Da non perdere

Orari delle Celebrazioni

Messe Festive

Periodo Estivo (Giugno - Settembre)

  • Sabato: ore 18.00 e ore 21.00*
  • Domenica: ore 10.00

Periodo Invernale (Ottobre - Maggio)

  • Sabato: ore 18.00 e ore 21.00*
  • Domenica: ore 11.00

* La Santa Messa delle ore 21.00 viene sospesa una volta al mese. Si consiglia di verificare sempre gli avvisi pubblicati sulla pagina Facebook della Parrocchia.

Messe Feriali

  • Da martedì a venerdì: ore 18.00.
  • Prima settimana del mese: la Santa Messa viene celebrata anche il lunedì alle ore 18.00.
  • Il Rosario viene recitato 30 minuti prima di ogni Santa Messa.

In caso di funerale la Santa Messa feriale può essere sospesa e celebrata in un altro orario, comunicato attraverso la pagina Facebook della Parrocchia.

Adorazioni e Prima Settimana del Mese

Durante l'anno

  • Martedì: Adorazione Eucaristica ore 17.30.
  • Venerdì: Adorazione della Croce ore 17.30.
  • Mercoledì: Liturgia della Parola per giovani e adulti ore 21.00.

Prima settimana del mese

  • Dal primo lunedì al primo mercoledì: Rosario ore 17.00, Adorazione ore 17.30, Santa Messa ore 18.00.
  • Primo giovedì: Rosario ore 16.30, Adorazione ore 17.00, Santa Messa ore 18.00.
  • Primo venerdì: Rosario ore 17.30, Santa Messa ore 18.00, Adorazione ore 18.45 con Confessioni
  • Primo sabato: Santa Messa ore 9.00, Adorazione ore 9.40.
  • Confessioni: Primo Mercoledì e Primo Giovedì del Mese dalle ore 17.00

Nei mesi di luglio e agosto tutte le adorazioni sono sospese, ad eccezione di quelle previste per il Primo Venerdì e il Primo Sabato del mese.

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Madonna dei Fiori Bordighera
Madonna dei Fiori Bordighera16 hours ago
🟢 GIOVEDÌ della XXII SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO - 3 SETTEMBRE 2026

🎧 in audio su YouTube
https://youtu.be/OgrbQFO87w8?is=7ICxrKXLBZuDLwYJ

📌 VANGELO DEL GIORNO
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 5,1-11

In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca.
Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare.
Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini».
E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.

LE PAROLE DEI PAPI

L’evangelista fa vedere come i primi discepoli seguirono Gesù fidandosi di Lui, fondandosi sulla sua Parola, accompagnata anche da segni prodigiosi. Osserviamo che, prima di questo segno, Simone si rivolge a Gesù chiamandolo «Maestro», mentre dopo lo chiama «Signore» (v. 7). È la pedagogia della chiamata di Dio, che non guarda tanto alle qualità degli eletti, ma alla loro fede, come quella di Simone che dice: «Sulla tua parola getterò le reti». (…) L’esperienza di Pietro, certamente singolare, è anche rappresentativa della chiamata di ogni apostolo del Vangelo, che non deve mai scoraggiarsi nell’annunciare Cristo a tutti gli uomini, fino ai confini del mondo. Tuttavia, il testo odierno fa riflettere sulla vocazione al sacerdozio e alla vita consacrata. Essa è opera di Dio. L’uomo non è autore della propria vocazione, ma dà risposta alla proposta divina; e la debolezza umana non deve far paura se Dio chiama. Bisogna avere fiducia nella sua forza che agisce proprio nella nostra povertà; bisogna confidare sempre più nella potenza della sua misericordia, che trasforma e rinnova. Cari fratelli e sorelle, questa Parola di Dio ravvivi anche in noi e nelle nostre comunità cristiane il coraggio, la fiducia e lo slancio nell’annunciare e testimoniare il Vangelo. Gli insuccessi e le difficoltà non inducano allo scoraggiamento: a noi spetta gettare le reti con fede, il Signore fa il resto. (Benedetto XVI - Angelus, 10 febbraio 2013)
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📌 RIFLESSIONE
Seguire Gesù e lasciare le proprie sicurezze.

I primi quattro discepoli non erano poveri, ma neanche ricchi, né benestanti. Però faticavano tanto: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte». Una piccola ditta a conduzione familiare, composta da due coppie di fratelli: Simone e Andrea, Giacomo e Giovanni, e il padre di questi ultimi, Zebedeo. Le barche erano la cosa più preziosa che possedevano, perché permetteva loro di vivere, spesso nell’incertezza di una pesca non riuscita, e quando andava bene non era poi una gran cosa…

Ma questa volta Gesù sembra quasi creare i pesci in gran quantità e metterli vicini e sotto la barca. Devono solamente gettare le reti: «Prendi il largo e gettate le reti per la pesca!». Non avevano preso nulla per tutta la notte. Il comando di Gesù sembra assurdo e irrazionale, ma Simone si fida… e si fiderà sempre di Gesù, per tutta la vita, al di là ed oltre e nonostante la sua paura e il rinnegamento di quella notte da incubo, lì, nel cortile del sommo sacerdote…

La pesca è superabbondante! È fatta! Gesù li ha sedotti… Adesso non sanno ancora veramente chi è Lui, ma Lo seguono al primo invito! E cosa fanno? Lasciano le barche a terra! Non le vendono, se non dopo la Pentecoste, ma le lasciano col cuore. Diventeranno il mezzo di trasporto del Maestro. Gesù permette loro di pescare ancora, per sostenere economicamente le loro famiglie. Dopo, tutti loro vivranno dell’elemosina dei credenti.

