio della Quaresima, nella 1ª settimana, e la Chiesa già ci proietta nel Mistero Pasquale di Passione, Morte e Risurrezione di Gesù, offrendoci il Vangelo del "SEGNO DI GIONA". È opportuno quindi, per chi veramente vuol conoscere Dio, per chi vuole conoscere Gesù e capire il suo linguaggio, i paralleli biblici che Lui fa, i simboli che legge e interpreta come profezie che riguardano Lui, *LEGGERE IL LIBRO DI GIONA* !

Ricordiamo il principio fondamentale dato da San Girolamo di Strodone, il più grande studioso della Bibbia mai esistito:《 L' IGNORANZA DELLE SCRITTURE È IGNORANZA DI CRISTO ! 》.

CHI ERA GIONA

Però una breve sintesi su Giona è opportuno farla. Egli fu scelto da Dio come profeta per una sola ed unica missione: salvare gli abitanti di Ninive dalla distruzione totale della città e degli abitanti, che ammontavano a CENTOMILA persone ! La distruzione era inevitabile a causa dei loro molti peccati e gravi trasgressioni. L' unica soluzione era che Dio mandasse un profeta ad avvertirli. E questo Dio lo fa in ogni tempo: NON FA MAI MANCARE PROFETI alla Chiesa e al mondo. Ma, come sempre, essi non sono creduti e sono anche perseguitati.

UN PROFETA "ULTRAORTODOSSO"

Gli ultraortodossi ebrei sono dei fondamentalisti ebrei che sono convinti che solo Gli ebrei si salvano ed hanno la vita eterna. Giona la pensava così, per cui si rifiuta di andare a Ninive e "FUGGE DAL SIGNORE" per andare in tutt' altra direzione che a Ninive. Si imbarca. Una tempesta incredibile sta per far affondare la nave. L' equipaggio getta la sorte per capire di chi è la colpa, e chi risulta colpevole è proprio Giona. Egli confessa che sta scappando dal Signore.

Ma qui egli comincia a maturare e ad essere più generoso e a sacrificarsi per gli altri, pronto ad offrire anche la propria vita: consiglia ai marinai di gettarlo a mare, così tutto si calmerà. E così succede.

Giona fu inghiottito da un balenottero e rimase miracolosamente vivo tre giorni nel ventre del cetaceo. Ma DOPO TRE GIORNI il cetaceo lo vomitò e lo depositò sulla terra ferma, sulla spiaggia del mare.

GIONA SIMBOLO DEL REDENTORE

Allora Giona capisce la lezione e va a Ninive. Dopo tre giorni di predicazione, il re di Ninive credette a Giona, si convertí, fece penitenza, e fece fare penitenza a tutto il popolo con una legge scritta emanata da lui: caso più unico che raro. CONCLUSIONE: Dio risparmiò la città e gli abitanti.

Tutto ciò è profezia su Gesù che, grazie al suo consegnarsi alla morte, salva non una città, ma tutto il mondo, tutti coloro che accetteranno la Redenzione. Adesso si comprende meglio il SEGNO DI GIONA !

IL SIGNIFICATO

Così spiega Gesù:《 Come infatti Giona rimase tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, così il Figlio dell' Uomo resterà tre giorni e tre notti nel cuore della terra 》 (Matteo 12, 40).

La gente chiede da Gesù "UN SEGNO", come se non ne avesse visti ancora. Ma se non si sono convertiti, nessun altro segno servirà a questo se non il il SEGNO DI GIONA, il SEGNO forte DELL' AMORE DI DIO che si offre di morire per tutti:《 Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona 》.

IL "MESSAGGIO" PER NOI

Anche noi, se non crediamo all' Amore Crocifisso, dopo tante Grazie di Amore ricevute, dopo tanto Spirito Santo che ci sollecita perché vuole entrare in noi, e nonostante ciò non ci arrendiamo e non rinunciamo al peccato e "a Satana con tutte le sue pompe", cosa ci convincerà ancora ? Niente ! Nient' altro ! Neanche più i miracoli ! ... come dimostra la parabola del povero Lazzaro e del ricco avaro e gaudente finito all' Inferno:

《 NEANCHE SE UNO RISUSCITASSE DAI MORTI SARANNO PERSUASI 》

"E quegli [il ricco dannato nell' Inferno] replicò: Allora, padre [Abramo], ti prego di mandarlo [il povero Lazzaro, salvo nel "seno di Abramo] a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca, perché non vengano anch' essi in questo luogo di tormento. Ma Abramo rispose: Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro. E lui: No, padre Abramo, ma se qualcuno dai morti andrà da loro, si ravvederanno. Abramo rispose: Se non ascoltano Mosè e i Profeti, neanche se uno risuscitasse dai morti saranno persuasi 》".

