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Madonna dei Fiori Bordighera
Madonna dei Fiori Bordighera3 weeks ago
🔴 SOLENNITÀ della NATIVITA' DI SAN GIOVANNI BATTISTA - VANGELO DEL 24 GIUGNO 2024

📌 + Vangelo secondo Luca
Lc 1, 57-66.80

Per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con lei.
Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccarìa. Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». Le dissero: «Non c'è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome».
Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. All'istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio.
Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui.
Il bambino cresceva e si fortificava nello spirito. Visse in regioni deserte fino al giorno della sua manifestazione a Israele.

PAROLE DEL SANTO PADRE
Tutto l’avvenimento della nascita di Giovanni Battista è circondato da un gioioso senso di stupore, di sorpresa e di gratitudine. Stupore, sorpresa, gratitudine. La gente è presa da un santo timore di Dio «e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose» (v. 65). Fratelli e sorelle, il popolo fedele intuisce che è accaduto qualcosa di grande, anche se umile e nascosto, e si domanda: «Che sarà mai questo bambino?» (v. 66). Il popolo fedele di Dio è capace di vivere la fede con gioia, con senso di stupore, di sorpresa e di gratitudine. (…) E guardando questo domandiamoci: come è la mia fede? E’ una fede gioiosa, o è una fede sempre uguale, una fede “piatta”? Ho senso dello stupore, quando vedo le opere del Signore, quando sento parlare dell’evangelizzazione o della vita di un santo, o quanto vedo tanta gente buona: sento la grazia, dentro, o niente si muove nel mio cuore? So sentire le consolazioni dello Spirito o sono chiuso? (…) Pensiamo a queste parole, che sono stati d’animo della fede: gioia, senso di stupore, senso di sorpresa e gratitudine. (Angelus, 24 giugno 2018)
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📌 GIOVANNI BATTISTA, OVVERO "DIO FA GRAZIA ORA". APRIAMOCI DUNQUE ORA AL SUO AMORE INFINITO E GRATUITO.

Insieme al Signore e alla Vergine Maria, Giovanni Battista è l'unico "Nato di donna" del quale la Chiesa celebra la natività. Significa che nella sua nascita vi è qualcosa che riguarda tutti noi. Giovanni, infatti, il "nome nuovo" scelto da Dio, significa "Dio fa grazia ora" per una storia nuova che può cominciare ora. La tua e la mia, e quella di ciascun uomo "battezzato" nelle viscere d’amore a cui tutti aneliamo. Che cos' è la nostra vita se non una continua ricerca di misericordia? Di un amore che ci accolga nel suo grembo senza condizioni, così come siamo, che non presenti conti da pagare, per il quale non doversi acconciare? Un amore che ci faccia liberi d’essere esattamente quel che siamo. "Nessuno nella nostra parentela porta il nome" di questo amore, la carne non la prevede. I rapporti, infatti, si infrangono tutti sul limite severo della debolezza carnale. E ciascuno di noi è il frutto di una storia concreta di debolezze, come quella del Popolo di Israele, l’eletto incapace di reggere la prova della libertà. Una storia di schiavitù e liberazioni, di adulteri e perdoni, simile a una strada sconnessa e piena di buche, ma che segue un percorso certo e diritto sulle orme di una promessa: l'avvento del Messia, il Salvatore, il Figlio che compirà, con la sua carne, la Legge impossibile per la nostra carne. In questa storia, Giovanni è la soglia della speranza, l’uscio socchiuso sul compimento di ogni promessa. La sua nascita dal grembo sterile di Elisabetta, immagine di Israele sterile vigna senza frutto, ne è il segno. Tutta la storia si coagulava in quel grembo, come oggi anche la nostra giunge a questo giorno come una "contrazione" nel grembo di una madre. Tutto ciò che ha reso infeconda la nostra vita può diventare il segno dell'amore che trasforma la morte in vita. Come accadde al principio della storia con Isacco, figlio insperato di Abramo e di Sara, gli avvizziti patriarchi. Una storia di salvezza iniziata con il miracolo che ne profetizzava il compimento. Anche il nostro apparire nel mondo è stato un miracolo d'amore; ma poi, di fronte alle sofferenze, il demonio ha avuto ragione della nostra debolezza, e, ingannandoci, ci ha chiuso nel grigio dell'egoismo sterile di chi ha smesso di credere all'amore di DIo. Per strapparci alla deriva del mondo occorreva un miracolo: Giovanni, la misericordia di Dio, la sua Grazia proprio ora, quando forse tutto sembra remarci contro. Non l’abbiamo conosciuta nella carne, non v’è n’è traccia nella storia del mondo. E’ un nome nuovo, l'assoluta novità di uno sguardo posato su Cristo, il Messia capace di salvarci e far bella la nostra vita di oggi: famiglia, lavoro, amicizie, tutto rinnovato perché compiuto nell'amore. Giunge oggi Giovanni, la Parola di Dio per noi. Parla al nostro cuore e ci annuncia la buona notizia che è finita la nostra schiavitù. Ai rapporti malsani inchiodati ai compromessi, al dare e avere d’ogni nostra relazione, ai padri che vorrebbero fare dei propri figli il prolungamento di se stessi, e ai figli schiacciati dall'eredità carnale dei propri genitori, anche quella di peccato e violenza. Ecco oggi la buona notizia per le nostre storie sterili che sembrano non aver nulla di nuovo da dire, per gli anziani ormai rassegnati, per i giovani cui il mondo ha sottratto la speranza; per le coppie sedutesi sulla routine, quando il volto del marito e della moglie appaiono ormai come un soprammobile in più; ai preti e religiosi infilatisi, senza accorgersene, nell'accidia che dà spazio ai compromessi e inaridisce lo zelo; ai tanti presi al laccio dell'insoddisfazione che li schiaccia in una continua, sterile, rivendicazione di diritti; a chi non riesce più a vedere la propria vita, e quella di chi è accanto, come un prodigio. Attraverso Giovanni è annunciata oggi a ogni uomo la buona notizia: come "la mano di Dio era su di lui", sigillo della nuova ed eterna alleanza, così la mano del Padre è su di noi, per realizzare qualcosa di assolutamente nuovo, e fare, della nostra vita, una porta spalancata verso il Signore Gesù. Oggi possiamo guardare la nostra vita con occhi diversi. Dio, infatti, "ha esaltato anche in noi", come in Elisabetta, "la sua misericordia". Si è chinato sulla nostra sterilità e ne ha fatto un prodigio di fecondità. Giovanni è immagine del nostro cuore assetato d’amore, il segno dell’intimo di noi che anela a Cristo. La misericordia attesa e bramata bussa oggi al nostro cuore, Giovanni ce la offre gratuitamente a nome del Messia. Oggi si compiono "i nostri giorni del parto", e tutto di noi brilla di luce nuova: ogni istante del passato trasfigurato nel miracolo d’amore del Signore. Nulla è impossibile a Dio, non vi è sterilità che non possa essere trasformata in fecondità, nessun peccato che non possa essere perdonato. La nostra storia ci ha condotto a quest’oggi di Grazia e di gioia. Tutto in noi, ogni evento e ogni persona apparsi della nostra vita, come doni di Dio, hanno preparato l’incontro con la sua misericordia. Lasciamoci "meravigliare" di fronte all'amore di Dio, ai dettagli che lo avvicinano alle nostre giornate. Come Giovanni, "cresciamo e rafforziamoci nello Spirito", perché ci attende una missione meravigliosa, quando e come Dio vorrà, dove Lui ha già pensato: Annunciare il Messia, l’atteso delle genti. Fin dal grembo materno ci ha chiamati, oggi ce lo rivela. Siamo amati, salvati, redenti, perdonati, e la nostra vita è un vaso attraverso il quale Dio offre al mondo la sua misericordia; per questo, tutto di noi è un prodigio, il più grande, le braccia distese nella consegna di noi stessi per gli altri. Che timore, che gioia! Davvero, “che sarà mai questo bambino?”, che sarà mai la nostra vita? E quella di tuo figlio, anche se in questo tempo sembra seppellito tra grugniti e ira. Il Signore, giorno dopo giorno, ce lo rivelerà, ma sappiamo già che giungerà esattamente dove è approdata la vita di Giovanni: a divenire, nel martirio, un segno, una luce che indichi la salvezza, l'Agnello che toglie il peccato del mondo. In famiglia, al lavoro, a scuola, ovunque, questa vita concreta è un prodigio, il segno autentico ed efficace dell'amore che salva ogni "ora", che fa di ogni istante il principio di una novità che riscatta e infonde pace e felicità. Gettiamoci allora, senza paura, nell’avventura che Dio ci ha preparato.
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📌 RIFLESSIONI

*《 CHE SARÀ MAI QUESTO BAMBINO ? 》*

《 Egli sarà grande davanti al Signore ... Gli camminerà innanzi con lo spirito e la forza di Elia 》 (Luca 1, 15,27). Così dice l' Arcangelo Gabriele del nascituro Giovanni il Battezzatore a Zaccarìa, padre del fortunato bambino, cugino di Gesù e nipote di Maria. Ricordiamo come egli è stato santificato già nel grembo di sua Madre, con la presenza e il saluto della Madre di Dio.