Tutti noi abbiamo una “barca”. Qual è la nostra? Dobbiamo capirlo assolutamente, altrimenti non sappiamo a cosa rinunciare o moderare e non saremo mai in grado di seguire Gesù, perché «là dov’è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore» (Mt 6, 21)… Sembra strano, ma non è facile capire qual è la nostra “barca”, cosa sia il nostro “tesoro”. Lo affermano i Padri del deserto e i migliori psichiatri moderni. Il difetto dominante che abbiamo non è quello che appare all’esterno, perché quello vero è nascosto.

Conoscere il proprio difetto dominante permette di lavorare su di esso e di raggiungere la perfezione. È un punto debole che non è difeso dalle virtù e che, se identificato, può essere trasformato per un miglioramento personale. Il suo superamento è fondamentale per raggiungere la perfezione e per evitare di cadere nell’ottimismo presuntuoso o nello scoraggiamento.

Si deve osservare il proprio comportamento, specialmente quando si è messi alla prova o quando si affrontano situazioni difficili: è lì che esce allo scoperto, poiché nessuno può sottrarsi alla verità. Il Signore permette anche il peccato grave affinché ci possiamo conoscere e conoscere soprattutto il difetto nascosto, il serpente strisciante che è in noi. E appena conosciuto il serpente… schiacciargli la testa!

Come cervi assetati. “L’Abate Pastor diceva: «Sta scritto: “Come il cervo sospira le fonti, così l’anima mia brama Te, Dio mio”. Nella solitudine, i cervi mangiano serpenti e poiché il veleno brucia, hanno fretta d’arrivare alla fonte; l’acqua placa il bruciore del veleno. Accade lo stesso per i monaci che abitano nel deserto. Il veleno degli angeli malvagi li brucia: per questo sospirano il sabato e la domenica, per accostarsi alle Fonti, che sono il Corpo e il Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo, ed esser purificati da ogni amarezza degli angeli malvagi»” (Da “Detti dei Padri del deserto”).
Madonna dei Fiori Bordighera
Madonna dei Fiori Bordighera16 hours ago
🟠 MEMORIA di SAN GREGORIO MAGNO, PAPA E DOTTORE DELLA CHIESA - 3 SETTEMBRE 2026

📌 LA VITA

Roma, 540 - 12 marzo 604
(Papa dal 03/09/590 al 12/03/604)

🎧 in audio su YouTube
https://youtu.be/NgtqrJ0-6fg?is=XUGvD6yUuka3KCoU

La Chiesa con molta ragione ha decorato questo santo Pontefice con il titolo di Grande, titolo che egli ha meritato con lo splendore delle sue azioni, con l'eccellenza delle sue virtù e dei suoi scritti. La sua vita segna una delle più belle pagine della storia sia ecclesiastica che civile. CalendarioSanti

Nacque a Roma verso la metà del secolo sesto. Ebbe mente vasta e profonda, energia veramente romana, attività instancabile e grande amore per il vero e per il giusto: prerogative che egli affinò e soprannaturalizzò nella meditazione e nell'esercizio di una perfetta vita claustrale.

Nelle Gallie i nuovi stati dei Franchi si andavano formando; nella Spagna il regno dei Goti non era ancora ben fermo; in Italia i Longobardi erano nel pieno disordine della loro immigrazione; in Inghilterra i valorosi Anglosassoni non erano ancora guadagnati al Vangelo: insomma la Chiesa vedeva che la Divina Provvidenza affidava questi popoli perché li educasse alla verità del Vangelo e li avviasse sulla via della vera civiltà e del vero progresso.

S. Gregorio, uomo tutto di Dio, per mezzo dei suoi scritti e dei suoi apostoli conquistò alla fede e alla morale cristiana questi nuovi popoli, mentre la sede di Roma era circondata dalle spade nemiche.

Le ordinazioni, le prescrizioni, i moniti e le sentenze in materia di diritto, e le sue innumerevoli lettere recarono vera luce nell’educazione dei popoli e furono guida sicura anche negli affari più complicati e difficili. EsploraPercorsi Spirituali

I suoi scritti andavano a ruba tra il popolo, sia per l'argomento sempre di attualità e magistralmente trattato, sia per l'unzione celeste che spirava da ogni pagina, sia per lo stile semplice e confidente, proprio di un padre che parla ai suoi figli ancora bambini.

Ma l'attività di S. Gregorio si estese anche largamente ai bisogni della Chiesa di Oriente. Prima di tutto combatté il bizantinismo del regime di Costantino Poli, poi ne rintuzzò la smoderata vanità dei suoi patriarchi. Con invitta pazienza ed umile carità, ma con pari forza, dileguò le tendenze di separazione dalla Chiesa di Roma e ritardò così per più secoli lo scisma greco.