(Luca 16, 27-31)

GLI ATEI

Nella categoria molto generale di coloro che non rispondono all' Amore che Dio ha per noi ci sono anche gli ATEI. Perché ? Perché tutto parla di Dio, del suo Amore, della Bontà. Tutto il Creato, tutta la natura è GRANDE IL LIBRO DELL' AMORE DI DIO !

Ecco perché gli atei sono degli "STOLTI" ! Non lo dico io, ma lo afferma la Bibbia:《 Lo stolto pensa: "Dio non esiste" 》(Salmi 14, 1 e 52, 2). E ancora:

《 Ciò che di Dio si può conoscere è loro manifesto; Dio stesso lo ha loro manifestato. Infatti, dalla Creazione del mondo in poi, le sue Perfezioni Invisibili possono essere contemplate con l' intelletto nelle Opere da Lui compiute, come la sua Eterna Potenza e Divinità; essi sono dunque inescusabili, perché, pur conoscendo Dio, non Gli hanno dato Gloria né Gli hanno reso Grazie come a Dio 》. (Romani 1, 19-21)

L' ateo "SA" che Dio esiste, ma fa finta di non saperlo, perché gli fa comodo, perché così non ha nessuna regola di vita, nessun Comandamento da osservare. Non che egli faccia un ragionamento così esplicito, ma c'è molta dose di autoconvincimento, che si risolve poi in "autosuggestione", autoinganno volontario.

IL SEGNO DELLA CROCE

Molti accetteranno e crederanno al Segno di Giona e si convertiranno, subito dopo la Morte di Gesù, e moltissimi dopo la Risurrezione e la Pentecoste, attraverso la predicazione e i miracoli degli Apostoli:

"Allora il centurione che Gli stava di fronte, vistolo spirare in quel modo, disse:《 Veramente quest' Uomo era Figlio di Dio ! 》". (Marco 15, 39)

"Il centurione e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, sentito il terremoto e visto quel che succedeva, furono presi da grande timore e dicevano:《 Davvero Costui era Figlio di Dio ! 》". (Matteo 27, 54)

"Visto ciò che era accaduto, il centurione glorificava Dio:《 Veramente quest' Uomo era Giusto 》". (Luca 23, 47)

《 Anche tutte le folle che erano accorse a questo spettacolo, ripensando a quanto era accaduto, se ne tornavano percuotendosi il petto 》. (Luca 22, 48)

NON APPENA SPIRATO, LA MORTE EBBE LA FORZA DI CAMBIARE LE COSE

Com’è bella la morte e come le cose per essa si cambiano! In Vita Gesù fu disprezzato e gli stessi miracoli non fecero gli effetti della sua Morte; fin sulla Croce ci furono insulti, ma non appena spirato, la morte ebbe la forza di cambiare le cose, tutti si percotevano il petto, confessandolo per vero Figlio di Dio, gli stessi suoi discepoli presero coraggio, ed anche quegli occulti si fecero arditi e domandarono il suo Corpo, dandogli onorevole Sepoltura; Cielo e terra a piena voce Lo confessarono Figlio di Dio. La morte perciò è qualcosa di grande e di sublime quando vi entra e vi lasciamo entrare il Signore della Vita.

《 SOTTO QUESTO SEGNO VINCERAI ! 》

"《 In hoc signo vinces 》 è una frase latina, dal significato letterale: "in (sotto) questo segno vincerai", traduzione del greco ἐν τούτῳ νίκα (letteralmente: "in (sotto) questo vinci"). La comparsa in Cielo di questa scritta in greco accanto a una Croce, sarebbe uno dei Segni prodigiosi che sarebbero apparsi a Costantino e che avrebbero preceduto la battaglia di Ponte Milvio".

(wikipedia)

LA VITTORIA DELLA CROCE

Un bellissimo antico Inno cristiano dice:

《 Croce fedele, fra tutti unico Albero nobile: nessuna selva ne produce uno simile per fronde, fiori e frutti. Dolce legno, dolci chiodi che sostenete il dolce peso. Celebra, o lingua, la vittoria del glorioso combattimento, e racconta del nobile Trionfo davanti al Trofeo della Croce: in che modo il Redentore del mondo, pur essendo Vittima, abbia vinto 》.

La Croce è Vittoria sul male, sul peccato, sul demònio e sulla morte. La Croce è purificazione dell' anima e del corpo. La Croce fa sì che i Sacramenti che riceviamo abitualmente (Confessione ed Eucaristia) portino frutto in noi. La Croce è come l' "ARATRO" divino che rivolta e rende friabile ed accogliente il terreno duro dei nostri cuori duri, e fa sì che il SEME della Parola di Gesù penetri ed agisca, creando vita e sanando ciò che c'è da sanare in noi.