Il paragone con Elia è molto forte. Di Elia la Bibbia dice:《 Allora sorse Elia profeta, simile al fuoco; la sua parola bruciava come fiaccola ... Designato a rimproverare i tempi futuri per placare l'ira prima che divampi, per ricondurre il cuore dei padri verso i figli e ristabilire le tribù di Giacobbe 》. (Siracide 48, 1.10)

CHI È GIOVANNI ?

《 Che sarà mai questo bambino ? 》è la prima domanda che la gente si fa appena Giovanni Battista nasce. La domanda sulla sua identità sarà più forte e pressante quando egli comincerà la sua missione con forza e potenza. La domanda cruciale era questa:《 Chi sei tu ? 》(Giovanni 1, 19). Perché battezzi ? Egli rispose:《 Io sono voce di uno che grida nel deserto 》(Giovanni 1, 23).

Giovanni era la voce che preparava la via a Gesù:《 Voce è Giovanni, mentre del Signore si dice: "In principio era il Verbo" (Giovanni 1, 1). Giovanni è voce per un po’ di tempo; Cristo invece è il Verbo eterno fin dal Principio 》 (Sant' Agostino, "Discorso 293").

LA "VOCE" E LA "PAROLA"

《 Se alla voce togli la parola, che cosa resta ? [...] Vediamo in proposito qual è il procedimento che si verifica nella sfera della comunicazione del pensiero. Quando penso ciò che devo dire, nel cuore fiorisce subito la parola. Volendo parlare a te, cerco in qual modo posso fare entrare in te quella parola, che si trova dentro di me. Le dò suono e così, mediante la voce, parlo a te.

Il suono della voce ti reca il contenuto intellettuale della parola e dopo averti rivelato il suo significato svanisce. Ma la parola recata a te dal suono è ormai nel tuo cuore, senza peraltro essersi allontanata dal mio. Non ti pare, dunque, che il suono stesso che è stato latore della parola ti dica: "Egli deve crescere e io invece diminuire" ? (Giovanni 3, 30) ...

E siccome è difficile distinguere la parola dalla voce, lo stesso Giovanni fu ritenuto il Cristo. La voce fu creduta la Parola; ma la voce si riconobbe tale per non recare danno alla Parola. Non sono io, disse, il Cristo, né Elia, né il profeta 》.

(Sant' Agostino, dal "Discorso 293")

OGNUNO HA IL SUO "MESSAGGERO"

Ci sono persone che hanno influito beneficamente sulla nostra vita. Soprattutto chi ciha dato Gesù. Chi ci ha fatto conoscere Gesù. Chi ha saputo efficacemente parlarci di Lui. Sono dei "messaggeri", come Giovanni. Di queste persone il profeta dice:

《 Come sono belli sui monti i piedi del messaggero di lieti annunzi che annunzia la pace, messaggero di bene che annunzia la Salvezza 》(Isaia 52, 7).

Questa Parola è stata scritta anche per noi. Qualcuno, nella nostra vita, ha fatto ciò che ha fatto il Battista.

GIOVANNI PASSA. GESÙ RESTA

Ma, come Giovanni, chi ci ha fatto del bene – cui saremo eternamente grati – passa, mentre Gesù resta. Anche noi possiamo essere dei "precursori" di Gesù per tante anime. Ma anche noi passiamo, mentre Gesù resta.

Questo ci deve ridimensionare. Le anime appartengono a Gesù, non a noi. Non possiamo legarle più a noi che a Gesù. Il Battista non ha mai pensato di sostituirsi a Lui, anzi ha detto:《 Bisogna che Egli cresca, e che io diminuisca 》 (Giovanni 3, 30).

Se poi Gesù vuole che siano sempre legate a noi, allora è sua Volontà, e l' amicizia diventa un trampolino di lancio continuo verso il Cielo. Ma se tratteniamo le anime per nostra iniziativa le facciamo indietreggiare, e il bene che abbiamo fatto loro viene distrutto da noi stessi. Ricordiamo spesso, ricordiamo sempre, ciò che Gesù disse a Santa Caterina da Siena, per conservare l' umiltà:

《 Sai, figliola, chi sei tu e chi sono Io ? Se saprai queste due cose, sarai beata. Tu sei quella che non è; Io, invece, Colui che Sono. Se avrai nell' anima tua tale cognizione, il nemico non potrà ingannarti e sfuggirai da tutte le sue insidie; non acconsentirai mai ad alcuna cosa contraria ai miei Comandamenti, e acquisterai senza difficoltà ogni Grazia, ogni Verità e ogni Lume 》.

L' ANGELO

Nel linguaggio dei Padri della Chiesa San Giovanni Battista viene anche chiamato "Angelo". Difatti nel testo greco originale troviamo:《 Ecco, Io mando il mio Angelo davanti a te 》(Marco 1, 2). Angelo viene tradotto con "messaggero", proprio perché gli Angeli sono dei Messaggeri, i portatori di annunci per eccellenza, i latori dei messaggi divini.

"ἀποστέλλω τὸν ἄγγελόν μου" = "apostello ton anghelon mou" = "Io mando il mio messaggero".

《 Dice il Signore: "Ecco, Io mando il mio messaggero a preparare la via davanti a Me" 》. (Malachia 3, 1)

《 Ecco, Io mando un Angelo davanti a te per custodirti sul cammino e per farti entrare nel luogo che ho preparato 》. (Esodo 23, 20)

L' ANGELO DEGLI ANNUNCI

《 L' Angelo rispose a Zaccarìa: "Io sono Gabriele che sto al cospetto di Dio e sono stato mandato a portarti questo lieto annunzio" 》. (Luca 1, 19)

"Lieto annunzio" = "Eu-anghelion". Se Giovanni Battista è un Angelo, cioè un "messaggero", c'è anche un Messaggero che porta gli annunci più importanti: a Maria e a Zaccarìa; alla Madre di Gesù e al padre di Giovanni Battista. Si tratta di San Gabriele Arcangelo, l' Angelo dei grandi annunci.

L' episodio dell' Annuncio a Maria da sempre viene chiamato "Annunciazione". Come conclusione di questa riflessione "descriviamo" Gabriele "Fortezza di Dio".

SAN GABRIELE ARCANGELO

"Gabriele, dell' apparente età di 24-25 anni. Alto, snello, molto spiritualizzato nei tratti rapiti di adoratore perpetuo. Biondo di un biondo oro zecchino, dai capelli ondanti fino a toccare appena le spalle, meglio la base del collo, trattenuti da un sottile cerchio diamantato: pareva una fascia di luce incandescente più che metallo e gioielli.

Vestito di quelle vesti di luce tessuta – diamanti e perle – che molte volte ho visto nei corpi gloriosi. Una tunica lunga, sciolta, castissima, che nascondeva completamente i piedi e lasciava a malapena scoperta la mano destra pendente lungo il fianco, bellissima nella sua forma. Mi guardava coi suoi zaffirei occhi, con un sorriso così soprannaturale che per quanto fosse un sorriso mi intimoriva ...

Gabriele canta, con la sua voce d' arpa spiritualissima (e ogni nota porta all' estasi):《 Ave, Maria 》, e nel dire《 Maria 》 raccoglie le mani sul petto e curva il capo alzandolo poi con un sorriso che aumenta lo sfavillio di tutto lui verso il più alto Paradiso. Capisco che più che salutarmi si è voluto chiaramente indicare. È l' Arcangelo che annunzia il Grande Mistero … e sembra che non sappia che dire quelle parole e venerare la Vergine ... 》.

(Maria Valtorta, "Quaderni", 21 dicembre 1945)
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📌 IN ASCOLTO DEI PADRI

🌹 Dai «Discorsi» di SANT’AGOSTINO, vescovo (Disc. 293,1-3)

Voce di chi grida nel deserto

La Chiesa festeggia la natività di Giovanni, attribuendole un particolare carattere sacro. Di nessun santo, infatti, noi celebriamo solennemente il giorno natalizio; celebriamo invece quello di Giovanni e quello di Cristo. Giovanni però nasce da una donna avanzata in età e già sfiorita. Cristo nasce da una giovinetta vergine. Il padre non presta fede all’annunzio sulla nascita futura di Giovanni e diventa muto. La Vergine crede che Cristo nascerà da lei e lo concepisce nella fede.