Per opera di questo Pontefice scomparvero i funesti residui di superstizione e di culto idolatrico, si dileguarono le eresie che, sebbene più volte sconfitte, tentavano tuttavia di infiltrarsi nella nuova vita dei popoli.

Per le esperienze che S. Gregorio aveva delle cose di mondo, intervenne egli stesso alla difesa di Roma assalita dai nemici, protesse le regioni d'Italia minacciate dalla guerra e mandò istruzioni agli ufficiali sprovvisti di direttive e abbandonati a se stessi dal governo centrale. GuardaDocumentari Storici

In questo modo S. Gregorio pose i primi fondamenti dell'autorità temporale dei Papi.

S. Gregorio si addormentò nel Signore, ricco di meriti, il 12 marzo dell'anno 604.
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📌 Dalle «Omelie su Ezechiele» di SAN GREGORIO MAGNO, papa (Lib. 1, 11, 4-6; CCL 142, 170-172)

Per amore di Cristo non risparmio me stesso nel parlare di lui

«Figlio dell'uomo, ti ho posto per sentinella alla casa d'Israele» (Ez 3, 16). È da notare che quando il Signore manda uno a predicare, lo chiama col nome di sentinella. La sentinella infatti sta sempre su un luogo elevato, per poter scorgere da lontano qualunque cosa stia per accadere. Chiunque è posto come sentinella del popolo deve stare in alto con la sua vita, per poter giovare con la sua preveggenza.
Come mi suonano dure queste parole che dico! Così parlando, ferisco me stesso, poiché né la mia lingua esercita come si conviene la predicazione, né la mia vita segue la lingua, anche quando questa fa quello che può.
Ora io non nego di essere colpevole, e vedo la mia lentezza e negligenza. Forse lo stesso riconoscimento della mia colpa mi otterrà perdono presso il giudice pietoso.
Certo, quando mi trovavo in monastero ero in grado di trattenere la lingua dalle parole inutili, e di tenere occupata la mente in uno stato quasi continuo di profonda orazione. Ma da quando ho sottoposto le spalle al peso dell'ufficio pastorale, l'animo non può più raccogliersi con assiduità in se stesso, perché è diviso tra molte faccende.
Sono costretto a trattare ora le questioni delle chiese, ora dei monasteri, spesso ad esaminare la vita e le azioni dei singoli; ora ad interessarmi di faccende private dei cittadini; ora a gemere sotto le spade irrompenti dei barbari e a temere i lupi che insidiano il gregge affidatomi.
Ora debbo darmi pensiero di cose materiali, perché non manchino opportuni aiuti a tutti coloro che la regola della disciplina tiene vincolati. A volte debbo sopportare con animo imperturbato certi predoni, altre volte affrontarli, cercando tuttavia di conservare la carità.
Quando dunque la mente divisa e dilaniata si porta a considerare una mole così grande e così vasta di questioni, come potrebbe rientrare in se stessa, per dedicarsi tutta alla predicazione e non allontanarsi dal ministero della parola?
Siccome poi per necessità di ufficio debbo trattare con uomini del mondo, talvolta non bado a tenere a freno la lingua. Se infatti mi tengo nel costante rigore della vigilanza su me stesso, so che i più deboli mi sfuggono e non riuscirò mai a portarli dove io desidero. Per questo succede che molte volte sto ad ascoltare pazientemente le loro parole inutili. E poiché anch'io sono debole, trascinato un poco in discorsi vani, finisco per parlare volentieri di ciò che avevo cominciato ad ascoltare contro voglia, e di starmene piacevolmente a giacere dove mi rincresceva di cadere.
Che razza di sentinella sono dunque io, che invece di stare sulla montagna a lavorare, giaccio ancora nella valle della debolezza?
Però il creatore e redentore del genere umano ha la capacità di donare a me indegno l'elevatezza della vita e l'efficienza della lingua, perché, per suo amore, non risparmio me stesso nel parlare di lui.
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🙏🏻 PREGHIERA

San Gregorio, tu sei stato un insigne pastore della chiesa di Cristo, con la tua vita hai effuso nel mondo la pietà e la dottrina cristiana. Tu hai cercato di mostrare a tutti, credenti e non, il volto di Gesù, come umile e Buon Pastore! Insegna a noi oggi, a metterci al servizio dei fratelli con semplicità di cuore, non cercando di mostrarci migliori agli occhi degli uomini, ma come realmente siamo agli occhi di Dio. Guidaci nel cammino della vita, per giungere un giorno a contemplare quel tanto sospirato mistero di Dio. San Gregorio stimolaci nel ricercare Cristo nel corpo consumato di un malato, negli occhi vuoti di un trasandato, nel viso oscuro di un peccatore, nell’accoglienza di un carcerato, nella vicinanza di un escluso, nell’aiutare uno meno fortunato di noi, nel nostro prossimo.
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📌 ALTRI SANTI E BEATI DEL GIORNO

Oggi veneriamo anche Santa Febe; Santa Basilissa, vergine e martire; San Sandalio, martire.; San Mansueto, vescovo; San Marino, diacono e anacoreta; San Macanisio, vescovo; Sant’Ausano, vescovo; San Vitaliano, vescovo; San Rimágilo, vescovo e abate.
Madonna dei Fiori Bordighera
Madonna dei Fiori Bordighera2 days ago
🟢 MERCOLEDI' della XXII SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO - 2 SETTEMBRE 2026