Siamo tutti pieni di "ferite" interiori, e la Croce è il Farmaco dei farmaci, la medicina che ci cura, il balsamo che porta in noi pace e Amore, pace e Misericordia, tenerezza e compassione. Non vedremo più nel prossimo il "nemico", ma un povero disgraziato per cui pregare.

《 O CROCE BENEDETTA ! 》

《 O Croce Benedetta, per Te ho ritrovato il mio Diletto, e per Te godo nel silenzio gli amplessi suoi castissimi ! 》.

(Madre Liliana del Paradiso)

Posso dire con certezza, per esperienza personale, che, ogni qualvolta che sono passato nel tunnel oscuro della prova, accettandola senza ribellarmi, ho ricevuto delle Grazie più grandi e che non avrei mai immaginato:《 In Verità, in Verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto 》. (Giovanni 12, 24)

IL SEGNO SUPREMO DELL' AMORE

Quando guardiamo il Crocifisso, il Cristo piagato, Gesù vuole che ci fermiamo solo brevemente a considerare che quelle ferite – segni incancellabili dell' Amore di un Dio, fori diventati "fari" luminosi che fendono le tenebre del nostro spirito e della nostra coscienza – gliele abbiamo procurate noi. È troppo comodo dire che Gesù l' hanno ucciso materialmente i romani e intenzionalmente i capi dei Giudei. GESÙ L' ABBIAMO UCCISO TUTTI NOI con i nostri peccati !

E cosa vuole Gesù ? Che mettiamo da parte i sensi di colpa, che li ignoriamo, perché Lui ci ha perdonati e non li ricorda più i nostri peccati, li ha cancellati per sempre, li ha《 gettati tutti in fondo al mare 》(Michea). Egli vuole che Lo amiamo, perché la Croce, per Gesù, non è altro che il suo Amore per noi. Perché Amore chiama amore ! È stato il Padre che ha voluto la Croce per Gesù, è stato Lui che l' ha desiderata ardentemente.

Egli vuole che le sue Piaghe diventino il luogo del nostro riposo. Lui, quando vede le sue Piaghe, gioisce ! perché quelle Piaghe Gli ricordano quanto ci ha amato ! Il peccato è stato inchiodato alla Croce ! Il nostro peccato è stato inchiodato alla Croce. È da questo Trono di Amore e Misericordia che CI HA ASSOLTI TUTTI !

IL "CRISTO SCHIODATO"

(Quando la Misericordia di Gesù supera le nostre meschinità)

"Il Cristo dal braccio schiodato si trova a Furelos, un paesino non lontano da Santiago de Compostela (in Spagna), nella Chiesa di San Giovanni. La sua particolarissima storia è legata a quella di un ragazzo che, dal paese vicino, si recava in quella Chiesa per confessarsi. La sua mancanza, anche abbastanza grave, si ripeteva spesso, tanto che il Sacerdote, che lo assolveva, lo conosceva bene.

Quel confessore, in nome dell’ immensa Misericordia di Dio, continuava, tutte le volte, ad assolverlo dalle sue colpe, anche perché il ragazzo si proponeva e si impegnava a non ripetere più quella condotta peccaminosa. Un giorno, il Sacerdote gli intimò di impegnarsi ancora di più, sotto la minaccia che non lo avrebbe più assolto, se avesse continuato a fare lo stesso errore.

Il ragazzo ci provò con tutte le sue forze, ma non ce la fece e, poco tempo dopo, si ripresentò lì, per chiedere nuovamente la Confessione, allo stesso Sacerdote, per il medesimo peccato. Fu, allora, che, per rispettare l’ impegno preso, il Sacerdote si rifiutò di sentire la sua Confessione e lo allontanò dalla Chiesa di Furelos.

Il ragazzo, sconfortato, si diresse verso l’ uscita, passando proprio davanti ad un Crocifisso. Gli rivolse lo sguardo, come a chiedergli perdono. Subito dopo, si sentì una Voce, provenire dal Cristo in Croce:《 Io ho dato la Vita per questo mio figlio, quindi, se non lo vuoi assolvere tu, lo assolvo Io ! 》.

Il Cristo del Crocifisso, dunque, si mosse; staccò il braccio destro dal legno su cui era inchiodato e lo abbassò sul capo del ragazzo, per assolverlo, dicendo:《 Io che sono Morto e Risorto anche per te ti assolvo dal tuo peccato, nel Nome del Padre, nel Nome del Figlio e nel Nome dello Spirito Santo 》".

(Antonella Sanicanti, "Guardiamo al Crocifisso: il Mistero del braccio schiodato", in: lalucedimaria.it)