Sembra che Giovanni sia posto come un confine fra due Testamenti, l’Antico e il Nuovo. Infatti che egli sia, in certo qual modo, un limite lo dichiara lo stesso Signore quando afferma: «La Legge e i Profeti fino a Giovanni» (Lc 16,16). Rappresenta dunque in sé la parte dell’Antico e l’annunzio del Nuovo. Infatti, per quanto riguarda l’Antico, nasce da due vecchi. Per quanto riguarda il Nuovo, viene proclamato profeta già nel grembo della madre. Prima ancora di nascere Giovanni esultò nel seno della madre all’arrivo di Maria. Già da allora era stato chiamato, prima di venire alla luce. Viene indicato già di chi sarà precursore, prima ancora di essere da lui visto. Questi sono fatti divini che sorpassano i limiti della pochezza umana. Infine nasce, riceve il nome, si scioglie la lingua del padre. Basta riferire l’accaduto per spiegare l’immagine della realtà.

Zaccaria tace e perde la voce fino alla nascita di Giovanni, precursore del Signore, e solo allora riacquista la parola. Che cosa significa il silenzio di Zaccaria se non la profezia non ben definita, e prima della predicazione di Cristo ancora oscura? Si fa manifesta alla sua venuta. Diventa chiara quando sta per arrivare il preannunziato. Il dischiudersi della favella di Zaccaria alla nascita di Giovanni è lo stesso che lo scindersi del velo nella passione di Cristo. Se Giovanni avesse annunziato se stesso, non avrebbe aperto la bocca a Zaccaria. Si scioglie la lingua perché nasce la voce. Infatti a Giovanni, che preannunziava il Signore, fu chiesto: «Chi sei tu?» (Gv 1,19). E rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto» (Gv 1,23). Voce è Giovanni, mentre del Signore si dice: «In principio era il Verbo» (Gv 1,1). Giovanni è voce per un po’ di tempo, Cristo invece è il Verbo eterno fin dal principio.

🌹 Dal «Discorso nella festa di san Giovanni Battista» di UGO DI SAN VITTORE (Disc. 74)

Nascita fonte di vita

Si chiamerà Giovanni e molti godranno della sua nascita (cfr. Lc 1,13.14). Giovanni significa «grazia di Dio». Carissimi, questo nome tanto santo, dato a un uomo santissimo, preannunziato con venerazione da Gabriele, proferito da Elisabetta ripiena di Spirito Santo, comunicato per iscritto da Zaccaria, dobbiamo crederlo, senza possibilità di dubbio, prescelto da Dio stesso.

Non fu infatti senza motivo che ricevette tal nome chi splendeva prima di chiunque altro per la grazia, grazia che lo santificò ancora nel seno materno; chi alla voce della Vergine esultò per la grazia della presenza di Cristo; chi ancor fanciullo, sostenuto dalla grazia, rinunciò al mondo, ed entrato nel deserto, si dedicò solo a Dio fino al giorno della sua manifestazione al popolo d’Israele, rivestito di una veste di pelo di cammello, cinto da una cintura di pelle, nutrendosi di locuste e miele selvatico e bevendo acqua.

Ben a ragione fu chiamato Giovanni chi si mostrò precursore e predicatore della grazia celeste di cui Cristo fu subito portatore e datore. Per la qual cosa lo stesso Giovanni dice: «Io vi battezzo nell’acqua, cioè nella penitenza, ma verrà dopo di me chi è più potente di me, del quale non son degno di sciogliere il legaccio dei calzari: Egli vi battezzerà con lo Spirito Santo e col fuoco (cfr. Mt 3,11). Infatti: La grazia e la verità sono venute da Gesù Cristo (cfr. Gv 1,17).

Poiché dunque, fratelli, festeggiamo in tutto il mondo una nascita augusta, godiamo con tutto il cuore di partecipare anche noi a quello che fu scritto: «Molti godranno della sua nascita». Molti godono della sua nascita, come mostrano più i fatti che le parole che si leggono, perché godono i cristiani ed è noto che godono anche i pagani. Godono i poveri perché vedono imminente il maturare delle messi; godono i servi perché vedono che si avvicina il termine e la mercede del loro lavoro.

I buoni godono della gioia dello Spirito Santo, i cattivi delle gioie del mondo. Infatti la gioia del mondo è la concupiscenza della carne, quella degli occhi, e la superbia della vita. Nella concupiscenza della carne c’è la gioia delle cose turpi, nella concupiscenza degli occhi quella della curiosità, nella superbia della vita la gioia della vanità. Chi si insuperbisce diventa vuoto.

Queste specie di gaudio si trovano solo nel mondo dei reprobi, i quali si allietano nel fare il male ed esultano nelle perversioni del vizio, godono delle vanità e delle stravaganze false, dei giochi superstiziosi, dell’esercizio dei vizi, del commettere peccati, si saziano di vini pregiati e di profumi, s’incoronano di rose prima di imputridire e ovunque vogliono lasciare segni di gioia (cfr. Sap 2,6-9). Godono delle cose delle quali i dannati piangono dicendo: Errammo lontano dalla via della verità e la luce della giustizia non rifulse per noi e il sole dell’intelligenza non si levò per noi.

Ci siamo stancati nelle vie dell’iniquità e della perdizione e non abbiamo conosciuto la via del Signore. Che pro ci ha dato la superbia, e l’arroganza delle ricchezze che vantaggio ci ha portato? (cfr. Sap 5,6-8).

Godiamo dunque, carissimi, in questa santa natività di san Giovanni Battista di una grande gioia. Ma le gioie di Dio non abbiano per noi il gusto di quelle del mondo, per poter meritare di giungere con questa santa letizia alla gloria celeste. Che il Signore si degni concedercelo.
Madonna dei Fiori Bordighera
Madonna dei Fiori Bordighera3 weeks ago
🔴 SOLENNITÀ della NATIVITA' DI SAN GIOVANNI BATTISTA - 24.06.2024

Il culto e l'alto onore tributato dalla Chiesa al grande Battista col celebrarne la natività è certo un segno della grandezza di questo uomo santificato prima ancora della sua nascita.

Zaccaria, suo padre, era della classe di Abia, e come sacerdote attendeva agli uffici del tempio. Elisabetta, sua consorte, era sterile e avanzata negli anni: ambedue però camminavano irreprensibili nella legge del Signore.

Or avvenne che mentre il bianco vegliardo Zaccaria, entrato nel tempio, vi offriva l'incenso, gli apparve l'Angelo del Signore. Egli si turbò alla vista del celeste messaggero, ma questi con voce dolce e soave: « Non temere, gli disse, o Zaccaria, perché le tue preghiere sono state esaudite e la tua moglie Elisabetta darà alla luce un figliuolo a cui porrai nome Giovanni. Egli sarà per te di allegrezza e di giubilo, e molti per la sua nascita si rallegreranno poichè sarà grande al cospetto dell'Altissimo... sarà ripieno dello Spirito Santo e precederà dinanzi al Signore con lo spirito e la potenza di Elia ». « Ma come avverrà questo, rispose tremante Zaccaria, se io e la mia moglie siamo vecchi? ». A cui l'inviato misterioso: « Io sono Gabriele chè sto al cospetto di Dio, e sono stato inviato ad annunciarti questa bella notizia, ma giacché hai esitato, rimarrai muto fino a tanto non sia compiuto quello che ti ho detto ».

Così dicendo l'Angelo scomparve.

Quando furono compiti i giorni del suo ministero se ne tornò a casa. Allora si compì la parola del Signore;

Un altro spettacolo ci si presenta. Gabriele lascia nuovamente il cielo; sorvola le montagne della Giudea e si porta a Nazareth ad una verginella in dolce contemplazione.

Ave grazia piena! A questo saluto Maria si turba ma rassicurata dall'Angelo, crede e diviene all'istante madre di Dio. Saputo poi che la cugina Elisabetta deve partorire, Maria si dirige frettolosa verso la città. L'abbraccio colla cugina, la purificazione di Giovanni, le parole ispirate di Elisabetta fanno proromper Maria in quel cantico di lode e di benedizione a Dio che è la più bella e la più sublime di tutte le poesie, il più dolce di tutti i canti: il Magnificat. Ecco i prodigi coi quali fu circondata la Natività del Battista, il Precursore di Cristo, l'ultimo e il più insigne tra i personaggi che nel corso di quaranta secoli preannunziarono il Salvatore. La sua vita mortificatissima trascorsa quasi tutta nel deserto e nella predicazione del regno messianico, fanno di S. Giovanni uno dei santi più grandi.

Le sue relazioni con il Salvatore sono intime. È Giovanni che lo battezza nel Giordano: ancora lui che lo mostra ai discepoli con quelle parole: « ecco l'Agnello di Dio, ecco colui che toglie i peccati dal mondo ». E a chi, stupito della sua vita e della sua predicazione, domandava: « Sei tu il Messia? » rispondeva: « Io sono la voce di colui che grida nel deserto: raddrizzate le vie del Signore. Io non sono il Cristo: ma fui mandato innanzi a lui. Bisogna che Egli cresca e che io diminuisca ».