🎧in audio su YouTube
https://youtu.be/0W8ZasgOo20?is=PbfZhddJsla-Z_xN

📌 VANGELO DEL GIORNO
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 4,38-44

In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, entrò nella casa di Simone. La suocera di Simone era in preda a una grande febbre e lo pregarono per lei. Si chinò su di lei, comandò alla febbre e la febbre la lasciò. E subito si alzò in piedi e li serviva.
Al calar del sole, tutti quelli che avevano infermi affetti da varie malattie li condussero a lui. Ed egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva. Da molti uscivano anche demòni, gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli li minacciava e non li lasciava parlare, perché sapevano che era lui il Cristo.
Sul far del giorno uscì e si recò in un luogo deserto. Ma le folle lo cercavano, lo raggiunsero e tentarono di trattenerlo perché non se ne andasse via. Egli però disse loro: «È necessario che io annunci la buona notizia del regno di Dio anche alle altre città; per questo sono stato mandato».
E andava predicando nelle sinagoghe della Giudea.

LE PAROLE DEI PAPI

Quel giorno era un sabato. La gente del villaggio aspetta il tramonto e poi, finito l’obbligo del riposo, esce e porta da Gesù tutti i malati e gli indemoniati. E Lui li guarisce, ma vieta ai demoni di rivelare che Lui è il Cristo. Fin dall’inizio, dunque, Gesù mostra la sua predilezione per le persone sofferenti nel corpo e nello spirito: è una predilezione di Gesù avvicinarsi alle persone che soffrono sia nel corpo sia nello spirito. È la predilezione del Padre, che Lui incarna e manifesta con opere e parole. I suoi discepoli ne sono stati testimoni oculari, hanno visto questo e poi lo hanno testimoniato. Ma Gesù non li ha voluti solo spettatori della sua missione: li ha coinvolti, li ha inviati, ha dato anche a loro il potere di guarire i malati e scacciare i demoni. E questo è proseguito senza interruzione nella vita della Chiesa, fino ad oggi. E questo è importante. Prendersi cura dei malati di ogni genere non è per la Chiesa un’“attività opzionale”, no! Non è qualcosa di accessorio, no. Prendersi cura dei malati di ogni genere fa parte integrante della missione della Chiesa, come lo era di quella di Gesù. E questa missione è portare la tenerezza di Dio all’umanità sofferente. (Francesco - Angelus, 7 febbraio 2021)
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📌 RIFLESSIONE
La Potenza e la Libertà della Parola.

Ieri abbiamo visto la Parola come “Spada” che ferisce e guarisce l’anima umana, se accolta. Oggi riflettiamo sulla “Potenza” e la “Libertà” della Parola. In Verità la Parola ha mille sfaccettature. Non è facile estrarre tutti i significati e i messaggi in Essa contenuti.

Nel Vangelo odierno Gesù “comanda” alla febbre di lasciare la suocera di Pietro. Come se la febbre fosse una “persona” invece di essere qualcosa di semplicemente e solamente fisico. Questo però ci fa capire, come in genere affermano gli esorcisti, che dietro ogni malattia c’è un influsso del demònio. Alcune sono provocate direttamente dallo spirito del Male, altre dal corso della natura, ma in tutte c’è un’accentuazione diabolica.

L’invidia del diavolo. In effetti è stato il demònio, con la collaborazione dell’uomo, a squilibrare la natura dell’uomo, e a far sorgere le malattie e le disfunzioni di cui soffre l’uomo: «La morte è entrata nel mondo per invidia del diavolo» (Sapienza 2, 24).

«Ma Egli li minacciava e non li lasciava parlare». «Da molti uscivano anche demòni, gridando: Tu sei il Figlio di Dio! Ma Egli li minacciava e non li lasciava parlare!». Nell’esorcismo che compie ritroviamo il demònio che “grida” scompostamente, come se qualcuno lo stesse torturando, poiché non resisteva davanti alla Santità e all’Onnipotenza del Figlio di Dio.

Alle grida del demònio Gesù rispondeva con parole forti: «li minacciava». Gesù non gridava, ma la sua Voce e il suo tono erano potenti, pieni di Maestà! Invece le “grida” del demònio sono segno di una grande paura. Dobbiamo sapere che, quando l’uomo è deciso e resiste, Satana si allontana; se invece ha paura, Satana diventa arrogante e copre e disorienta l’uomo con parole menzognere, per intimidirlo. Gli fa credere che lui ha un potere sull’uomo. È semplicemente un “bluff”!

Gesù “minaccia”. In che consisteva la “minaccia” di Gesù? Un caso analogo ci illumina. Nella liberazione di un pover uomo posseduto da una “Legione” di demòni, questi hanno paura che Gesù li mandi, dopo averli cacciati, «nell’abisso», cioè nell’Inferno, prima del tempo stabilito. Se questo succedeva, essi non potevano più uscire di là. Adesso invece hanno il permesso di girare per il mondo.

«E Lo supplicavano che non ordinasse loro di andarsene nell’abisso» (Luca 8, 31).

Questo evento che temono avrà luogo alla fine e della storia umana, prima della distruzione della Terra.

La Parola di Gesù è “libera”, e nessuno può “imprigionarla”. “Le folle Lo cercavano, Lo raggiunsero e tentarono di trattenerlo perché non se ne andasse via. Egli però disse loro: «È necessario che Io annunci la Buona Notizia del Regno di Dio anche alle altre città; per questo sono stato mandato». E andava predicando nelle sinagoghe della Giudea”.

Gesù non si lascia “catturare” da nessuno. È libero. Partito da Nazareth per l’Evangelizzazione, ha dovuto necessariamente “lasciare” anche sua Madre. Un sacrificio enorme, che Gli è costato tanto. Poi la Madre L’ha seguito nel gruppo delle discepole, ma esse non accompagnavano sempre Gesù e gli Apostoli nei loro spostamenti. Gesù era libero di annunciare la Parola!

«È cominciato il suo cammino di Evangelizzatore». “Gesù parla a Maria: «Mamma, quest’ora doveva venire. Si è iniziata qui, quando l’Angelo Ti apparve; ora scocca e noi dobbiamo viverla, non è vero, Mamma? Dopo verrà la Pace della prova superata e la gioia»…

Poi Gesù si alza e Maria con Lui e si abbracciano e si baciano amorosamente più e più volte. Sembra che sempre si vogliano lasciare, ma Maria torna a stringere a Sé la sua Creatura. È la Madonna, ma è una Mamma infine, una Mamma che si deve staccare dal suo Figlio e che sa dove conduce quel distacco.

Non mi si venga più a dire che Maria non ha sofferto. Prima lo credevo poco, ora più affatto. È cominciato il suo cammino di Evangelizzatore, che terminerà al Golgota. Maria entra piangendo e chiude la porta. Anche per Lei è cominciato il cammino che la porterà al Golgota” (M. Valtorta, “L’Evangelo…”, 1, 44).
Madonna dei Fiori Bordighera
Madonna dei Fiori Bordighera2 days ago
🟢 SANTI E BEATI DEL GIORNO - 2 SETTEMBRE 2026

Oggi veneriamo San Zenone, martire; Santa Teódota, Evódio, Ermógene e Callisto; Sant’Abib, diacono e martire; Sant’Antonino, martire; San Prospero, vescovo; San Giusto, vescovo; San Nonnoso, abate; San Siagrio, vescovo; Sant’Agricola, vescovo; Sant’Elpidio.
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📌 SANT’ELPIDIO, Abate

IV Secolo, Cappadocia - IV Secolo, Piceno

🎧 in audio su YouTube
https://youtu.be/7XlM0K1GWnQ?is=vF492tXJwZPgzOZ9

Visse nel IV secolo probabilmente nel Piceno. Le notizie che lo riguardano sono molto confuse: Pietro da Natalibusa narra che fosse un eremita di Gerico e giunto successivamente in Italia dove sarebbe morto, altre fonti lo ritengono originario della Cappadocia, altri ancora lo lo identificano come diacono di San Basilio, ricordato nella vita di S. Carotone.

Di Sant'Elpidio è stata anche redatta una vita intorno al XII secolo, e trovata in un leggendario della Biblioteca Capitolare di Spoleto, ma purtroppo non sono attendibili, ma la devozione così largamente diffusa ne conferma l'esistenza.

Il suo culto è però particolarmente vivo nel Piceno, dove diverse città portano il suo nome, e proprio per questo motivo si ritiene probabile che egli sia vissuto proprio in questa regione a nord di Ascoli Piceno. Alcune cittadine portano il nome del santo, come S. Elpidio a Mare, S. Elpidio Morico, Porto S. Elpidio.

Lo scrittore Palladio, lo ricorda nella sua Storia Lausiaca come un eremita vissuto per molti anni in una spelonca presso Gerico. Sempre lui elogia e tesse le lodi di questo asceta che, allontanatosi dalla comune società e dalla compagnia degli uomini, scelse di ritirarsi in solitudine.

Proprio nell'epoca in cui visse Sant'Elpidio, inoltre, quindi probabilmente nel IV secolo, si stava affermando una nuova forma di monachesimo, il cosiddetto "cenobitismo", cioè della vita comunitaria, il cui iniziatore fu San Pacomio. Fu lui a fondare i primi conventi di uomini e donne nella Tebaide, presso il Nilo, dove a capo di ogni struttura vi era l'abate, il cui compito era quello di fare osservare la regola comune, imporre la castità, il lavoro, il digiuno e la preghiera.

Le reliquie di Sant'Elpidio Abate sono conservate all'interno di un sarcofago romano nella Perinsigne Collegiata di Sant'Elpidio a Mare (Marche), accanto a quelle dei suoi discepoli.
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🙏🏻 PREGHIERA

O glorioso Sant'Elpidio ci onoriamo del vostro augusto nome, quanto dobbiamo arrossire nel vederci tanto lontani nell'imitazione della vostra santa vita. Sì, o caro Santo, che di tutte le virtù foste splendido esempio otteneteci dal Signore la grazia di essere veramente vostri fedeli discepoli e di condurre una vita simile alla vostra, sinceramente cristiana. Risplenda in noi una fede viva e pratica, siano infiammati i nostri cuori di grande amore di Dio e di generosità verso il nostro prossimo. Fioriscano le più belle virtù fra i nostri piccoli, fra la nostra gioventù e fra tutti i lavoratori. Anche se siamo indegni, continuate su tutti noi la vostra protezione, così che possiamo un giorno essere partecipi con voi della stessa gloria nel santo Paradiso. Amen.
Madonna dei Fiori Bordighera
Madonna dei Fiori Bordighera3 days ago
🟢 MARTEDI' della XXII SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO - 1 SETTEMBRE 2026