E Giovanni diminuì veramente. Dopo aver additato il Messia, insegnato ad ogni ceto di persone il modo di ricevere il Salvatore, è preso e decapitato in odio alla verità. Più splendido coronamento alla sua missione non poteva desiderare.

Quando la ricorrenza del Sacro Cuore di Gesù cade il 24 giugno la solennità della Natività di san Giovanni Battista è anticipata al 23 giugno.

PREGHIERA

1) O glorioso S. Giovanni Battista, che fra i nati di donna fosti il profeta più grande: benché santificato sin dal seno materno, tu vorresti ritirarti nel deserto per dedicarti alla preghiere ed alla penitenza. Ottienici dal Signore il distacco da ogni ideale terreno per avviarci verso il raccoglimento del dialogo con Dio e la mortificazione delle passioni. Gloria al Padre..

2) O zelantissimo precursore di Gesù che pur senza operare alcun miracolo attirasti a te le folle per prepararle ad accogliere il Messia e ad ascoltare le sue parole di vita eterna, ottienici la docilità alle ispirazioni del Signore in modo che con la testimonianza della nostra vita possiamo condurre le anime a Dio, quelle soprattutto che hanno più bisogno della sua misericordia. Gloria al Padre..

3) O martire invitto che per la fedeltà alla Legge di Dio e per la santità del matrimonio ti opponesti agli esempi di vita dissoluta a costo della libertà e della vita, ottienici da Dio una volontà forte e generosa affinché, vincendo ogni umano timore, osserviamo la Legge di Dio, professiamo apertamente la fede e seguiamo gli insegnamenti del Maestro Divino e della sua santa Chiesa. Gloria al Padre..

PREGHIAMO
O Padre, che hai mandato San Giovanni Battista a preparare a Cristo Signore un popolo ben disposto, allieta la tua Chiesa con l'abbondanza dei doni dello Spirito, e guidala sulla via della salvezza e della pace. Per Cristo nostro
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🙏🏻 ALTRI SANTI E BEATI DEL GIORNO

Santi Giovanni e Festo, martiri; San Simplicio di Autun; Santi Agoardo e Agilberto e compagni, martiri; San Rumoldo, eremita e martire; San Teodolfo, vescovo e abate; San Goardo, vescovo e martire; San Teodgaro, sacerdote; San Giuseppe Yuan Zaide, sacerdote e martire; Beata Maria di Guadalupe (Anastasia) García Zavala, vergine
Madonna dei Fiori Bordighera
Madonna dei Fiori Bordighera3 weeks ago
🟢 XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - VANGELO DEL 23 GIUGNO 2024

📌 + Vangelo secondo Marco
Mc 4,35-41

In quel medesimo giorno, venuta la sera, Gesù disse ai suoi discepoli: «Passiamo all'altra riva». E, congedata la folla, lo presero con sé, così com'era, nella barca. C'erano anche altre barche con lui.
Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t'importa che siamo perduti?».
Si destò, minacciò il vento e disse al mare: «Taci, càlmati!». Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. Poi disse loro: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?».
E furono presi da grande timore e si dicevano l'un l'altro: «Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?».

PAROLE DEL SANTO PADRE
Oggi possiamo chiederci: quali sono i venti che si abbattono sulla mia vita, quali sono le onde che ostacolano la mia navigazione e mettono in pericolo la mia vita spirituale, la mia vita di famiglia, la mia vita psichica pure? Diciamo tutto questo a Gesù, raccontiamogli tutto. Egli lo desidera, vuole che ci aggrappiamo a Lui per trovare riparo contro le onde anomale della vita. Il Vangelo racconta che i discepoli si avvicinano a Gesù, lo svegliano e gli parlano (cfr v. 38). Ecco l’inizio della nostra fede: riconoscere che da soli non siamo in grado di stare a galla, che abbiamo bisogno di Gesù come i marinai delle stelle per trovare la rotta. La fede comincia dal credere che non bastiamo a noi stessi, dal sentirci bisognosi di Dio. Quando vinciamo la tentazione di rinchiuderci in noi stessi, quando superiamo la falsa religiosità che non vuole scomodare Dio, quando gridiamo a Lui, Egli può operare in noi meraviglie. È la forza mite e straordinaria della preghiera, che opera miracoli. Gesù, pregato dai discepoli, calma il vento e le onde. E pone loro una domanda, una domanda che riguarda anche noi: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?» (v. 40). I discepoli si erano fatti catturare dalla paura, perché erano rimasti a fissare le onde più che a guardare a Gesù. E la paura ci porta a guardare le difficoltà, i problemi brutti e non a guardare il Signore, che tante volte dorme. Anche per noi è così: quante volte restiamo a fissare i problemi anziché andare dal Signore e gettare in Lui i nostri affanni! Quante volte lasciamo il Signore in un angolo, in fondo alla barca della vita, per svegliarlo solo nel momento del bisogno! Chiediamo oggi la grazia di una fede che non si stanca di cercare il Signore, di bussare alla porta del suo Cuore. (Angelus, 20 giugno 2021)
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📌 COMMENTO

SULLA BARCA DELLA CHIESA POSSIAMO ADDORMENTARCI CON CRISTO NELLA FEDE PER ENTRARE NELLA STORIA TURBOLENTA E PASSARE ALL'ALTRA RIVA DELLA VITA ETERNA

Nella vita di un cristiano tutto si fonda sulla Parola di Gesù. "Passiamo all'altra riva!": non un invito qualsiasi ma una Parola di Dio, ovvero creatrice, capace di realizzare quello che dice. Ma per crederci i discepoli devono imparare a conoscere il Signore. Avevano infatti preso Gesù "così com'era", ma non sapevano "chi" egli fosse. E' Dio, e non lo sanno. Per questo Gesù "intima" con autorità ai discepoli di passare all'altra riva: è come se li spingesse ad entrare nel "principio", agli albori della creazione, per sperimentare che Lui era Dio. Quel mare in tempesta è per loro come il caos primordiale dal quale Dio ha tratto la vita in virtù del suo semplice dire. Ma è anche come il caos nel quale l'uomo ripiomba dopo aver peccato. Perciò quella traversata è immagine d'ogni vicenda umana, di ciascuna delle nostre giornate, delle relazioni tra coniugi, tra genitori e figli, tra amici e colleghi. Perché il peccato rimescola ogni giorno le carte e ci ritroviamo a dover ricominciare ogni volta, che per un cristiano significa credere e convertirsi sempre perché Dio possa creare ancora quello che sporchiamo e rompiamo. Ai cristiani non è permesso di installarsi fondando la vita sulla sabbia delle certezze effimere. Dio ha risposto al male e alla morte rompendo l'ineluttabilità della fine sulla quale il mondo alza disperato bandiera bianca. Ma non è facile. Occorre lasciarsi trascinare da Gesù nella traversata che affronti il "vento" delle tentazioni senza evitare le amare conseguenze dei nostri cedimenti, sino a che la barca non ne sia "piena". E' in quel momento, infatti, che Gesù rivela pienamente la sua divinità. Nella Scrittura le "onde" sono un segno della morte. Ebbene i discepoli salgono sulla barca per divenire il Popolo che ha sperimentato l'amore di Dio più forte della morte. Il Popolo della Pasqua compiuta, che vive ogni evento come il passaggio del Mar Rosso, che non resta incastrato nella morte ma vi esce vittorioso insieme al suo Signore. Ma, come accadde profeticamente al Popolo di Israele, devono imparare a credere, e questo non è possibile senza conoscere se stessi. E quando ci si conosce? Nella difficoltà. Quando le cose non vanno come ci si sarebbe aspettato. Nel deserto che sembra di gran lunga peggiore dell'Egitto, come Israele; nel mare in tempesta, come i discepoli. Per questo essi sono immagine di tutti noi che abbiamo sperato e creduto alla Parola di Gesù, ma di fronte alla storia che sembra smentirla, abbiamo finito con il dar credito all'inganno del demonio: a Dio "non importa di noi!"; è indifferente alla nostra sofferenza, non si accorge che stiamo "morendo". Proprio come è accaduto nella barca: Gesù è con i discepoli, ma dorme. Lui c'è ma non fa nulla. Se è davvero il Figlio di Dio, se davvero ha il potere che dice di avere, se è stato Lui a moltiplicare pani e pesci, a guarire infermi e a scacciare i demoni, se può far miracoli e dorme, allora significa che non gli importa nulla di noi. Ecco, questo è il pensiero di chi ancora non conosce il Signore.

Ma proprio quel sonno è la loro assicurazione sulla vita. Finché Lui dorme la morte non può raggiungerli, perché si infrange nel sonno della morte del Signore. Ma ora i discepoli non possono ancora comprenderlo, e per questo svegliano Gesù e lo rimproverano. Quante volte sorge in noi la stessa domanda, che diventa la preghiera di chi non conosce veramente il Signore. Nei templi pagani davanti all'immagine della divinità vi è una grande campana. I fedeli che desiderano pregare si avvicinano e cominciano a scuoterla, per svegliare il loro dio e attirarne l'attenzione. E' la religiosità naturale, quella che tutti portiamo dentro. Quando nelle difficoltà ci sembra che Dio non intervenga moltiplichiamo preghiere, sacrifici, offerte, perché Egli si svegli e si accorga di noi, e cambi il corso della storia secondo i nostri progetti. E, sorprendentemente, il Signore si sveglia e comanda ai flutti, e ritorna la bonaccia. L'amore di Cristo si è piegato alla loro volontà, ma rimane l'incertezza di quello che è solo un abbozzo di fede. Importante e decisivo, perché obbliga a chiedersi "chi è costui?". E' il primo passo, ma la fede adulta è ben altro. E' conoscenza, e confidenza. E' addormentarsi con Lui anche nella tempesta, anche quando la nostra vita sembra affondare. E' reclinare il capo e riposare sul legno della Croce che segna le nostre esistenze, come bimbi divezzati in braccio alla propria madre. Tutti noi dobbiamo imparare la fede entrando nella barca della Chiesa e passare all'altra riva attraverso le mille tempeste dei progetti naufragati, dei criteri sommersi dalle onde, con la morte che si avvicina nell'insulto e nella calunnia di chi ci è accanto. La fede, infatti, è un cammino che ci fa entrare con Cristo nel sonno della morte per svegliarci nella risurrezione, per sperimentare concretamente che i peccati sono stati perdonati. E questo avviene solo quando si posano i piedi sull'altra riva, quando cioè i pensieri e i gesti testimoniano che siamo diventati una creatura nuova. Quando camminiamo sulla terra del Regno di Dio e risplende in noi l'immagine del Creatore. Per questo, gli eventi che ci incalzano e che sembra ci facciano affondare, non sono il segno dell'abbandono di Dio, anzi. Nella barca possiamo scoprire e sperimentare che sono invece il luogo dove conoscere più intimamente il Signore. Anche e soprattutto nelle conseguenze amare dei peccati. Ma dobbiamo imparare a riconoscerci peccatori e ad accettarlo, altrimenti non sperimenteremo il potere di Gesù Cristo. Il cristianesimo non è una religione naturale ma è Cristo stesso che è salito sul legno della croce per attraversare il mare della morte addormentandosi in essa e vincerla definitivamente. Per questo siamo chiamati ogni giorno ad entrare con Lui nel mare in tempesta, addormentati, senza resistere al male, senza scappare dalla storia, abbandonati nella volontà di Dio, certi del fatto che essa è sempre per il bene di ciascuno di noi, della Chiesa, dell'evangelizzazione, e del mondo. Perché è proprio lì che Dio farà risplendere il perdono e la vita che non muore, come un segno per ogni uomo.
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📌 RIFLESSIONI

*《 PERCHÉ AVETE PAURA ? NON AVETE ANCORA FEDE ? 》*

La fede e la paura sono due temi molto ricorrenti in tutta la Bibbia. In genere non vengono trattati isolatamente, ma sempre insieme. Il motivo è chiaro: Dio ci dice di aver fede proprio quando abbiamo paura:

《 Non temere, perché Io sono con te; non smarrirti, perché Io sono il tuo Dio. Ti rendo forte e anche ti vengo in aiuto e ti sostengo con la destra vittoriosa 》. (Isaia 41, 10)

《 Nell' ora della paura, io in Te confido 》. (Salmo 56, 4)

Nell' Antico Testamento forse il brano più bello è questo:《 Non temere, perché Io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome: tu Mi appartieni. Se dovrai attraversare le acque, sarò con te, i fiumi non ti sommergeranno; se dovrai passare in mezzo al fuoco, non ti scotterai, la fiamma non ti potrà bruciare 》. (Isaia 43, 1-2)

Eccezionale l' immagine del fiume nel quale non anneghi e il fuoco che non ti brucia !

Nella Bibbia è scritto per 365 volte "non temere", ed è incredibile, perché per ogni singolo giorno dell’ anno il Signore ci dice non temere.

FEDE E PAURA

La fede e la paura sono due realtà opposte tra loro. Si escludono a vicenda. La fede è la certezza, vitale e non astratta, di essere amati e protetti da Dio, la certezza della sua Presenza in ogni circostanza della nostra vita.

La paura, fondamentalmente, è frutto dell' orgoglio, che ci induce a pensare che siamo noi gli artefici della nostra vita. Per cui, nelle situazioni irrisolvibili, andiamo nel panico.

La paura può essere anche un aspetto superficiale ed "esterno" alla nostra anima, quando cioè è conseguenza di traumi subiti. Ma questo tipo di paura è risolvibile con la fede alimentata dalla preghiera. Quando invece la paura viene dall' orgoglio, è necessario un cammino spirituale serio e la volontà di cambiare.

《 PERCHÉ AVETE PAURA ? 》

Gesù dorme nella barca durante la traversata notturna sul lago, mentre la tempesta infuria. C'è il rischio imminente di andare a fondo, e i discepoli gridano dalla paura e svegliano Gesù che risolve immediatamente la situazione. Poi mette il "dito sulla piaga":《 Perché avete paura ? Non avete ancora fede ? 》. In questo caso la loro paura è frutto dell' orgoglio e della presunzione.

Cosa è successo veramente ? Perché Gesù li rimprovera ? Sembra un rimprovero immeritato. Non è normale avere paura in una situazione come quella ? Sì. Ma c'era Gesù. Egli non avrebbe mai permesso che i discepoli annegassero, né tanto meno poreva annegare Lui. Ma Gesù dormiva. Sembra strano, ma c'è una spiegazione.

"VEDIAMO CHE SAPETE FARE DA SOLI ..."

《 Pietro, Andrea, Giacomo e Giovanni erano dei buoni pescatori e perciò si credevano insuperabili nelle manovre marinare. Io per loro ero un grande “rabbi”, ma un nulla come marinaio. Perciò Mi giudicavano incapace di aiutarli e, quando salivano in barca per traversare il mare di Galilea, Mi pregavano di stare seduto perché non ero capace di altro ... Quel giorno, stanco e pregato di riposare, ossia di lasciarli fare, loro che erano tanto pratici, mi misi a dormire ... 》. (Maria Valtorta, "L' Evangelo come mi è stato rivelato", volume 3⁰, capitolo 185)

Gesù però non dice: "arrangiatevi !". Non si lascia vincere dalla delusione e dall' amarezza ... e seda la tempesta ! E dice anche a noi: 《 Chiamatemi. Gesù non dorme che perché è angosciato di vedersi disamato da voi. Chiamatemi e verrò 》. (Maria Valtorta ..., ibidem)

"LE PIÙ GRANDI PAURE"

"Le più grandi paure sono quelle della morte, del giudizio e dell’ Eternità. Ma anche queste paure svaniscono quando entra Gesù nella vita di chi crede in Lui. Infatti la paura proviene dal peccato e dal demonio. Il diavolo cerca di allontanare l’ uomo da Dio e di tenerlo a distanza da Lui. La pace interiore formano l’ equilibrio spirituale dell’ uomo; il demònio cerca di togliergli questo equilibrio insinuando nella sua mente pensieri di scoraggiamento, depressione, disperazione e terrore, e nascondendogli la via della guarigione da tutto ciò.

Gesù Cristo con la sua morte, che appariva agli occhi esterni come una sconfitta, in effetti distrusse《 colui che aveva l’ impero della morte, cioè il diavolo 》 e liberò《 tutti quelli che, per il timore della morte, erano per tutta la vita soggetti a schiavitù 》 (Ebrei 2, 14)".

(Giovambattista Mele - Nicola Martella, "La paura", in: lucebiblica.altervista.org)

LA PAURA: ARMA DI SATANA

Sì, la paura è l' arma del diavolo più temibile. Nella paura ci stacchiamo da Dio (non tutti in verità, ma molti), non ci rifugiamo subito in Lui, e il demònio ha campo libero per attaccarci, poiché ci vede come una cittadella sguarnita, senza sentinelle e con le porte aperte. Inoltre la paura ci getta nella confusione mentale, per cui facciamo un errore dopo l' altro. Si innesca un meccanismo terribile: più abbiamo paura, più facciamo errori; più facciamo errori, più aumenta la paura. Somigliamo a quegli insetti che incappano in una ragnatela: più l' insetto si agita, più si avvolge nella ragnatela ...