🎧 in audio su YouTube
https://youtu.be/umjpe5bYQUE?is=LVFqWKjD7osfUELk

📌 VANGELO DEL GIORNO
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 4,31-37

In quel tempo, Gesù scese a Cafàrnao, città della Galilea, e in giorno di sabato insegnava alla gente. Erano stupiti del suo insegnamento perché la sua parola aveva autorità.
Nella sinagoga c’era un uomo che era posseduto da un demonio impuro; cominciò a gridare forte: «Basta! Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!».
Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E il demonio lo gettò a terra in mezzo alla gente e uscì da lui, senza fargli alcun male.
Tutti furono presi da timore e si dicevano l’un l’altro: «Che parola è mai questa, che comanda con autorità e potenza agli spiriti impuri ed essi se ne vanno?». E la sua fama si diffondeva in ogni luogo della regione circostante.

LE PAROLE DEI PAPI

Gesù non solo scaccia i demoni dalle persone, liberandole dalla peggiore schiavitù, ma impedisce ai demoni stessi di rivelare la sua identità. Ed insiste su questo "segreto" perché è in gioco la riuscita della sua stessa missione, da cui dipende la nostra salvezza. Sa infatti che per liberare l’umanità dal dominio del peccato, Egli dovrà essere sacrificato sulla croce come vero Agnello pasquale. Il diavolo, da parte sua, cerca di distoglierlo per dirottarlo invece verso la logica umana di un Messia potente e pieno di successo. La croce di Cristo sarà la rovina del demonio, ed è per questo che Gesù non smette di insegnare ai suoi discepoli che per entrare nella sua gloria deve patire molto, essere rifiutato, condannato e crocifisso (cfr Lc 24,26), essendo la sofferenza parte integrante della sua missione. Gesù soffre e muore in croce per amore. In questo modo, a ben vedere, ha dato senso alla nostra sofferenza, un senso che molti uomini e donne di ogni epoca hanno capito e fatto proprio, sperimentando serenità profonda anche nell’amarezza di dure prove fisiche e morali. (Benedetto XVI - Angelus del 1° febbraio 2009)
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📌 SOLO LA PAROLA DELLA CROCE CHE CI ANNUNCIA LA CHIESA CI SALVA "SENZA FARCI ALCUN MALE"

Satana "sa chi è" Gesù e ce lo presenta come il "santo di Dio”; ma è solo propaganda, per indurci a credere e obbedire ai pensieri che vuole insinuarci per rubarci la pace della comunione con il Signore. E spesso cadiamo nel tranello di una verità avvelenata dalla menzogna, perché il Gesù di satana è un Messia secondo il pensiero del mondo, un taumaturgo che deve risolvere i problemi e cambiare la storia. E siccome Gesù non compie la nostra volontà quando scaturisce dalla superbia, che ci condurrebbe alla rovina, ma la volontà d'amore del Padre che ci vuole salvi a tutti i costi, cominciamo a mormorare: “se Gesù è il Figlio di Dio non può permettere questa sofferenza, la deve eliminare e cambiare la storia e le persone”. Ci ribelliamo e non vogliamo "avere niente a che fare" con il Messia crocifisso perché il demonio ci ha convinto che Gesù, piantando la sua Croce nella nostra vita, “venga a rovinarci”. Per questo "gridiamo forte" prestando la voce al demonio che "possiede" il nostro cuore, e diciamo “basta!" alla volontà di Dio. Ma proprio questo grido di ribellione è il segno che Gesù è "disceso" alla nostra vita e ci sta salvando; attraverso la sua parola che ascoltiamo nella Chiesa, sta “intimando” al demonio con "autorità" e "potenza" di “tacere e di uscire da noi”. Gesù ci sta esorcizzando oggi attraverso la parola della Croce sulla quale ci attira e dove “si dirige” al demonio: è lui infatti il padre che ci ha generati all'impurità, sarebbe inutile parlare con noi. Proprio come accade in ogni esorcismo. E il demonio tace, perché ad ogni suo inganno, la Croce di Gesù oppone la verità dell'amore infinito di Dio. Coraggio allora, lasciamoci abbracciare da Cristo crocifisso, perché, al contrario di ciò che pensa il mondo, solo sulla Croce potremo sperimentare che il suo amore ci salva “senza farci alcun male”. La Croce, infatti, "getta a terra" il nostro uomo "impuro" per far nascere in noi l'uomo "puro" che entra nella storia benedicendo Dio, come un segno del suo amore "in mezzo a tutti".
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📌 RIFLESSIONI
«La sua Parola aveva Autorità!».

La Parola di Gesù aveva una grande Autorità, cioè Potenza e penetrazione nei cuori. Una Parola creativa. Perché Lui è Dio. Perché Lui stesso è “la” PAROLA: «In Principio era la Parola [Verbum], e la Parola era presso Dio, e la Parola era Dio!» (Giovanni 1, 1).