In questo, Satana è capace di sfoggiare tutta la sua arte della suggestione:

《 Satana tende proprio a questo: ad agitarvi per sottrarvi alla mia Azione e gettarvi in preda delle iniziative umane ... Se avete vostre risorse, anche in poco, o, se le cercate, siete nel campo naturale, e seguite quindi il percorso naturale delle cose, che è spesso intralciato da Satana. Nessun ragionatore o ponderatore ha fatto miracoli, neppure fra i Santi. Opera divinamente chi si abbandona a Dio 》.

(Gesù al Servo di Dio Don Dolindo Ruotolo)

《 I SAPIENTI COMPRENDERANNO IL TRANELLO DI SATANA 》

*Dice Gesù:*《 I sapienti comprenderanno il tranello di Satana, gli innumerevoli tranelli di Satana, perché chi possiede la Sapienza vera è illuminato e per la loro fedeltà alla Grazia diverranno candidi e provati come il fuoco, degni d’ essere eletti al Cielo; gli empi, seguiranno il Male e faranno il male non potendo comprendere il Bene, perché di loro spontanea volontà avranno colmato il loro cuore al Male 》.

(Maria Valtorta, "Quaderni", 23 gennaio 1944)

《 VINCETE LA PAURA CHE PARALIZZA L' AMORE ! 》

*Dice Azaria:*《 Vincete la paura che paralizza l' amore, la confidenza e la preghiera. Vincete la paura che mostra ancora in voi ignoranza di Dio e della sua Potenza, e che mostra anche una non buona fede in Dio. La fede buona e vera è umile e tutto accetta perché dice: "Se Dio lo dice o me lo fa dire segno è che è cosa vera". Ma questa fede totale non è mai congiunta a paura, diffidenza, dubbio o, peggio ancora, a cocciuta ed intima persuasione che Dio non può quella data cosa. Tutto può Dio. Tutto dovete sperare che Dio possa. Tutto dovete credere che Dio possa 》.

(Maria Valtorta, "Libro di Azaria", capitolo 19)

NON PER PAURA, MA PER AMORE

*Dice Azaria:*《 Il colpevole, poi, che ha l' amore come sua forza, non solo ha il pentimento perfetto, perché si pente non già per tema di castigo ma per spasimo di aver addolorato il suo amato Dio, ma ha nell' amore stesso la sua prima assoluzione. E, veramente, poche volte colui che ama con tutto sé stesso giunge alle colpe mortali. Solo un assalto improvviso e feroce di Satana e della carne lo possono abbattere per un momento.

Ma generalmente l' amore preserva dal cadere, e tanto è più forte e altrettanto è più debole il peccare, sia in numero che in gravità, sino a ridursi il peccare, a ridursi in imperfezioni appena apparenti in coloro che hanno raggiunto l' assoluto nell' amore, e perciò la Santità 》.

(Maria Valtorta, "Libro di Azaria", capitolo 19)
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📌 IN ASCOLTO DEI PADRI

Dai «Discorsi» di sant’Agostino, vescovo (Disc. 43,1-3).

A un comando di Cristo viene la tranquillità

Vi parlo, con l’aiuto di Dio, della lettura appena terminata del santo vangelo, per esortarvi affinché non dorma la fede nei vostri cuori all’infuriare delle tempeste e dei marosi di questo mondo. Non sembrerebbe certo che Cristo Signore avesse la morte e il sonno in suo potere, se il sonno si impadronì dell’Onnipotente mentre era sulla barca in alto mare. Se credete questo, la fede dorme in voi: ma se in voi veglia Cristo, la vostra fede è desta. L’Apostolo dice: «Che il Cristo abiti per la fede nei vostri cuori» (Ef 3,17). Dunque anche il sonno di Cristo è segno di un mistero. I naviganti sono le anime, che passano in questa vita come sopra una barca. Anche quella nave raffigura la Chiesa. Tutti certo sono tempio di Dio; ciascuno poi naviga nel suo cuore, e non naufraga se pensa a cose buone.

È giunta al tuo orecchio un’ingiuria: è vento; sei adirato, è un maroso. Quando il vento soffia e i flutti si agitano è in pericolo la nave; è in pericolo il tuo cuore e va alla deriva. Desideri vendicarti dell’oltraggio udito: ed ecco ti vendichi e, cedendo al male altrui, hai fatto naufragio. Come mai? Perché Cristo dorme in te. E perché dorme in te? Ti sei dimenticato di lui. Sveglia dunque Cristo, ricordati di Cristo, vigili in te Cristo; pensa a lui. Che cosa volevi? Essere vendicato. Ti è accaduto questo, mentre egli quando veniva crocifisso disse: «Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno» (Lc 23,34).

Dormiva nel tuo cuore colui che non volle essere vendicato. Sveglialo, ricordati di lui. Il suo ricordo sia la sua parola: suo ricordo sia il suo comandamento. E se in te veglia Cristo, di’ a te stesso: Che uomo sono io da voler essere vendicato? Chi sono io da permettermi di minacciare un altro? Forse morirò prima di vendicarmi. Ma quando col respiro affannoso, ardente d’ira e assetato di vendetta, uscirò dal corpo, non mi riceverà colui che non ha voluto vendicarsi; non mi accoglierà colui che disse: «Date e vi sarà dato, perdonate e vi sarà perdonato» (Lc 6,38-37). Dunque, frenerò la mia ira e tornerò alla pace del mio cuore. Cristo ha comandato al mare ed è venuta la bonaccia.

Prendete come norma, nelle vostre tentazioni, quel ché ho detto dell’iracondia. La tentazione è sorta: è vento; se sei rimasto turbato, è maroso. Sveglia Cristo, ti parli: «Chi è costui al quale anche il vento e il mare obbediscono?» (Mc 4,41). Chi è costui al quale obbedisce il mare? «Suo è il mare, egli l’ha fatto» (Sal 94,5). Tutto è stato fatto da lui. Imita piuttosto i venti e il mare: sottomettiti al Creatore. Il mare ascolta l’ordine di Cristo e tu sei sordo? Il mare obbedisce e il vento cessa; e tu, ti gonfi?… Io dico, io faccio, io progetto: che cos’è tutto questo se non soffiare e non volerti calmare alla parola di Cristo?

Nella perturbazione del vostro cuore non lasciatevi vincere dai flutti. Ma tuttavia, dato che siamo uomini, se il vento avrà smosso le passioni della nostra anima, non disperiamo: svegliamo Cristo per poter navigare nella bonaccia, e giungere alla patria.
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🙏🏻 PREGHIERA

Maestro dove sei? Non ti importa di noi?
Siamo bloccati dalla paura.
Siamo incapaci di scorgere il cielo,
mentre pesa su di noi la terra.
Aprici a te, Signore della vita,
per insegnarci a guardare
le cose e le persone,
il mondo e la storia con i tuoi occhi,
a riscoprirne la bellezza
ricominciando dal tuo amore.
Sbloccaci dal timore e dalle paure,
schiodaci da noi stessi,
aprici al tuo amore.
Amen.
Madonna dei Fiori Bordighera
Madonna dei Fiori Bordighera3 weeks ago
🛐 ORARI MESSE FESTIVE
- 19.00 Sabato 22.06.2024
- 10.30 Domenica 23.06.2024

N.b: la Messa delle 21.00 è sospesa per convogliare tutti i fedeli alla Messa mattutina della Domenica in modo da poter vivere uniti la Domenica Comunitaria con il suo momento agapico del Pranzo
Madonna dei Fiori Bordighera
Madonna dei Fiori Bordighera3 weeks ago
🟢 SABATO della XI SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO - VANGELO DEL 22
GIUGNO 2024

📌 + Vangelo secondo Matteo
Mt 6, 24-34

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:《 Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l' uno e amerà l' altro, oppure si affezionerà all' uno e disprezzerà l' altro. Non potete servire Dio e la ricchezza. Perciò Io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito ? Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro Celeste li nutre. Non valete forse più di loro ? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita ? E per il vestito, perché vi preoccupate ? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure Io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l' erba del campo, che oggi c'è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede ? Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo ? Che cosa berremo ? Che cosa indosseremo ?”. Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro Celeste, infatti, sa che ne avete bisogno. Cercate invece, anzitutto, il Regno di Dio e la sua Giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena》.