Con la Parola Dio crea. “Dio disse”: «Sia la Luce!». E la Luce fu… “Dio disse”: «Sia il firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque»… E “Dio disse”: «Facciamo l’uomo a nostra Immagine, a nostra Somiglianza» (Genesi 1, 3.6.26).

La Parola è la stessa “Volontà Divina” che si esprime. “Dio disse”, “Gesù disse”, significa «Io voglio!»: “Ed ecco venire un lebbroso, si prostrò davanti a Lui dicendo: «Signore, se vuoi, Tu puoi sanarmi». E Gesù stese la mano e lo toccò dicendo: «Lo voglio, sii sanato». E subito la sua lebbra scomparve” (Matteo 8, 2-3).

Con la sola sua Parola onnipotente Gesù scaccia i demòni. Nel Vangelo odierno, Egli, davanti a un posseduto presente nella sinagoga, non solo parla, ma “comanda”, “ordina”, parla con un tono forte, e il demònio non resiste di fronte alla Parola di Gesù. Deve cedere il posto. Quel poveretto non può essere più proprietà di Satana, ma possesso di Dio.

“Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!»… Tutti furono presi da timore e si dicevano l’un l’altro: «Che Parola è mai questa, che comanda con Autorità e Potenza agli spiriti impuri ed essi se ne vanno?»”.

Qui la Parola zittisce la falsa parola: «Taci!». E Satana tacque e se ne andò.

La “Spada” della Parola.

La Parola, il Verbo di Dio, si incarna. Assume forma umana. Si inserisce nella storia degli uomini come Uomo. Viene a “sterminare” il regno di Satana, in obbedienza al Padre. La Parola si fa “spada” di sterminio:

«La tua Parola Onnipotente dal Cielo, dal tuo Trono regale, guerriero implacabile, si lanciò in mezzo a quella terra di sterminio, portando, come spada affilata, il tuo ordine inesorabile» (Sapienza 18, 15).

«Egli aveva nella sua mano destra sette stelle e dalla sua bocca usciva una spada a due tagli, acuta» (Apocalisse 1, 16).

«Dalla bocca Gli esce una spada affilata per colpire con essa le genti» (Apocalisse 19, 15).

«La Parola di Dio è viva, energica, più tagliente di ogni spada a doppio taglio, penetrante fin nella divisione tra anima e spirito, giunture e midolla, giudicatrice dei sentimenti e dei pensieri del cuore» (Ebrei 4, 12).

«Prendete anche l’elmo della Salvezza e la Spada dello Spirito, cioè la Parola di Dio» (Efesini 6, 17).

La Potenza della Parola arriva ovunque. “Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che Tu entri sotto il mio tetto, ma di’ soltanto una Parola e il mio servo sarà guarito»” (Matteo 8, 😎.

La Parola è eterna e non cambia. «Il cielo e la terra passeranno, ma le mie Parole non passeranno» (Matteo 24, 35).

«Con un palpito del mio Volere ho suscitato mondi e mondi dal nulla». «Con un palpito del mio Volere ho suscitato mondi e mondi dal nulla e li ho proiettati, pulviscolo luminoso, nell’immensità del firmamento. La Terra, di cui siete tanto orgogliosi e tanto feroci, non è che uno dei pulviscoli rotanti nell’infinito, e non il più grande. Certo però è il più corrotto.

Vite e vite pullulano nei milioni di mondi che sono la gioia del vostro sguardo nelle notti serene, e la Perfezione di Dio vi apparirà quando potrete vedere, con la vista intellettuale dello spirito ricongiunto a Dio, le meraviglie di quei mondi…» (Maria Valtorta, “Quaderni”, 22 agosto 1943).

«E Dio disse…». «Nel Creato, gli elementi che erano confusi nel caos, ubbidirono ordinandosi. (…) “Dio creò il cielo e la terra e la terra era informe e vuota, e le tenebre coprivano la faccia dell’abisso, e lo Spirito di Dio si librava sulle acque e Dio disse: “sia fatta la Luce”. Aria, acqua, fuoco e luce erano dunque fatti, ma non erano separati e ordinati. Dio comandò loro di separarsi e di ordinarsi, secondo la legge che Egli dava loro, ed essi ubbidirono e ubbidiscono da migliaia di anni, facendo il giorno e la notte, i mari e le terre, e lavorando, il fuoco, nelle vene del globo, a preparare i minerali dei quali l’uomo necessita.

Ubbidienza nel Creato: Dio dopo aver fatto il cielo, ossia gli strati dell’atmosfera, li sparse d’astri comandando loro di seguire una certa via immutabile, e gli astri ubbidirono. Dio dopo aver fatto la Terra, ossia dopo aver reso compatta e ordinata la materia, prima sparsa e confusa di polvere e di acque, creò le piante e gli animali della Terra e delle acque, e comandò loro di fruttificare e moltiplicare, ed animali e piante, ubbidirono.

Poi venne l’uomo, la creatura-“re” del creato, e Dio diede all’uomo comando di ubbidienza. E l’ubbidienza dell’uomo avrebbe mantenuto la Terra allo stato di un Paradiso terrestre, nel quale la morte, fame, guerre, sventure, malattie, fatiche, sarebbero state ignorate; un giocondo soggiorno di pace e amore nell’amicizia di Dio sarebbe stata la vita dell’uomo sino al suo passaggio alla Dimora Celeste» (Maria Valtorta, “Libro di Azaria”, capitolo 377, 5 gennaio 1947).