PAROLE DEL SANTO PADRE
Gesù ci esorta con insistenza a non preoccuparci del domani (cfr vv. 25.28.31), ricordando che al di sopra di tutto c’è un Padre amoroso che non si dimentica mai dei suoi figli: affidarsi a Lui non risolve magicamente i problemi, ma permette di affrontarli con l’animo giusto, coraggiosamente, sono coraggioso perché mi affido al mio Padre che ha cura di tutto e che mi vuole tanto bene. Dio non è un essere lontano e anonimo: è il nostro rifugio, la sorgente della nostra serenità e della nostra pace. È la roccia della nostra salvezza, a cui possiamo aggrapparci nella certezza di non cadere; chi si aggrappa a Dio non cade mai! (Angelus, 26 febbraio 2017)
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📌 COMMENTO

NESSUN COMPROMESSO

Non si scappa. Il nostro cuore non può sopravvivere ai compromessi. Anche se la nostra vita ne è piena, non possiamo servire a due padroni: amare mammona, il denaro, significa odiare Dio. Basta questo per inchiodarci. Amare e odiare. Se il cuore è attaccato al denaro, ovvero lo "ama", sta odiando Dio. Odiare. Non è un caso se Giuda appare nel Vangelo come l'apostolo che teneva la borsa... Non si scherza. Chi ha conosciuto davvero il Signore e gli appartiene non può legarsi in nessun modo al denaro e agli idoli di questo mondo. Pena la schizofrenia, e finire strappati nell'anima, lacerati nel cuore, folli nella mente: vivere da pagani avendo ricevuto il seme della vita divina ed eterna. Come camminare sulle mani, o fiondarsi a retromarcia in autostrada. Moriamo noi e muoiono gli altri. Perché un cristiano che ama mammona è uno scandalo che uccide, impedendo di vedere e accogliere Cristo. Un cristiano che cerca di assicurarsi il domani, che vive nell'angoscia del futuro, che accumula, che guarda tutto con gli occhi di un agente di borsa, e' lo scandalo piu' grande. Odia Dio, odia il suo amore, la sua misericordia, odia la croce. Non crede nel potere di Gesu', e ogni suo rapporto sara' viziato dal sospetto, dal timore, dalla ricerca spasmodica di una sicurezza che, comunque, la carne e il denaro non potranno offrirgli. Ma Gesù ci annuncia ancora una volta chi siamo, per aiutarci a scoprire che peso abbia oggi mammona nella nostra vita. E' la via più semplice per scoprire quello riservato invece a Dio. Il mondo è mosso dal denaro: i voti delle elezioni politiche si spostano a seconda delle politiche economiche, e premiano chi promette abbassamenti delle tasse e buste paga più robuste, bastano ottanta euro al mese, anche se poi legifereranno a favore delle nozze gay, dei diritti che tolgono i diritti ai più deboli, e divorzi più rapidi, e fecondazione eterologa, e aborto ed eutanasia. Il mondo e chi gli appartiene guarda innanzi tutto al portafoglio. E' li' il suo cuore. Non cosi' per chi ha conosciuto il Signore. Chi ha fatto esperienza della sua misericordia non ci pensa due volte a spargere olio di nardo costosissimo, la propria vita consegnata totalamente al Signore. Chi ha conosciuto l'amore di Dio getta via tutto quanto ha per vivere perche' sa che la propria vita non viene dai beni, ma da Dio. Un cristiano e' diverso dai "pagani", da ogni altro uomo perche' ha dentro un'altra vita, perche' vive nascosto con Cristo in Dio e sperimenta, nella precarieta' di ogni giorno, la mano provvidente di suo Padre. Amare Cristo oggi e' vendere tutto, lasciare vuoto il nostro cuore per Lui. Impossibile per le nostre forze, per le nostre menti. Ma possibile a Lui. Cerchiamo Lui, il Regno di Dio, la sua giustizia crocifissa che dona e perdona; oggi, e ogni istante, in ogni evento, in ogni decisione, in ogni pensiero, in ogni parola. Accostiamoci allora al Signore, con cuore contrito, e supplichiamo che compia in noi questa parola, che ci faccia quello per cui siamo stati eletti ancor prima di venire al mondo. Cristiani come San Francesco che, colmo dell’amore di Cristo che aveva imparato a riconoscere, s’era ritrovato a denudarsi dinanzi al padre della carne: aveva ormai odiato mammona per rivestirsi della veste più bella, la misericordia del Padre celeste capace di operare l’impossibile. L’amore di Cristo che, rinato libero come un passero e bello come i gigli, ha annunciato lieto al mondo intero.
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📌 RIFLESSIONI

*《 NON PREOCCUPATEVI PER LA VOSTRA VITA ! 》*

Questo insegnamento di Gesù ha una grande forza di trasformazione del nostro cuore. È l' antidoto contro l' ansia, l' agitazione, la paura, contro quei sentimenti di scoraggiamento e di impotenza che a volte fanno capolino nella nostra vita, indebolendoci o addirittura distruggendoci.

Siamo nel "cuore" del Discorso della montagna. La premessa è: chi vuoi seguire, Dio o la ricchezza ? Non puoi amare contemporaneamente Dio e il mondo. Allora se decidi di seguire Dio e di amarlo ti chiedo di fidarti completamente e totalmente del Padre tuo Celeste !

IL PADRE PROVVEDE

Il Padre ci ama e non ci lascerà mai da soli. Il Padre è provvido. Il Padre provvede. Per chi Lo ama, il Padre non ti lascerà mai senza cibo, senza vestito, senza protezione per il presente e per il futuro. Il che non significa che uno non debba lavorare. Ma Dio ti favorirà sempre.《 Non ho mai visto il giusto abbandonato, né la sua discendenza mendicare il pane 》. (Salmo 37, 25)

Non tutti credono. Pochi sanno fidarsi e affidarsi. Solo gli umili e i piccoli. Per questo Gesù disse:《 Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli 》. (Matteo 11, 25)

ATTO DI AFFIDAMENTO AL PADRE:《 PADRE CREDO AL TUO AMORE PER ME ! 》

《 Padre mio che sei nei Cieli, com’è dolce e soave il saper che Tu sei mio Padre e che io sono figlio Tuo. È soprattutto quando è cupo il cielo dell’ anima mia e più pesante la mia croce, che sento il bisogno di ripeterTi: Padre credo al Tuo Amore per me ! Sì, credo che Tu mi sei Padre ogni momento della vita e che io sono Tuo figlio !

Credo, che mi ami con Amore infinito ! Credo, che vegli giorno e notte su di me e neppure un capello cade dalla mia testa senza il Tuo permesso ! Credo che, infinitamente Sapiente, sai meglio di me ciò che mi è utile. Credo che, infinitamente Potente, puoi trarre il bene anche dal male.

Credo che, infinitamente Buono, far servir tutto a vantaggio di quelli che Ti amano; ed anche sotto le mani che percuotono, io bacio la Tua mano che guarisce ! Credo …, ma aumenta in me la fede, la Speranza e la Carità !

Insegnami ad aver sempre il Tuo Amore come guida in ogni evento della mia vita. Insegnami ad abbandonarmi a Te a guisa di un bimbo nelle braccia della mamma. Padre, Tu sai tutto, Tu vedi tutto, Tu mi conosci meglio di quanto io mi conosca: Tu puoi tutto e Tu mi ami ! 》.

(Madre Eugenia Ravasio, "Il Padre parla ai suoi figli")

GESÙ SUSCITA NEI BAMBINI LA FIDUCIA NEL PADRE CELESTE

Nei "Libri di Cielo" di Luisa Piccarreta viene riportata la "prima predica" che Gesù Bambino fece ai bambini egiziani durante il suo esilio in Egitto, dove la Sacra Famiglia si rifugiò per sfuggire agli intenti omicidi di Erode:

《 Bambini miei, ascoltatemi, Io vi amo assai, e voglio farvi conoscere la vostra origine. Guardate il cielo, lassù tenete un Padre Celeste che vi ama assai, ma vi ama tanto, che non si contentò di farvi da Padre dal Cielo, di guidarvi, di crearvi un sole, un mare, una terra fiorita, per rendervi felici, ma amandovi d’ un Amore esuberante, volle scendere nei vostri cuori, formare la sua Reggia nel fondo dell’ anima vostra, facendosi dolce prigioniero di ciascuno di voi; ma per far che ? Per dar vita al vostro palpito, respiro e moto.

Sicché voi camminate, e cammina nei vostri passi, si muove nelle vostre manine, parla nella vostra voce, e mentre camminate, vi movete, siccome vi ama assai, or vi bacia, or vi stringe, or vi abbraccia e vi porta come in trionfo, ché siete i cari suoi figli 》.

(Luisa Piccarreta, "Libro di Cielo", 10 gennaio 1938, volume 35⁰)

CREDERE O NON CREDERE

Bisogna provare. Non si può passare la vita a ragionare:《 Mi devo fidare o non mi devo fidare ? Mi affido? E se poi mi trovo male ? E chi mi assicura che sia stato veramente Dio ad aiutarmi o piuttosto il caso ? Io sono come Tomnaso: "se non tocco con le mie mani e non vedo con i miei occhi, non credo ! 》... e così via ...