«Tutte le mie Opere dal nulla hanno principio». «Figlia mia, tutte le cose dal nulla hanno principio, questa stessa macchina dell’universo che tu rimiri con tanto ordine, se prima di crearla fosse stata ripiena d’altre cose, non avrei potuto mettere la mia mano creatrice per farla con tanta maestría e renderla tanto splendida ed ornata, al più avrei potuto disfare tutto ciò che ci poteva essere, e poi rifarla come a Me piaceva; ma siamo sempre lì, che tutte le mie Opere dal nulla hanno principio, e quando c’è mescolanza di altre cose, non è decoro della mia Maestà scendere ed operare nell’anima, ma quando l’anima si riduce al nulla, e vi sale a Me, e prende il suo essere nel mio, allora Io vi opero da quel Dio che sono, e l’anima vi trova il vero riposo. Eccoti che tutte le virtù, dall’umiltà e dall’annientamento di sé stesso hanno principio» (Luisa Piccarreta, “Libro di Cielo”, 29 maggio 1900, volume 3°).
Madonna dei Fiori Bordighera
Madonna dei Fiori Bordighera3 days ago
🟢 SANTI E BEATI DEL GIORNO - 01 SETTEMBRE 2026

Oggi veneriamo San Sisto, vescovo; San Prisco, martire; San Terenziano, vescovo; San Vincenzo, vescovo e martire; Santa Verena, vergine; San Vittorio, vescovo; San Costanzo, vescovo; Sant’Egidio, abate; San Lupo, vescovo.
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📌 SANT’EGIDIO, abate

640 circa, Atene (Grecia) - 720 circa, Languedoc (Francia)

🎧 in audio su YouTube
https://youtu.be/4K-stYT0-9o?is=cHh4DAltOYVTzK1G

Nato da nobile famiglia in Atene, questo santo passò i primi anni della sua vita nel paese natio. Di ingegno profondo, colto, amante della pietà, ben presto si cattivò la benemerenza del popolo e dei prìncipi e con essa gli onori del mondo. Ma sprezzante di tutto, Egidio fuggì da Atene e si recò in Francia, ritirandosi in un luogo deserto presso la foce del Rodano, per attendere con più fervore al servizio di Dio. Poco tempo dopo passò in una foresta e vi stabilì la sua dimora, vivendo in preghiera, fra austerità e digiuni. Si nutriva di erbe, radici e frutti selvatici, dormiva su nuda terra e suo guanciale era un sasso. Il Signore ebbe pietà di lui in quel luogo deserto e gli mandò una cerva che gli forniva giornalmente il latte.

Scoperto durante una partita di caccia da Flavio, re dei Goti, entrò nelle grazie di quel sovrano e, per i molti miracoli operati, fu conosciuto in tutta la Francia sotto il nome di «santo taumaturgo». Spinto da tutto il popolo e pregato dallo stesso re ad abbandonare quel romitaggio per recarsi alla corte, non cedette, ma ottenne che il re gli donasse quella selva. Acconsenti il re e vi fabbricò un monastero che regalò ad Egidio.

Lì accorse gran numero di giovani desiderosi di vivere sotto la sua direzione. Il santo prese a dirigerli nella via della santità secondo le regole di San Benedetto. CalendarioSanti

Con essi poté incivilire quella regione, dissodò campi, fertilizzò terreni fino allora incolti, aprì vie di commercio e, specialmente, predicò Gesù a quei popoli, convertendo i peccatori e inducendoli a penitenza. Crescendo sempre più la fama di lui, molti si stabilirono vicino al monastero, così da formare una città che ora porta il suo nome.

Pieno di anni e di meriti, San Egidio, verso la fine del secolo VIII, volò al cielo a ricevere la corona dei Beati.

Più tardi, quando cioè i calvinisti profanavano con vandalico odio i santuari della Linguadoca, le preziose reliquie di San Egidio vennero religiosamente trasferite a Tolosa, ove si conservano con grandissimo onore, e la sua tomba è una fonte perenne di grazie e di miracoli.
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🙏🏻 PREGHIERA

O glorioso Sant'Egidio, che spinto dall'amore al patire, avete fuggito tacitamente la compagnia del Vescovo Cesario, per sottrarvi all'estimazione ed alla gloria degli uomini, quantunque ben meritati, sobbarcandovi poi a severissima penitenza, vivendo di sole radici d'erba e d'acqua, ed al quale volendo Iddio dare un'attestato della sua provvida mano, vi mandò una cerva selvaggia a temperarvi il digiuno col suo latte, implorate che sia anche a noi date forza dalla mortificazione cristiana, per la quale potremo arrivare un bel giorno a cantare l'inno della gratitudine coi santi del Paradiso.
Madonna dei Fiori Bordighera
Madonna dei Fiori Bordighera3 days ago
🛐 FUNZIONI del 1 SETTEMBRE 2026

La Ss. Messa sarà celebrata alle 15.30 per suffragare l’anima della nostra cara parrocchiana GIUSEPPINA VARIO in BRIANO.

15.30 Santa Messa esequiale
14.15 S. Rosario