Se devo imparare a nuotare è inutile studiare e sapere tutto sul nuoto ... devo tuffarmi (fare gradualmente) ... Solo così posso imparare a nuotare.

DI GESÙ POSSO FIDARMI

Gesù è la Verità stessa e non può ingannarmi ! Tante volte ci affidiamo a persone che non conosciamo, magari incontrate una sola volta ... e ci accorgiamo che ci hanno mentito. E perché dubitiamo di Gesù ? Crediamo alla sua Parola:

《 Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro Celeste li nutre. Non valete forse più di loro ? ... Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure Io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, Dio ... non farà molto di più per voi, gente di poca fede ? Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo ? Che cosa berremo ? Che cosa indosseremo ?” ... Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena 》.

《 AVRETE CIÒ CHE VOLETE, ANZI AVRETE IL DI PIÙ E SOVRABBONDANTE 》

Concludo con un insegnamento molto forte della Mamma Celeste. È Lei stessa che commenta il miracolo delle Nozze di Cana compiuto dal suo Gesù. Ella ci dice che dobbiamo imitare i servi che obbedirono a Gesù dopo che Lei li aveva preparati:《 Fate quello che vi dirà ! 》.

*Dice Maria:*《 Ed Io, sapendo certo che non Mi avrebbe negato ciò che Gli chiedeva la sua Mamma, dico a quelli che servivano la tavola: "Fate ciò che vi dice mio Figlio, ed avrete ciò che volete, anzi avrete il di più e sovrabbondante”. Figlia mia, in queste poche parole Io davo una lezione, la più utile, necessaria e sublime alla creatura. Io parlavo col Cuore di Madre e dicevo:

“Figli miei, volete essere santi ? Fate la Volontà di mio Figlio; non vi spostate da ciò che Lui vi diceed avrete la sua somiglianza, la sua Santità in vostro potere. Volete che tutti i mali vi cessino ? Fate ciò che vi dice mio Figlio. Volete qualunque Grazia, anche difficile ? Fate ciò che vi dice e vuole. Volete anche le cose necessarie della vita naturale ? Fate ciò che dice mio Figlio" 》.

(Luisa Piccarreta, "La Vergine Maria nel Regno della Divina Volontà", Appendice: Meditazione 6 / 25° Giorno ter)
Madonna dei Fiori Bordighera
Madonna dei Fiori Bordighera3 weeks ago
🟢 SANTI E BEATI DEL GIORNO - 22.06.2024

Oggi veneriamo San Paolino, vescovo; Santi Giovanni Fisher, vescovo, e Tommaso More, martiri; San Flavio Clemente, martire; Sant’Albano, martire; Santi Giulio e Aronne, martiri; Sant’Eusebio, vescovo di Samosata; San Niceta, vescovo; Beato Innocenzo V, papa

🙏🏻 SAN TOMMASO MORO

Londra, 1478 - 6 luglio 1535

Prima che la scure gli staccasse di netto la testa, Tommaso Moro (Thomas More), rivolto al carnefice, disse: «Pregare Iddio per il re, che lo illumini e lo ispiri». Quel re si chiamava Enrico VIII, del quale Tommaso era sempre stato amico e suddito fedele, occupando posti di grande importanza. Ma era proprio per una disposizione del re che egli chiudeva in modo cosi drammatico la propria vita. Che cos'era successo? La Vicenda e del tutto simile a quella che aveva travolto alcuni giorni prima un altro santo d'Inghilterra, il vescovo Giovanni Fisher.

Enrico VIII era stato per un tratto di tempo un buon re, e aveva esaltato in un suo libro i sacramenti cattolici contro le «assurde novità» di Martin Lutero, meritandosi per questo l'appellativo di «difensore della fede», e una rosa d'oro inviatagli dal Papa.

Ma poi sulla sua strada comparve un avvenente dama di corte, Anna Balena, che gli fece perdere la testa. Enrico �decise allora di sposarla, ma aveva già una moglie, Caterina d'Aragona, e per potersene disfare in modo pulito doveva ottenere dal papa il divorzio.

Il papa ovviamente gli mandò a dire che ne pure lui poteva «sciogliere quel che Dio aveva unito». Il re allora, per trovare appigli giuridici e appoggi umani, si rivolse al suo cancelliere, che era Tommaso Moro, uomo dottissimo, grande umanista, letterato finissimo (è sua la celebre Utopia), eccellente giurista e, per di più, devotissimo al suo re. Ma in questioni moralmente così decisive la fedeltà e l'affetto non c'entravano. Tommaso lo fece subito sapere a Enrico: non era lecito porsi contro il papa e i comandamenti di Dio; essi andavano anteposti alla stessa fedeltà alla corona.

Il re, ferito nell'orgoglio e accecato dalla passione, dimenticò stima e amicizia, e fece imprigionare l'irriducibile cancelliere.

Al duca di Norfolk, che gli faceva osservare che «l'ira del re significava la morte», Tommaso rispose: «Quand'è così io morirò oggi, ma voi morrete domani», come dire che, infranti i principi morali, tutto sarebbe stato possibile nel regno d'Inghilterra.

Rinchiuso nella Torre di Londra in attesa del processo, che si tenne il primo luglio 1535, Tommaso aggiunse un�altra memorabile opera alle numerose già scritte « Il dialogo del conforto contro le tribolazioni » che è anche un capolavoro della letteratura inglese.

Condannato a morte, egli salì il patibolo con grande serenità di spirito, e con stile tipicamente inglese: «Mi aiuti a salire il patibolo disse al carnefice, a scendere ci penserò da solo».

Dopo aver cantato il salmo Miserere, si bendò egli stesso gli occhi e poi chinò il capo sul ceppo. Era il 6 luglio 1535. La sua testa, infissa su un palo, venne esposta al ponte di Londra. Per poterla mettere li, dovettero toglierne un'altra, quella del vescovo Giovanni Fisher, ucciso per le stesse ragioni una quindicina di giorni prima. Le dittature di ogni tempo e di ogni latitudine per sostenersi hanno bisogno di sangue e di morti.

Giovanni Paolo II lo ha proclamato patrono dei politici, segnalandone l'integrità morale, pronto ad anteporre i dettami della propria coscienza alla ragione di stato, anche a costo della vita. Un esempio e una guida per gli uomini politici cristiani dei nostri tempi e di quelli futuri che dovranno confrontarsi ogni giorno con situazioni di ingiustizia, convivere con leggi ingiuste, muoversi all'interno di una situazione sempre più ostile al mondo cristiano.

PREGHIERE. Glorioso San Tommaso Moro, ti prego di accogliere la mia causa, fiducioso che intercederai per me davanti al trono di Dio con lo stesso zelo e diligenza che ha segnato la tua carriera sulla terra. Se è in accordo con la volontà di Dio, ottieni per me il favore che cerco, cioè ....... Prega per noi, o San Tommaso. Fa' che possiamo fedelmente seguirti sulla strada che conduce alla la porta stretta della vita eterna

Pater, ave e gloria.
Madonna dei Fiori Bordighera
Madonna dei Fiori Bordighera3 weeks ago
“È pazzo! È pazzo!” gridava l’inserviente del piccolo ospedaletto. Vedeva quel giovane minuto, Luigi Gonzaga, con la sua tonaca nera, mentre trasportava in braccio un povero appestato. “Se la prenderà pure lui quella malattia!” continuava a gridare. Si affacciò un vecchio gesuita che stava amministrando sacramenti ai moribondi. Fece tacere l’inserviente dicendogli: “Amico mio sai cos’è la purezza? Ecco cos’è. Ce l’hai davanti ai tuoi occhi” disse indicando Luigi. “La purezza è sapersi sporcare le mani quando c’è bisogno. La purezza è saper morire per qualcuno che non vale nulla agli occhi del mondo. Ma per un puro di cuore, come quel ragazzo, quel povero appestato è come il Sacramento. Non lo vedi come se l’abbraccia?”. “Ma si ammalerà anche lui così?” disse quasi piagnucolando l’inserviente. “Che ci vuoi fare, i santi sono così, non hanno misura, non si sanno regolare” rispose il vecchio gesuita sorridendo. “Che spreco, il figlio primogenito dei Gonzaga ridotto a far questo” proseguì l’inserviente. “Non bestemmiare” gli intimò il vecchio gesuita, “quel ragazzo vede più lontano di tutti. È più ambizioso di tutti. Ha capito fino in fondo quello che ci ha insegnato Nostro Signore: ‘Chi vuole essere il primo si faccia servo di tutti’. I Gonzaga con il tempo se li dimenticheranno tutti. Questo ragazzo no, perché si è scelta la parte migliore che non gli sarà tolta”.
Madonna dei Fiori Bordighera
Madonna dei Fiori Bordighera3 weeks ago
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